Quali sono le spese deducibili e le spese detraibili per una piccola Partita IVA? Le regole da rispettare sono le stesse per chi aderisce al regime fiscale ordinario e per i forfettari?
Gestire un’attività professionale con Partita IVA significa rispettare le regole previste da uno specifico regime fiscale, dal quale dipende anche la possibilità di accedere alla deducibilità e alla detrazione di diverse tipologie di spesa. Prima di chiarire quali sono le spese deducibili e le spese detraibili per una Partita IVA, quindi, è fondamentale sia specificare la differenza tra le due categorie sia sottolineare le profonde diversità che caratterizzano il regime fiscale ordinario e quello forfettario, entrambi previsti dall’ordinamento italiano.
Differenze tra spese deducibili e detraibili
Si parla di spese deducibili quando è possibile sottrarre i costi e gli oneri sostenuti per lo svolgimento della propria attività dal totale dei ricavi e dei compensi, in modo da ridurre il reddito imponibile e ottenere il valore netto che serve come base per il calcolo delle imposte.
Per quanto riguarda le spese detraibili, invece, non agiscono sul reddito ma vengono sottratte dall’importo lordo da versare allo Stato. Più in generale, si può affermare che mentre le spese deducibili riducono l’importo su cui calcolare le imposte da pagare, quelle detraibili intervengono in una fase successiva e limitano l’imposta da versare.
Per essere considerate effettivamente deducibili, inoltre, le spese devono rispettare tre requisiti fondamentali: effettività, inerenza e congruità. Tradotto in termini più semplici, le spese deducibili devono essere state sostenute a tutti gli effetti e documentate in modo preciso, ma anche avere un legame diretto con l’attività professionale e basarsi su un valore proporzionato alla natura del lavoro svolto.
Regimi fiscali a confronto: ordinario e forfettario
Come anticipato sopra, le Partite IVA possono aderire a regimi fiscali specifici tenendo conto delle caratteristiche dell’attività e della forma giuridica adottata. Questa scelta si ripercuote direttamente su alcuni aspetti della gestione che coinvolgono anche la deducibilità e la detrazione delle spese.
Regime ordinario
Le Partite IVA che operano in regime ordinario hanno ampie possibilità di deduzione delle spese operative inerenti all’attività svolta, sebbene con percentuali differenti:
- beni strumentali: costi deducibili al 100% con il meccanismo dell’ammortamento;
- consulenze professionali: costi deducibili al 100%;
- software e servizi telematici: costi deducibili al 100%;
- contributi previdenziali: costi deducibili al 100%;
- spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale: costi deducibili al 100% entro il limite annuo di 10mila euro;
- pubblicità: costi deducibili al 100%;
- spese per auto aziendali: costi deducibili al 100% per veicoli utilizzati esclusivamente per l’attività lavorativa e al 20% per veicoli a uso promiscuo;
- carburante: costi deducibili al 20%;
- viaggi e trasferte: costi deducibili al 75%.
Per quanto riguarda le spese detraibili, invece, le Partite IVA in regime ordinario hanno accesso a numerose agevolazioni che variano in base alla tipologia di spesa sostenuta:
- spese mediche e veterinarie: detraibilità del 19%;
- interessi passivi per il mutuo della prima casa: detraibilità del 19%;
- ristrutturazioni edilizie: detraibilità del 50%.
- polizze assicurative sulla vita: detraibilità del 19%;
- erogazioni a Onlus, Odv, Aps: detraibilità del 19%;
- spese per istruzione: detraibilità del 19%.
Regime forfettario
Come anticipato sopra, per le Partite IVA in regime forfettario i costi operativi non beneficiano della stessa deducibilità prevista dal regime ordinario, in quanto il calcolo del reddito imponibile avviene applicando uno specifico coefficiente di redditività al totale di ricavi e compensi.
L’unica eccezione riguarda i contributi previdenziali obbligatori, che vengono ammessi in deduzione.
I forfettari, inoltre, possono sfruttare le detrazioni previste anche dal regime fiscale ordinario solo nel caso in cui generino altri redditi soggetti all’IRPEF, che si aggiungono al reddito prodotto con la Partita IVA.
Perché affidarsi a un software di fatturazione e gestione della Partita IVA
A prescindere dal regime fiscale scelto, la gestione dei costi e delle spese può rivelarsi complessa: senza un controllo puntuale e aggiornato diventa difficile avere una visione chiara dell’andamento della propria Partita IVA e compiere scelte strategiche efficaci. Inoltre, senza una stima precisa delle spese, risulta complicato valutare quale regime fiscale — forfettario o ordinario — sia realmente più conveniente per la propria attività.
Per limitare notevolmente questo rischio, le Partite IVA possono affidarsi a un software di fatturazione che permette di tenere sempre sotto controllo i dati della propria attività.
Fatture in Cloud, ad esempio, prevede funzionalità che consentono di registrare in modo automatico le fatture elettroniche di acquisto e di inserire spese e autofatture, così da avere un quadro sempre aggiornato delle spese sostenute.
Inoltre, offre report semplice per analizzare nel tempo l’andamento dei costi aziendali organizzati per categoria, del fatturato e di altri indicatori utili a comprendere la situazione economica e finanziaria dell’attività.
Fatture in Cloud, infine, è ideale anche per chi cerca un software per i forfettari, grazie alle funzionalità dedicate a questa categoria di contribuenti: la compilazione automatica di alcuni specifici campi della fattura (regime fiscale, aliquota IVA allo 0% e indicazione dell’imposta di bollo quando prevista) il calcolo in tempo reale del fatturato netto e gli avvisi specifici in caso di avvicinamento al limite degli 85mila euro previsto dalla normativa per questo regime fiscale.
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