Made In, primo sì del Parlamento Ue

di Alessandro Vinciarelli

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Primo disco verde al nuovo regolamento che rende obbligatoria l'etichettatura di origine sui prodotti importati in Europa da Paesi terzi, un passo importante verso la tutela del Made in Italy

È arrivato in questi giorni il primo sì del Parlamento Europeo al regolamento del “Made In” volto a rendere obbligatoria l’etichettatura di origine sui prodotti importati in Europa da Paesi terzi.

Un risultato importante per tutela del Made in Italy, e per la tesi italiana della relatrice Cristiana Muscardini alla Commissione del Commercio Internazionale.

Il Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, ha dichiarato che «governo e forze politiche e sociali saranno vigili affinché già dal prossimo anno l’obbligo dell’etichettatura sulle merci extra-Ue possa entrare in vigore».

Intanto è stata allargata la lista di prodotti sui quali vigerà l’obbligo di etichettatura, anche se in base agli emendamenti approvati questo si limiterebbe ai soli beni destinati al consumo finale.

Confindustria, per voce di Paolo Zegna, ha sottolineato come «questo risultato si deve all’impegno congiunto degli eurodeputati italiani membri della commissione Commercio Internazionale del parlamento europeo, Cristiana Muscardini, relatrice del rapporto, Gianluca Susta e Niccolò Rinaldi».

Il testo è stato approvato a larghissima maggioranza (19 voti favorevoli e 3 contrari). Ora la proposta passerà all’esame del Consiglio a Bruxelles come previsto dal meccanismo di co-decisione stabilito dal Trattato di Lisbona.

La battaglia per la tutela del Made in Italy, avviata nel 2003, sembra ora aver imboccato la giusta via.

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