Il nuovo Codice doganale UE pone la compliance al centro delle attività di logistica, tra acquisti, amministrazione e sistemi informativi. Con il Data Hub europeo, in particolare, la qualità e la tracciabilità delle informazioni su merci e supply chain diventano la base per controlli più mirati e future semplificazioni. Ai fini della conformità aziendale, dunque, la riforma rende strategica la capacità di produrre dati coerenti, aggiornati e verificabili lungo l’intero processo di import-export. È questa la lettura proposta da Nord Ovest SpA., realtà attiva nelle spedizioni e nella logistica internazionale.
In sintesi:
- il Regolamento (UE) 2026/2108 istituisce il nuovo Codice doganale dell’Unione e l’Autorità doganale europea;
- l’articolo 285 del Regolamento (UE) 2026/2108 rende il Data Hub obbligatorio dal 1° luglio 2028 per importatori nelle vendite a distanza e soggetti IOSS, e dal 1° marzo 2034 per tutti gli operatori;
- la Commissione europea stima in 2,7 miliardi di euro l’anno la riduzione dei costi di compliance per le imprese con il nuovo modello doganale.
- Riforma doganale UE: Data Hub per i dati aziendali
- Classificazione, origine e valore: la checklist per le imprese
- Compliance doganale: acquisti, logistica, amministrazione e IT
- Trust & Check, tra i requisiti trasparenza e sistemi accessibili
- Data Hub, il calendario per sistemi e procedure
- I risparmi stimati richiedono dati riutilizzabili
Riforma doganale UE: Data Hub per i dati aziendali
Il Regolamento (UE) 2026/2108 costruisce il nuovo sistema doganale europeo attorno a un EU Customs Data Hub che raccoglierà e riutilizzerà le informazioni necessarie per importazioni, esportazioni, controlli e gestione del rischio. Il testo prevede una piattaforma centrale capace di garantire qualità, integrità, tracciabilità e sicurezza dei dati trasmessi dagli operatori.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui le autorità selezionano le operazioni da verificare. Il Data Hub alimenterà l’analisi del rischio doganale con dati condivisi a livello europeo, così da concentrare le verifiche sulle anomalie e sulle filiere più esposte. Il Regolamento attribuisce inoltre al sistema funzioni di analisi economica, predittiva e di supporto ai controlli, anche tramite strumenti di intelligenza artificiale.
Il Regolamento UE stabilisce che il Data Hub debba assicurare la qualità e la tracciabilità delle informazioni trattate. Per le imprese, quindi, l’adempimento doganale dipenderà sempre più dalla coerenza tra dati commerciali, logistici, contabili e documentazione di supporto.
Classificazione, origine e valore: la checklist per le imprese
Classificazione tariffaria, origine, valore doganale, conformità, dati di prodotto e tracciabilità sono le informazioni da rendere coerenti tra ERP, logistica e documentazione doganale. Questi elementi esistevano già nel sistema precedente; il nuovo modello ne aumenta il riuso e la possibilità di controllo incrociato lungo più spedizioni.
| Dato o processo | Controlli aziendale |
|---|---|
| classificazione tariffaria | verificare che codici doganali e descrizioni merceologiche coincidano tra anagrafiche, ordini, fatture e dichiarazioni |
| origine delle merci | associare l’origine dichiarata alle prove disponibili e alle informazioni ricevute dai fornitori |
| valore doganale | allineare prezzo, costi accessori e componenti rilevanti con i dati amministrativi utilizzati per l’importazione |
| conformità e autorizzazioni | rendere disponibili licenze, certificazioni e informazioni richieste dalle norme applicate alla frontiera |
| dati di prodotto | evitare differenze tra codici articolo, identificativi, descrizioni e informazioni comunicate da venditori, produttori e piattaforme |
| tracciabilità logistica | ricostruire movimenti, soggetti della filiera e documenti associati alla merce dalla partenza allo sdoganamento |
Simona Mellano, Responsabile del Reparto Consulting & Academy di sintetizza così la priorità per le imprese: «la vera sfida sarà rendere affidabili i dati che alimentano la catena doganale». L’utilità della verifica interna sta soprattutto nell’individuare dove nasce ciascuna informazione, chi la aggiorna e quale sistema la trasferisce allo spedizioniere o al rappresentante doganale.
Compliance doganale: acquisti, logistica, amministrazione e IT
La compliance doganale richiede una responsabilità distribuita tra le funzioni che generano i dati usati in import-export. Gli acquisti presidiano fornitori e origine, la logistica movimentazioni e tracciabilità, l’amministrazione valore e documenti contabili, i sistemi informativi la coerenza delle anagrafiche e dei flussi trasmessi agli intermediari.
La verifica di conformità aziendale può partire da sei domande interne: quale sistema genera il dato, chi lo valida, quale documento lo prova, con quale frequenza l’impresa lo aggiorna, chi riceve l’informazione e come si gestisce un’anomalia. La qualità del dato doganale dipende soprattutto dalla capacità di evitare versioni diverse della stessa informazione tra gestionale, magazzino, fatture, documenti di trasporto e dichiarazione.
Questo approccio riduce il rischio di errori nati a monte ed emersi soltanto allo sdoganamento. La gestione doganale assume così una funzione trasversale nei processi aziendali e richiede procedure che permettano di ricostruire la provenienza dell’informazione e le modifiche intervenute nel tempo.
Trust & Check, tra i requisiti trasparenza e sistemi accessibili
Lo status Trust & Check previsto dall’articolo 31 del Regolamento (UE) 2026/2108 lega le semplificazioni doganali alla capacità dell’impresa di dimostrare controllo sui propri processi, affidabilità finanziaria, competenze adeguate e accesso ai dati su merci e conformità.
Tra i requisiti figurano sistemi di registrazione commerciale e, quando pertinenti, di trasporto idonei ai controlli, procedure per licenze e sicurezza dei prodotti e un sistema elettronico capace di mettere a disposizione delle autorità informazioni sui movimenti delle merci e sugli obblighi applicabili. Per gli operatori ammessi, il nuovo Codice consente semplificazioni più ampie, compresa in alcuni casi la possibilità di rilasciare le merci sotto supervisione doganale senza attendere un intervento attivo dell’autorità.
Lo status AEO continua a esistere. L’articolo 32 impone alle autorità doganali di considerare le caratteristiche delle micro, piccole e medie imprese nella valutazione dei requisiti sia per AEO sia per Trust & Check, mentre la Commissione dovrà pubblicare linee guida specifiche per favorirne l’accesso.
Data Hub, il calendario per sistemi e procedure
Il Data Hub doganale europeo sarà introdotto in modo graduale: dal 1° luglio 2028 diventa obbligatorio per gli importatori nelle vendite a distanza e per chi utilizza IOSS; dal 1° marzo 2031 gli altri operatori possono usarlo su base volontaria; dal 1° marzo 2034 l’utilizzo diventa obbligatorio per importatori, esportatori e titolari del regime di transito.
Il calendario lascia diversi anni alle imprese che utilizzano le dichiarazioni ordinarie, senza rendere rinviabile il lavoro sui dati. La Commissione e gli operatori hanno già indicato tra le criticità la necessità di istruzioni dettagliate, interoperabilità dei sistemi e preparazione alle nuove modalità di condivisione delle informazioni.
Per le imprese italiane il periodo di transizione può quindi servire a verificare ERP, WMS, TMS e procedure con spedizionieri e rappresentanti doganali, così da individuare in anticipo dati mancanti, duplicazioni e regole diverse tra uffici o fornitori.
I risparmi stimati richiedono dati riutilizzabili
La Commissione europea stima 2,7 miliardi di euro l’anno di minori costi di compliance per le imprese grazie al nuovo sistema, soprattutto perché i dati potranno essere trasmessi una volta e riutilizzati per più spedizioni. La stessa architettura dovrebbe ridurre di oltre 2 miliardi l’anno i costi IT sostenuti dalle amministrazioni nazionali.
La stima descrive il beneficio atteso dal modello nel suo complesso; la quota effettiva di risparmio per ciascuna impresa dipende dalla capacità di produrre informazioni corrette e riutilizzabili, limitando rettifiche, richieste documentali e riallineamenti tra sistemi aziendali e intermediari.
La pagina istituzionale della Commissione UE sulla riforma doganale attribuisce al Data Hub proprio questa funzione: un unico ambiente digitale per fornire le informazioni doganali e riutilizzarle su più operazioni. Per le imprese che importano o esportano con continuità, la preparazione alla riforma coincide quindi con una verifica della governance dei dati che alimentano la supply chain.