Credito Fornitore, 550 milioni per l’export delle PMI

di Teresa Barone

4 Settembre 2026 09:29

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Il contributo SIMEST fino al 5% abbatte il costo dello sconto bancario e la copertura SACE protegge il credito, con requisiti di accesso ed esempio di calcolo

Le dilazioni di pagamento sono diventate una condizione di gara nelle forniture di macchinari verso Africa, Golfo e America Latina e, per una piccola impresa italiana, concederle senza coperture significa immobilizzare cassa ed esporsi all’insolvenza dell’acquirente. SACE e SIMEST hanno unito assicurazione del credito e contributo a fondo perduto per togliere quel costo dal bilancio dell’esportatore, e il consuntivo del primo semestre 2026 mostra quanto le imprese abbiano usato la combinazione per aggiudicarsi commesse sui mercati dell’export.

In sintesi:

  • SACE ha deliberato 525 operazioni di Credito Fornitore per 550 milioni di euro nel primo semestre 2026, in crescita del 54% sullo stesso periodo del 2025;
  • SIMEST ha ammesso al Contributo Export circa 50 operazioni per 100 milioni di euro di quota capitale dilazionata, con altre 65 operazioni in lavorazione per circa 150 milioni;
  • PMI e Mid Cap pesano per oltre il 96% dei volumi deliberati, con prevalenza di imprese lombarde, venete e toscane;
  • il contributo copre fino al 5% annuo del costo dello smobilizzo dei titoli emessi dall’acquirente estero, secondo la scheda prodotto SIMEST aggiornata al 3 dicembre 2025.

I numeri del Credito Fornitore nel primo semestre 2026

Nei primi sei mesi del 2026 SACE ha deliberato 525 operazioni di Credito Fornitore per un controvalore di 550 milioni di euro, con un aumento del 54% rispetto al primo semestre 2025, mentre SIMEST ha ammesso al Contributo Export circa 50 operazioni per 100 milioni di euro di quota capitale dilazionata, in crescita del 218%. Il divario tra i due volumi non segnala un’incoerenza: la copertura assicurativa SACE accompagna anche operazioni che non chiedono il contributo in conto interessi, mentre l’intervento SIMEST riguarda la sola quota dilazionata portata allo sconto. Alle pratiche già deliberate si aggiungono 65 operazioni in lavorazione per circa 150 milioni di euro.

Copertura SACE e Contributo Export SIMEST

Il Credito Fornitore è la formula con cui l’esportatore italiano concede direttamente all’acquirente estero una dilazione a medio-lungo termine e poi smobilizza il credito presso una banca, senza attendere le scadenze contrattuali.

I ruoli sono tre e distinti: l’impresa firma il contratto commerciale con pagamento rateale e riceve dal buyer titoli di pagamento, l’istituto scontante li acquista pro soluto o pro solvendo anticipando la liquidità, SACE assicura il rischio di mancato pagamento dell’acquirente. SIMEST interviene sul costo residuo di quell’anticipo, come gestore dei fondi pubblici per conto del MAECI, erogando il contributo in un’unica soluzione all’esportatore.

Calcolo contributo su contratto di fornitura tipo

Il contributo è dato dalla differenza, in punti percentuali annui, tra il tasso di sconto richiesto dalla banca e il tasso netto della dilazione concessa al cliente estero.

La scheda prodotto SIMEST porta un caso di esempio di fornitura di macchinari regolata con dieci cambiali semestrali, dove il tasso di dilazione contrattuale è del 5,25% annuo e si scompone in un premio assicurativo running del 2%, commissioni bancarie dello 0,22% e un tasso di interesse netto del 3,03%, pari al CIRR in vigore alla firma. Se l’istituto sconta i titoli pro soluto all’8% annuo, il contributo erogabile sale a 4,97 punti annui, rimane sotto il tetto del 5% e azzera di fatto l’onere dello smobilizzo per l’esportatore.

La conseguenza è che il beneficio cresce quando il rischio Paese dell’acquirente alza il tasso di sconto bancario, cioè proprio nei mercati dove la dilazione serve di più per chiudere il contratto. Il CIRR è fissato mensilmente in sede OCSE e definisce il tasso minimo applicabile alla dilazione, quindi il tasso offerto al buyer non può scendere sotto quella soglia.

Una simulazione preventiva sul portale SIMEST permette di quantificare il contributo già in fase di trattativa, quando le condizioni di sconto sono definite.

Requisiti e titoli di pagamento ammessi

L’operazione è ammissibile solo se rispetta la struttura di pagamento fissata dalla circolare SIMEST, che ricalca le regole OCSE sul credito all’esportazione. Le condizioni prima di impostare il contratto commerciale:

  • il contratto riguarda beni di investimento e servizi, quindi macchinari, impianti e relativi studi;
  • l’acquirente estero paga almeno il 15% in contanti entro il punto di partenza del credito, cioè spedizione, consegna o collaudo;
  • il restante 85% è dilazionato a medio-lungo termine, con durata pari o superiore a 24 mesi;
  • il tasso della dilazione è almeno pari al CIRR del mese di firma;
  • i titoli portati allo sconto sono cambiali pagherò, tratte, lettere di credito irrevocabili anche stand-by, lettere di garanzia autonome oppure fatture commerciali.

Contributo export al 5% per tutti e apertura alle fatture commerciali

L’ultima revisione dello strumento ha rimosso i limiti che ne restringevano l’uso alle sole operazioni cambializzate e alle imprese più piccole. Il confronto tra le regole superate e quelle attuali chiarisce chi guadagna spazio di accesso.

Regola superata Regola attuale
Contributo differenziato per classe dimensionale dell’impresa richiedente Contributo export fino al 5% esteso a tutti i contratti di esportazione, senza matrice dimensionale
Ammessi allo sconto i soli titoli di pagamento e le lettere di credito Ammesso anche lo smobilizzo delle fatture commerciali
Agevolazione legata al singolo contratto di fornitura Agevolazione estesa ai contratti quadro su beni strumentali anche di settori industriali diversi

Mercati, settori e regioni delle imprese assistite

Le commesse assistite nel semestre si concentrano fuori dall’Unione europea e seguono la geografia dove la dilazione pesa di più sulla trattativa: Tanzania, Angola, Egitto e Algeria in Africa, Turchia, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita in Medio Oriente, India e Malesia in Asia, Colombia e Argentina in America Latina. Sul fronte produttivo la distribuzione va dalla meccanica strumentale al tessile, fino alla lavorazione di materie plastiche e metalli. Le imprese richiedenti arrivano soprattutto da Lombardia, Veneto e Toscana, i tre territori dove la subfornitura di macchinari ha la maggiore proiezione estera.

Roadshow con le banche e accordi con i trader dell’export credit

La diffusione dello strumento passa da un programma congiunto con il sistema bancario, che ha finora coinvolto 8 istituti di credito in 10 tappe territoriali, raggiungendo oltre 600 imprese, con la testimonianza diretta delle aziende che hanno già chiuso operazioni. L’iniziativa proseguirà per tutto il 2026. A questo canale si affiancano le intese con società di trading specializzate nel credito all’esportazione. La stessa logica guida il business matching tra imprese italiane e buyer esteri avviato da SACE con le associazioni di categoria.

Domanda sul Portale SIMEST, documenti richiesti

La richiesta di contributo si presenta interamente online sul Portale SIMEST, dove l’impresa registrata può simulare l’agevolazione, inviare la domanda e seguirne l’iter fino all’erogazione. Il momento giusto per il primo contatto è la negoziazione del contratto di fornitura, quando le condizioni di sconto sono già definite, mentre la richiesta formale si presenta dopo la firma del contratto commerciale e del contratto o della promessa di sconto.

Per l’istruttoria servono il contratto commerciale con gli eventuali addendum, il piano dei pagamenti, il contratto o la promessa di sconto dell’istituto, le lettere di credito e di garanzia se presenti, la polizza assicurativa se rilasciata e le dichiarazioni per la certificazione antimafia. All’erogazione si aggiungono la richiesta online, la dichiarazione di esportazione e l’accordo tra SIMEST e istituto scontante oppure tra SIMEST e esportatore.