Milleproroghe: le misure con effetti in ambito adempimenti, tributi e aiuti di Stato

di Anna Fabi

5 Gennaio 2026 09:00

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Il Milleproroghe rinvia scadenze su fisco, tributi locali, aiuti di Stato, catasto e polizze catastrofali per micro e piccole imprese: chi ne beneficia in concreto.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025 entra in vigore il decreto-legge n. 200/2025, il tradizionale “milleproroghe”, approvato dal Consiglio dei ministri l’11 dicembre. Il provvedimento interviene su una serie di termini normativi, con effetti diretti soprattutto in ambito fiscale, catastale e nella gestione degli aiuti di Stato.

Non si tratta di una riforma organica, ma di un insieme di proroghe che incidono su operatori economici, concessionari della riscossione, imprese beneficiarie di aiuti pubblici e strutture ricettive. Di seguito una lettura ragionata delle principali misure.

Proroga polizze catastrofali al 31 marzo 2026 per alcune MPMI

Il Milleproroghe 2026 interviene su un tema che sta pesando sul calendario degli adempimenti di molte PMI: quello delle polizze catastrofali, ossia assicurazioni contro eventi naturali estremi come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. Queste coperture, introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 per rafforzare la resilienza del sistema produttivo, erano inizialmente previste con una scadenza per la stipula entro il 31 dicembre 2025. Con il Milleproroghe, il termine per la stipula delle polizze catastrofali da parte delle micro e piccole imprese è stato spostato al 31 marzo 2026, ma non per tutte.

La proroga riguarda soltanto alcuni comparti, ossia turismo ricettivo, ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande e attività della pesca, che negli ultimi mesi hanno segnalato difficoltà operative nella valutazione dell’offerta assicurativa e nella definizione di coperture coerenti con il proprio profilo di rischio.

Testi unici tributari: rinvio dell’entrata in vigore al 2027

Il decreto interviene sul calendario di attuazione della riforma fiscale, rinviando di un anno l’operatività dei nuovi testi unici tributari previsti dalla legge delega n. 111/2023.

La scelta nasce dalla necessità di coordinare i testi unici con i decreti correttivi e integrativi ancora in fase di adozione. L’obiettivo è evitare un doppio riordino a distanza di pochi mesi e ridurre il rischio di continue modifiche su norme appena entrate in vigore.

In concreto, l’articolo 4 del decreto Milleproroghe rinvia al 1° gennaio 2027 l’efficacia dei testi unici relativi a:

  • sanzioni tributarie amministrative e penali;
  • tributi erariali minori;
  • giustizia tributaria;
  • versamenti e riscossione;
  • imposta di registro e altri tributi indiretti.

Per professionisti e imprese il rinvio comporta la prosecuzione, per tutto il 2026, dell’attuale quadro normativo, in attesa di un assetto più stabile.

Tributi locali: più tempo per l’adeguamento patrimoniale

Un secondo intervento riguarda i concessionari della riscossione dei tributi locali. Il termine per l’adeguamento del capitale sociale viene prorogato dal 31 dicembre 2025 al 30 aprile 2026.

La proroga interessa i soggetti iscritti, al 1° gennaio 2020, all’albo previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo n. 446/1997, che svolgono attività di liquidazione, accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali.

La misura è collegata al percorso di revisione complessiva del sistema di riscossione locale previsto dalla legge delega fiscale, che dovrà ridefinire anche regole di vigilanza e requisiti degli operatori. In attesa del decreto attuativo sui tributi locali, il legislatore concede quindi una finestra temporale aggiuntiva per l’adeguamento patrimoniale.

Aiuti di Stato: recuperi prorogati fino al 2027

Il decreto interviene anche sulla disciplina del recupero degli aiuti di Stato irregolari. Viene esteso dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2027 il termine entro cui possono essere notificati gli atti di recupero in caso di mancato rispetto degli obblighi di registrazione nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA).

La proroga riguarda in particolare gli aiuti fiscali dichiarati dai contribuenti nei modelli fiscali e iscritti massivamente nel Registro dall’Agenzia delle entrate, sulla base del prospetto “Aiuti di Stato”.

L’estensione dei termini consente all’Amministrazione finanziaria di programmare azioni di recupero più graduali, nel caso in cui le Autorità responsabili dei regimi di aiuto non abbiano assolto agli obblighi di registrazione previsti dal decreto interministeriale n. 115/2017.

Per le imprese beneficiarie, la misura non introduce nuovi obblighi, ma prolunga il periodo in cui possono emergere contestazioni legate ad aiuti fruiti in modo irregolare.

Catasto: rinvio adempimenti per strutture ricettive all’aperto

Infine, il Milleproroghe interviene sul nuovo regime catastale delle strutture ricettive all’aperto, introdotto dal decreto-legge n. 113/2024.

Resta ferma l’irrilevanza catastale degli allestimenti mobili di pernottamento (case mobili, maxi-caravan e simili), esclusi dalla stima diretta della rendita catastale a partire dal 1° gennaio 2025. Rimangono inoltre gli incrementi di valore previsti per le aree attrezzate e non attrezzate ai fini della rendita catastale.

Il decreto proroga però dal 15 dicembre 2025 al 15 dicembre 2026 il termine entro cui gli intestatari catastali devono presentare:

  • gli atti di aggiornamento geometrico per la mappa catastale;
  • gli atti di aggiornamento del catasto fabbricati.

La proroga concede più tempo alle strutture ricettive all’aperto per adeguarsi alle nuove regole e presentare una documentazione coerente con le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate.

Fonti ufficiali per approfondire