Nel passaggio parlamentare del decreto Milleproroghe potrebbero arrivare i primi correttivi fiscali alla Manovra 2026. Ad anticiparlo è il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha annunciato l’intenzione del Governo di intervenire su alcune disposizioni della Legge di Bilancio per evitare effetti distorsivi e possibili rilievi a livello europeo.
L’intervento riguarderebbe in particolare la disciplina IVA delle operazioni di permuta, una delle novità più discusse della Manovra, che rischia di creare criticità per i contratti già in essere nel corso del 2025.
Novità sulla base imponibile IVA nel Milleproroghe
La nuova impostazione fiscale per le operazioni permutative supera il riferimento al valore normale come base imponibile IVA, sostituendolo con un criterio ancorato ai costi sostenuti dal prestatore o dal cedente. Una scelta che, se applicata senza correttivi, potrebbe incidere sui contratti già stipulati prima dell’entrata a regime delle nuove regole.
Contratti in essere con vecchie regole fiscali
Il punto più delicato riguarda proprio le operazioni già avviate. Il Governo intende chiarire che, per i contratti in essere entro il 2025, continueranno ad applicarsi le regole precedenti. L’obiettivo è evitare incertezze interpretative e possibili contenziosi, soprattutto nei settori in cui le permute e le prestazioni corrispettive sono più diffuse.
Il correttivo alla Manovra 2026
Tecnicamente, il correttivo dovrebbe intervenire su quanto previsto dal comma 138 della Manovra 2026, che ha riscritto il trattamento IVA delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate in corrispettivo di altre operazioni o per estinzione di obbligazioni preesistenti.
Una norma che, nella formulazione attuale, ha sollevato perplessità tra operatori e professionisti. Secondo quanto spiegato dal viceministro Leo, peraltro, la modifica si rende necessaria per prevenire una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea.
Tempi stretti per la conversione del Milleproroghe
Il decreto Milleproroghe è in vigore dal 31 dicembre e dovrà essere convertito in legge entro la fine di febbraio. È in questa fase che potrebbero essere inseriti i correttivi annunciati, modificando il testo della misura in Manovra senza attendere ulteriori interventi normativi.
Riforma fiscale in progress: le altre anticipazioni
L’annuncio è arrivato nel corso del Forum nazionale dei Commercialisti ed Esperti contabili dedicato alla riforma fiscale e alla Legge di Bilancio 2026. In quell’occasione il viceministro ha confermato anche l’intenzione di procedere rapidamente con i testo unici relativi alle imposte sui redditi e all’accertamento, assieme ad una raccolta organica delle agevolazioni ed esenzioni fiscali.
In agenda figura inoltre un decreto legislativo sul riordino della geografia giudiziaria, con interventi collegati alla nuova figura del magistrato tributario.