Con la pubblicazione della risposta n. 197/2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti sull’ambito di applicazione del nuovo termine biennale per le agevolazioni “prima casa” e sul credito d’imposta per il riacquisto di abitazioni, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.
Vediamo tutto, partendo dall’analisi delle novità di legge.
Dal vecchio al nuovo Bonus Prima Casa 2025
Il sistema delle agevolazioni per la “prima casa” consente l’acquisto di un immobile con una tassazione agevolata sul trasferimento, con l’impegno a vendere l’abitazione pre-posseduta entro un determinato periodo. Fino ad ora, il termine per la vendita era fissato a un anno dalla compravendita del nuovo immobile. Tuttavia, con la nuova Legge di Bilancio 2025, il termine è stato esteso a due anni, dando così più tempo ai contribuenti per vendere la “prima casa” pre-posseduta, anche se l’acquisto della nuova abitazione avviene prima della vendita del vecchio immobile.
Termini 2025 anche per operazioni 2024
L’Agenzia delle Entrate, con la recente risposta n. 197, ha chiarito che questa modifica si applica anche per gli acquisti effettuati nel 2024, per i quali il termine di un anno per la vendita non è ancora scaduto. In altre parole, i contribuenti che hanno acquistato la “prima casa” nel 2024 potranno usufruire di due anni per vendere l’immobile pre-posseduto, senza perdere il beneficio.
Credito d’imposta sempre valido
Un altro punto di interesse riguarda il credito d’imposta, che permette di recuperare l’imposta di registro pagata per l’acquisto della nuova “prima casa”. La risposta dell’Agenzia conferma che, anche se l’acquisto della nuova abitazione precede la vendita dell’immobile pre-posseduto, il credito d’imposta rimane valido. L’unica condizione è che la vendita dell’immobile pre-posseduto avvenga entro il nuovo termine di due anni dalla compravendita della nuova abitazione.
La normativa agevola quindi il riacquisto della “prima casa”, anche in caso di vendita successiva al nuovo acquisto, dando una maggiore flessibilità a chi desidera sostituire il proprio immobile con uno nuovo, senza perdere i benefici fiscali. In caso contrario, se la vendita non avviene entro il termine, il contribuente perde l’agevolazione e il credito d’imposta sarà revocato.