Nel bimestre gennaio-febbraio 2026 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica si sono attestate a 91.769 milioni di euro, segnando una flessione di 313 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3%). Lo rileva il bollettino mensile del Dipartimento delle Finanze del MEF pubblicato il 7 aprile 2026. Il quadro è a due velocità: le imposte dirette cedono terreno (-1,7%), mentre le imposte indirette crescono del 2,0%, trainate dall’IVA e dalle accise sui prodotti energetici.
Imposte dirette: IRPEF stabile, IRES in calo
Le imposte dirette ammontano a 57.663 milioni di euro nel bimestre, con un calo di 976 milioni rispetto al 2025 (-1,7%). Il gettito IRPEF si attesta a 47.066 milioni (-384 milioni, -0,8%): la variazione riflette in parte la riduzione dell’aliquota sul secondo scaglione introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, parzialmente compensata dalla crescita delle ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi. Il dato più critico riguarda l’IRES: a febbraio il gettito si è attestato a soli 539 milioni di euro, con un crollo di 238 milioni rispetto a febbraio 2025 (-30,6%), effetto in parte della tempistica dei versamenti societari. Sul fronte dell’accertamento, il gettito derivante dall’attività di controllo raggiunge i 2.083 milioni nel bimestre (+144 milioni, +7,4%), segnale di una stagione di controlli più intensa per imprese e professionisti.
IVA e accise trainano il gettito erariale
Le imposte indirette si attestano a 34.106 milioni (+663 milioni, +2,0%). Il contributo principale viene dall’IVA, che raggiunge 23.436 milioni (+466 milioni, +2,0%): la componente degli scambi interni cresce a 20.418 milioni (+447 milioni, +2,2%), con i versamenti delle pubbliche amministrazioni tramite split payment che segnano un balzo del +6,6%. L’IVA sulle importazioni si attesta a 3.018 milioni (+19 milioni, +0,6%).
Sul fronte delle accise sui prodotti energetici, quella sui carburanti sale a 3.204 milioni (+70 milioni, +2,2%), mentre quella sull’energia elettrica scende a 270 milioni (-154 milioni, -36,3%). Il dato più marcato riguarda l’accisa sul gas naturale per combustione, che raddoppia attestandosi a 599 milioni (+303 milioni, +102,4%): un incremento che riflette la stagionalità dei consumi di riscaldamento nel bimestre invernale, amplificata dalle temperature rigide di inizio 2026, non da aumenti delle aliquote — nel quadro degli interventi 2026 sulle bollette energetiche.
Transazioni immobiliari e tasse automobilistiche
Tra le imposte sulle transazioni, le tasse e imposte ipotecarie segnano una crescita contenuta a 263 milioni (+3 milioni, +1,2%) e i diritti catastali e di scritturato raggiungono 110 milioni (+2 milioni, +1,9%), segnali di una domanda immobiliare che tiene nel bimestre. In territorio negativo l’imposta di registro (-28 milioni, -2,9%), l’imposta di bollo (-29 milioni, -3,1%), le concessioni governative e i canoni di abbonamento radio e TV.
Le tasse automobilistiche crescono del +2,6%. Cresce anche il gettito dell’imposta sulle assicurazioni, che raggiunge 420 milioni (+41 milioni, +10,8%), coerente con l’incremento delle polizze RC Auto rilevato dall’Osservatorio IVASS.