Meno tasse con le compensazioni fiscali: ecco come gli italiani hanno risparmiato 53 miliardi

di Anna Fabi

12 Febbraio 2026 09:53

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Pagare meno IVA e IRPEF con i crediti d'imposta: nel 2025 risparmi record per 53 miliardi. Scopri come funziona e cosa cambia con la stretta del 2026.

Pagare meno tasse sfruttando i crediti d’imposta accumulati: non è un miraggio, ma una strategia che nel 2025 ha permesso a imprese e professionisti di “cancellare” debiti verso l’Erario per una cifra astronomica. Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, gli italiani hanno utilizzato le compensazioni fiscali risparmiando oltre 53 milioni di euro di versamenti.

Questo enorme “sconto” su IVA, IRPEF e IRES è stato possibile grazie allo zainetto fiscale dei bonus edilizi e di Transizione 4.0.

Record di compensazioni fiscali per abbattere IRPEF e IRES

Utilizzare il credito maturato per pagare meno IVA e IRPEF: è dunque questa la strategia che sta raggiungendo volumi senza precedenti. Secondo l’analisi contenuta nel Rapporto RETeC (entrate tributarie e contributive) pubblicato dal MEF a fine 2025, nei primi undici mesi dell’anno passato le imprese e i contribuenti hanno azzerato debiti erariali tramite le compensazioni fiscali per l’esatta cifra di 53.071 milioni di euro.

Il dato MEF evidenzia un incremento netto di 2,77 miliardi di euro (+5,5%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa massa di liquidità virtuale, immessa nel sistema grazie ai bonus e incentivi, ha permesso di abbattere drasticamente i versamenti correnti.

Per il 2026, dopo il rischio scampato sulla stretta alle compensazioni tra crediti fiscali e debiti INPS e INAIL, il quadro di legge vede comunque una serie di limitazioni sulle operazioni “orizzontali” in presenza di somme a ruolo di importo elevato. La normativa sulle compensazioni fiscali 2026 ammette comunque le operazioni “verticali”.

Analisi MEF sulle compensazioni indirette

Il cuore del risparmio per i contribuenti si è concentrato sulle imposte dirette. Nel periodo gennaio-novembre 2025, le compensazioni fiscali utilizzate per ridurre il peso di IRPEF, IRES e imposte sostitutive hanno toccato i 29.262 milioni di euro, segnando una crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente.

Questa dinamica riflette l’utilizzo massiccio dei crediti d’imposta derivanti dalle agevolazioni edilizie, che i contribuenti hanno portato in detrazione o compensazione diretta nei modelli F24. Il peso di queste “poste correttive” incide direttamente sul fabbisogno dello Stato, ma rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale per la tesoreria delle imprese.

Categoria d’imposta Valore (Milioni di €) Variazione %
Imposte Dirette (IRPEF/IRES) 29.262 +7,5%
Imposte Indirette (IVA) 22.535 +2,7%
Enti Territoriali (IRAP/Addizionali) 1.274 +11,9%
TOTALE COMPENSAZIONI F24 53.071 +5,5%

Meno IVA con le compensazioni sulle imposte

Anche sul fronte dei consumi e degli scambi, le compensazioni fiscali hanno giocato un ruolo determinante. Il valore dei crediti utilizzati per compensare l’IVA e le altre imposte indirette è stato di 22.535 milioni di euro. Sebbene la crescita sia stata più contenuta (+2,7%), il volume resta imponente e dimostra come il credito d’imposta Transizione 4.0 sia stato ampiamente sfruttato per bilanciare le liquidazioni periodiche.

Come funzionano le compensazioni fiscali: regole e limitazioni

La chiave per continuare a compensare tasse e contributi risiede nella “preventività”: per i crediti maturati dal 2025, è spesso necessario attendere la presentazione della dichiarazione (o specifici modelli di comunicazione) prima di poter operare in F24.

Inoltre, è previsto il monitoraggio sui debiti iscritti a ruolo: la possibilità di utilizzare le compensazioni fiscali è preclusa per i soggetti che hanno carichi scaduti superiori a 50.000 euro.

Infine, rispetto al passato, il sistema dell’Agenzia delle Entrate incrocia ora in tempo reale i dati, rendendo fondamentali le verifiche preliminari nel cassetto fiscale per evitare lo scarto dei modelli di pagamento e le relative sanzioni.