Pagare meno tasse sfruttando i crediti d’imposta accumulati: non è un miraggio, ma una strategia che nel 2025 ha permesso a imprese e professionisti di “cancellare” debiti verso l’Erario per una cifra astronomica. Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, gli italiani hanno utilizzato le compensazioni fiscali risparmiando oltre 53 milioni di euro di versamenti.
Questo enorme “sconto” su IVA, IRPEF e IRES è stato possibile grazie allo zainetto fiscale dei bonus edilizi e di Transizione 4.0.
Record di compensazioni fiscali per abbattere IRPEF e IRES
Utilizzare il credito maturato per pagare meno IVA e IRPEF: è dunque questa la strategia che sta raggiungendo volumi senza precedenti. Secondo l’analisi contenuta nel Rapporto RETeC (entrate tributarie e contributive) pubblicato dal MEF a fine 2025, nei primi undici mesi dell’anno passato le imprese e i contribuenti hanno azzerato debiti erariali tramite le compensazioni fiscali per l’esatta cifra di 53.071 milioni di euro.
Il dato MEF evidenzia un incremento netto di 2,77 miliardi di euro (+5,5%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa massa di liquidità virtuale, immessa nel sistema grazie ai bonus e incentivi, ha permesso di abbattere drasticamente i versamenti correnti.
Per il 2026, dopo il rischio scampato sulla stretta alle compensazioni tra crediti fiscali e debiti INPS e INAIL, il quadro di legge vede comunque una serie di limitazioni sulle operazioni “orizzontali” in presenza di somme a ruolo di importo elevato. La normativa sulle compensazioni fiscali 2026 ammette comunque le operazioni “verticali”.
Analisi MEF sulle compensazioni indirette
Il cuore del risparmio per i contribuenti si è concentrato sulle imposte dirette. Nel periodo gennaio-novembre 2025, le compensazioni fiscali utilizzate per ridurre il peso di IRPEF, IRES e imposte sostitutive hanno toccato i 29.262 milioni di euro, segnando una crescita del 7,5% rispetto all’anno precedente.
Questa dinamica riflette l’utilizzo massiccio dei crediti d’imposta derivanti dalle agevolazioni edilizie, che i contribuenti hanno portato in detrazione o compensazione diretta nei modelli F24. Il peso di queste “poste correttive” incide direttamente sul fabbisogno dello Stato, ma rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale per la tesoreria delle imprese.
| Categoria d’imposta | Valore (Milioni di €) | Variazione % |
|---|---|---|
| Imposte Dirette (IRPEF/IRES) | 29.262 | +7,5% |
| Imposte Indirette (IVA) | 22.535 | +2,7% |
| Enti Territoriali (IRAP/Addizionali) | 1.274 | +11,9% |
| TOTALE COMPENSAZIONI F24 | 53.071 | +5,5% |
Meno IVA con le compensazioni sulle imposte
Anche sul fronte dei consumi e degli scambi, le compensazioni fiscali hanno giocato un ruolo determinante. Il valore dei crediti utilizzati per compensare l’IVA e le altre imposte indirette è stato di 22.535 milioni di euro. Sebbene la crescita sia stata più contenuta (+2,7%), il volume resta imponente e dimostra come il credito d’imposta Transizione 4.0 sia stato ampiamente sfruttato per bilanciare le liquidazioni periodiche.
Come funzionano le compensazioni fiscali: regole e limitazioni
La chiave per continuare a compensare tasse e contributi risiede nella “preventività”: per i crediti maturati dal 2025, è spesso necessario attendere la presentazione della dichiarazione (o specifici modelli di comunicazione) prima di poter operare in F24.
Inoltre, è previsto il monitoraggio sui debiti iscritti a ruolo: la possibilità di utilizzare le compensazioni fiscali è preclusa per i soggetti che hanno carichi scaduti superiori a 50.000 euro.
Infine, rispetto al passato, il sistema dell’Agenzia delle Entrate incrocia ora in tempo reale i dati, rendendo fondamentali le verifiche preliminari nel cassetto fiscale per evitare lo scarto dei modelli di pagamento e le relative sanzioni.