Chi occulta ricavi ed è raggiunto da un accertamento fondato sui movimenti bancari paga l’IVA sull’intero importo ricostruito dal Fisco, senza poterla scorporare. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 16155 del 25 maggio 2026, che respinge la richiesta di un commerciante di rideterminare i ricavi accertati al netto dell’imposta e fissa la linea per chi affronta le indagini bancarie dell’Agenzia delle Entrate.
In sintesi:
- lo scorporo IVA spetta solo quando mancano insieme la rivalsa e la detrazione, in base alla sentenza della Corte di Giustizia UE C-521/19 del 1° luglio 2021;
- nell’accertamento bancario la rivalsa è esercitabile dopo l’atto ai sensi dell’articolo 60 del DPR 633/1972, e ciò esclude lo scorporo;
- verso l’evasore totale ignoto al Fisco i ricavi si considerano comprensivi di IVA, con lo scorporo riconosciuto dall’ordinanza n. 31406/2025 e limitato dalla n. 10166/2026 ai casi di imposta incorporata nel prezzo.
Accertamento bancario, scorporo IVA sui ricavi
Nell’accertamento fondato sulle indagini bancarie i maggiori ricavi si considerano al lordo e l’IVA colpisce l’intero importo ricostruito, senza scorporo preventivo. La Cassazione, con l’ordinanza n. 16155 del 25 maggio 2026, ha respinto il ricorso di un commerciante ambulante destinatario di avvisi per IRPEF, IRAP e IVA sulle annualità dal 2013 al 2015, che chiedeva di rideterminare i ricavi al netto dell’imposta.
L’Agenzia delle Entrate aveva ricostruito i ricavi non dichiarati partendo dai versamenti sui conti, secondo le presunzioni degli articoli 32 del DPR 600/1973 e 51 del DPR 633/1972. Le presunzioni sui conti correnti spostano sul contribuente l’onere di dimostrare, movimento per movimento, che gli accrediti non derivano dall’attività.
Rivalsa post-accertamento e articolo 60 DPR 633/1972
La Corte nega lo scorporo perché il contribuente conserva la possibilità di rivalersi della maggiore IVA sul cliente, così che l’imposta non lo incida in via definitiva. L’articolo 60 del DPR 633/1972 riconosce dal 2012 il diritto di rivalsa della maggiore IVA accertata verso il cessionario, previo pagamento di imposta, sanzioni e interessi.
La difficoltà pratica di recuperare l’importo dai clienti non equivale, per i giudici, a un’impossibilità giuridica, e quindi non apre la strada allo scorporo dell’IVA.
Neutralità IVA e sentenza UE C-521/19 sui proventi occultati
Lo scorporo dell’IVA spetta soltanto quando mancano insieme i due requisiti della neutralità dell’imposta, cioè la rivalsa verso il cliente e la detrazione sugli acquisti. Il criterio arriva dalla sentenza della Corte di Giustizia UE del 1° luglio 2021 nella causa C-521/19, secondo cui i proventi occultati si presumono comprensivi di IVA quando il soggetto passivo non ha potuto addebitare l’imposta in rivalsa né detrarla.
Nell’accertamento bancario entrambi i meccanismi sono ancora accessibili, e la neutralità è salva anche calcolando l’imposta sull’intero importo dei ricavi.
Scorporo IVA nell’accertamento induttivo su evasore totale
Lo scorporo dell’IVA è riconosciuto quando l’accertamento colpisce l’evasore totale ignoto al Fisco e i meccanismi ordinari di traslazione dell’imposta non funzionano. In questo scenario i ricavi ricostruiti si considerano comprensivi di IVA: su 100.000 euro di incassi occulti l’imponibile scende a 81.967 euro e l’imposta dovuta a 18.033 euro, contro i 22.000 euro che deriverebbero dal calcolo sull’intero importo. Il calcolo dello scorporo IVA restituisce, per ogni importo lordo di ricavi e aliquota applicata, la quota di imposta già compresa nella cifra contestata.
| Tipo di accertamento | Trattamento dell’IVA sui ricavi |
|---|---|
| Indagini bancarie sui conti correnti | l’imposta si applica sull’intero importo dei ricavi, senza scorporo (ord. 16155/2026 e 16471/2025) |
| Induttivo puro sull’evasore totale | i ricavi si considerano comprensivi di IVA, con scorporo e detrazione (ord. 31406/2025) |
| Analitico-induttivo | scorporo ammesso solo se è provata l’effettiva incorporazione dell’IVA nel prezzo (ord. 10166/2026) |
Domande frequenti
L’IVA si scorpora sempre dai ricavi accertati?
No. Nell’accertamento fondato su indagini bancarie l’IVA si applica sull’intero importo, perché la rivalsa e la detrazione sono possibili (Cass. ord. n. 16155/2026).
In quali accertamenti l’IVA è già compresa nei ricavi?
Nell’accertamento induttivo verso l’evasore totale i ricavi ricostruiti si considerano comprensivi di IVA, con diritto alla detrazione (Cass. ord. n. 31406/2025), mentre nell’analitico-induttivo lo scorporo richiede la prova dell’imposta incorporata nel prezzo (Cass. ord. n. 10166/2026).