Dal 1° gennaio 2026 è operativa la nuova piattaforma digitale di controllo delle irregolarità IVA dell’Agenzia delle Entrate, uno degli interventi chiave previsti dal PNRR per rafforzare la lotta all’evasione attraverso strumenti automatizzati e predittivi.
Il sistema segna un cambio di impostazione netto rispetto ai controlli tradizionali: non più verifiche a distanza di anni, ma incroci tempestivi dei dati fiscali e segnalazioni preventive al contribuente in presenza di anomalie.
Come funziona la nuova piattaforma di controllo IVA
La piattaforma utilizza algoritmi di analisi del rischio che incrociano in modo sistematico i dati relativi a:
- fatture elettroniche trasmesse tramite SdI;
- corrispettivi telematici;
- liquidazioni IVA periodiche e dichiarazioni annuali;
- dati dell’Anagrafe Tributaria;
- flussi doganali e Sistema Tessera Sanitaria.
L’obiettivo è individuare incongruenze ricorrenti tra operazioni effettuate e imposta effettivamente versata, intercettando in anticipo comportamenti a rischio.
Indice di rischio IVA e profilazione delle Partite IVA
A ciascuna Partita IVA viene associato un indice di affidabilità fiscale, costruito sulla base di indicatori oggettivi. Tra i principali elementi valutati:
- scostamenti tra imponibili fatturati e IVA liquidata;
- utilizzo anomalo di compensazioni di crediti IVA;
- ripetute incoerenze tra liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale;
- operazioni incoerenti rispetto al profilo economico dell’attività.
Il sistema non produce accertamenti automatici ma segnalazioni qualificate che attivano un canale di interlocuzione preventiva.
Il cruscotto di rischio IVA nel Cassetto Fiscale
Ogni contribuente può consultare nel Cassetto Fiscale un apposito cruscotto di rischio IVA, che evidenzia eventuali anomalie rilevate dal sistema. In presenza di segnalazioni, è possibile verificare le incongruenze segnalate, fornire chiarimenti o regolarizzare spontaneamente la posizione.
Ravvedimento e sanzioni ridotte: cosa cambia
Il nuovo modello punta esplicitamente a favorire l’adempimento spontaneo. In caso di irregolarità, il contribuente ha 30 giorni per regolarizzare la propria posizione beneficiando di:
- sanzioni ridotte tramite ravvedimento;
- assenza di ulteriori accertamenti sullo stesso periodo d’imposta, salvo profili fraudolenti.
La logica è quella del compliance first: meno contenzioso, maggiore certezza del gettito e tempi di intervento più rapidi.
Obiettivi di gettito e impatto atteso
Secondo le stime ufficiali, la piattaforma dovrebbe consentire il recupero di circa 5 miliardi di euro di evasione IVA entro il 2028, a fronte di un tax gap IVA che resta stabilmente intorno ai 25 miliardi di euro annui.
Per imprese e professionisti, il messaggio è chiaro: la soglia di attenzione del Fisco si sposta dalla repressione tardiva alla prevenzione continua, rendendo sempre più centrale il presidio corretto dei flussi IVA.