Controlli fiscali: lettere di compliance in arrivo per milioni di contribuenti

di Teresa Barone

16 Gennaio 2026 08:23

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Saranno 2,4 milioni le lettere di compliance che l’Agenzia delle Entrate intende inviare ai contribuenti nel corso del 2026 derivate da controlli fiscali.

Ammonta a 2,4 milioni il numero di lettere di compliance che l’Agenzia delle Entrate intende inviare ai contribuenti nel corso del 2026. Si tratta di comunicazioni derivanti da controlli fiscali preventivi, finalizzate a favorire il versamento spontaneo, l’emersione degli imponibili ai fini IVA e una più corretta rappresentazione della capacità contributiva.

Il dato emerge dalla convenzione triennale 2025-2027 sottoscritta tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze, che conferma il ruolo strutturale delle comunicazioni di compliance all’interno della strategia di prevenzione dell’evasione.

Lettere di compliance: selezione sempre più mirata

Nel 2025 il target fissato dall’Amministrazione finanziaria era pari a 2,7 milioni di comunicazioni. Per il 2026 il numero scende a 2,4 milioni e resta invariato anche per il 2027. La riduzione non indica però un arretramento dell’attività di controllo, anzi: evidenzia una revisione del perimetro di selezione.

L’obiettivo dichiarato è ridurre al minimo i cosiddetti “falsi positivi”, concentrando le comunicazioni sui profili a maggiore rischio fiscale e migliorando l’efficacia dello strumento.

Algoritmi, basi dati e incrocio delle informazioni

La convenzione prevede un utilizzo sempre più esteso delle basi dati disponibili all’Agenzia delle Entrate. Le lettere di compliance saranno predisposte attraverso l’incrocio di:

  • flussi informativi derivanti dallo scambio automatico di informazioni previsto dalle direttive europee e dagli accordi internazionali;
  • dati della fatturazione elettronica generalizzata;
  • informazioni acquisite tramite la trasmissione telematica dei corrispettivi.

L’integrazione di queste fonti consente di intercettare incongruenze tra operazioni dichiarate, volumi d’affari e comportamenti fiscali, prima dell’avvio di accertamenti formali.

Prevenzione prima dell’accertamento

Le comunicazioni di compliance si collocano in una fase intermedia tra l’analisi del rischio e l’azione accertativa vera e propria. Il contribuente viene messo nella condizione di verificare la propria posizione e, se necessario, regolarizzarla senza l’immediata applicazione di sanzioni più gravose. Questo approccio conferma il progressivo spostamento dell’attività di controllo verso strumenti di prevenzione e di stimolo all’adempimento spontaneo, piuttosto che verso l’accertamento tradizionale.

Controlli fiscali: obiettivo di gettito e impatto sui contribuenti

Secondo quanto indicato nella convenzione triennale, l’Agenzia delle Entrate punta a generare un incasso complessivo pari a 14,5 miliardi di euro attraverso i controlli fiscali e le attività di prevenzione, incluse le lettere di compliance. Il dato evidenzia il peso crescente di queste comunicazioni all’interno della strategia di recupero del gettito, in un contesto in cui l’analisi preventiva dei dati assume un ruolo centrale.

Le lettere di compliance si inseriscono quindi in un sistema di controlli fiscali sempre più basato sull’elaborazione massiva dei dati e sulla selezione mirata dei contribuenti.