Dichiarazione IVA omessa: dal 2026 scatta la liquidazione automatica (con sanzioni)

di Teresa Barone

14 Gennaio 2026 10:58

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Con la Manovra 2026 l’Agenzia delle Entrate può liquidare l’IVA anche senza la Dichiarazione annuale presentata: le nuove regole, i dati usati e le sanzioni previste.

Dal 2026 l’omissione della Dichiarazione IVA annuale non si traduce più soltanto in un’irregolarità da sanare ma può attivare direttamente la liquidazione automatica dell’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate. In assenza della dichiarazione presentata, il Fisco può calcolare l’IVA dovuta utilizzando i dati già disponibili – fatture elettroniche, corrispettivi telematici e comunicazioni periodiche – applicando anche sanzioni rilevanti.

La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di approccio nei controlli: il mancato adempimento non blocca più l’azione dell’Amministrazione finanziaria ma accelera l’intervento automatico, riducendo gli spazi di recupero spontaneo per il contribuente.

Liquidazione IVA automatica: cosa prevede la Manovra 2026

La novità è contenuta nel nuovo articolo 54-bis.1, introdotto nel sistema IVA dalla Legge di Bilancio 2026. La norma consente all’Agenzia delle Entrate di procedere alla liquidazione dell’IVA dovuta anche in assenza della dichiarazione annuale, utilizzando procedure automatizzate.

Attenzione. Con le nuove regole, non solo l’IVA può essere liquidata anche senza dichiarazione perché in caso di omissione l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati già disponibili (fatture elettroniche e corrispettivi), ma non considera eventuali crediti IVA pregressi, applicando anche sanzioni fino al 120%.

L’intervento si inserisce nel quadro di automazione dei controlli fiscali avviata con l’utilizzo sistematico dei dati trasmessi tramite fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. Il meccanismo ricalca quello già previsto per la liquidazione delle imposte dichiarate ma non versate, estendendolo ora ai casi di dichiarazione omessa.

Su quali dati si calcola la liquidazione IVA

La liquidazione automatica viene effettuata utilizzando esclusivamente i dati già nella disponibilità dell’Amministrazione finanziaria, in particolare:

  • fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di Interscambio;
  • corrispettivi telematici inviati dagli esercenti;
  • dati delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA;
  • altri elementi informativi acquisiti nei flussi fiscali obbligatori.

Non viene considerato l’eventuale credito IVA risultante dalla precedente dichiarazione, che resta escluso dalla liquidazione automatica.

Termini di notifica più lunghi

La norma amplia anche i tempi a disposizione del Fisco. L’atto di liquidazione potrà essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Si tratta di un orizzonte temporale più ampio rispetto a quello ordinario, coerente con la gravità dell’omissione.

Sanzioni previste per il contribuente

Alla liquidazione dell’imposta si accompagna una sanzione pari al 120% dell’IVA dovuta, con un importo minimo di 250 euro.

La misura si affianca alle regole già previste in caso di omesso versamento e rafforza il profilo deterrente della disciplina, soprattutto per i contribuenti che confidano nell’assenza della dichiarazione come strumento di rinvio.

Un cambio di approccio nei controlli IVA

La liquidazione automatica in caso di dichiarazione omessa segna un ulteriore passo verso un sistema in cui la disponibilità dei dati sostituisce l’adempimento formale. L’assenza della dichiarazione non blocca più l’azione del Fisco, che può ricostruire l’imposta dovuta sulla base delle informazioni già trasmesse.