Scadenze fiscali: giugno, record di tasse

di Noemi Ricci

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A giugno entrate record per l'Erario a fronte delle numerose, nonché onerose, tasse a carico di famiglie, imprese e partite IVA: le stime della CGIA Mestre.

Giugno è il mese delle tasse, sono numerosissimi gli adempimenti a carico di famiglie ed imprese che comportano un’entrata totale per l’Erario pari a ben 53 miliardi di euro, secondo le stime della l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre.

Entrate record per l’Erario

Si va dalle ritenute IRPEF di dipendenti e dei collaboratori (11,4 miliardi), alle tre sugli immobili TARI (2,1 miliardi), TASI e IMU (9,8 miliardi), per arrivare ai versamenti IVA (9,4 miliardi) IRES (9,1 miliardi), IRPEF riconducibile alle partite IVA (4,3 mld) e IRAP (3,2 mld).

Tasse sugli immobili

All’appuntamento del 18 giugno sono attesi tutti i proprietari di immobili considerati seconde/terze case e di lusso, di case locate e di immobili strumentali come alberghi, capannoni, negozi, uffici, botteghe artigiane, tutti chiamati a versare la prima rata di TASI ed IMU. Per quanto riguarda la TARI, le scadenze del versamento della tassa rifiuti vengono stabilite dai Comuni che devono prevedere almeno due rate all’anno (la CGIA ha ipotizzato 4 rate, con la seconda in scadenza a giugno).

Partite IVA e imprese

A giugno si versa poi anche l’IVA relativa al mese di maggio da parte dei contribuenti con scadenza mensile (imprese e lavoratori autonomi). Scadenza che richiama l’attenzione sull’importanza di sterilizzare la clausola di salvaguardia: per la CGIA Mestre una valle propria del nuovo Governo dovrebbe essere quella di evitare l’aumento dell’IVA da gennaio prossimo.

A gravare sulle imprese a giugno sarà inoltre il saldo 2017 e l’acconto 2018 dell’IRES (Imposta sui redditi delle società di capitali) mentre sui lavoratori autonomi (partite Iva) e agli altri percettori di reddito (dagli affitti ad altri proventi) gravano il saldo 2017 e l’acconto 2018 dell’IRAP.

Il peso della burocrazia

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, sottolinea:

Oltre ad avere un carico tributario e contributivo tra i più elevati d’Europa, in Italia è estremamente difficile anche pagare le tasse. La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf. Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che nelle prossime settimane saranno costretti a recuperare le risorse economiche per onorare questo impegno in una fase molto delicata in cui le banche continuano a concedere il credito con il contagocce.

Il Segretario della CGIA, Renato Mason, aggiunge:

Con una tassazione inferiore e più semplice, anche l’Amministrazione finanziaria potrebbe lavorare meglio ed essere più efficace. La selva di leggi, decreti e circolari esplicative presenti nel nostro ordinamento tributario, invece, complica la vita a tutti, relegandoci tra il gruppo di Paesi meno attrattivi per gli investitori stranieri anche per questo motivo.