Le segnalazioni di operazioni sospette tornano a crescere e il riciclaggio si sposta sempre più sui canali digitali: nell’ultimo Rapporto annuale, la UIF indica 162.059 segnalazioni ricevute (+11,5%) con un aumento legato soprattutto a truffe e frodi informatiche. Criptoattività, ATM non bancari, IBAN e carte virtuali rendono infatti più difficile ricostruire origine, destinazione e titolari effettivi dei flussi finanziari.
In sintesi:
- gli SOS ricevuti dalla UIF nel 2025 sono stati 162.059, in crescita dell’11,5% sul 2024;
- l’aumento deriva da segnalazioni collegate a truffe e frodi informatiche;
- le segnalazioni di condotte fraudolente sono state circa 31.600, poco meno di un quinto del totale;
- il GAFI ha valutato positivamente il sistema italiano antiriciclaggio e il ruolo della UIF.
- Riciclaggio e criptovalute, allarme UIF
- Con criptoattività e IBAN virtuali più opachi i flussi
- Frodi informatiche e false agevolazioni: casi ricorrenti
- Bandi pubblici e fatture false: rischi per le imprese
- Imprese in difficoltà più esposte alla criminalità finanziaria
- Valutazione positiva sul sistema italiano
- Segnali tipici di situazioni a rischio
- Segnalazioni antiriciclaggio, nuove regole UIF dal 1° luglio
Riciclaggio e criptovalute, allarme UIF
Le segnalazioni di operazioni sospette ricevute dalla UIF nel 2025 hanno raggiunto quota 162.059, il livello più alto indicato nel Rapporto annuale. L’aumento dell’11,5% arriva dopo due anni di calo e deriva anche dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche.
Il dato non misura solo una crescita dei rischi, ma anche una maggiore capacità del sistema di intercettare operazioni anomale. La UIF segnala infatti una riduzione della quota di SOS a rischio di riciclaggio basso o nullo e un miglioramento nei tempi di invio delle segnalazioni.
Con criptoattività e IBAN virtuali più opachi i flussi
Le criptoattività sono tra gli strumenti che complicano il lavoro dell’intelligence finanziaria, soprattutto quando si combinano con IBAN virtuali, carte virtuali, ATM non bancari e piattaforme FinTech. Il rischio nasce dalla possibilità di muovere valore tra circuito regolamentato e circuito non regolamentato, riducendo l’efficacia dei presidi tradizionali di tracciabilità.
Nel rapporto UIF, la blockchain viene letta in modo meno superficiale rispetto al dibattito pubblico: le transazioni possono essere tracciabili, mentre l’identità delle controparti può essere difficile da ricostruire. È questa ambivalenza a rendere le criptovalute nel fisco 2026 un terreno diverso, ma collegato, rispetto ai controlli antiriciclaggio.
Frodi informatiche e false agevolazioni: casi ricorrenti
Le frodi informatiche hanno generato circa 31.600 segnalazioni sospette nel 2025, poco meno di un quinto del flusso complessivo. Le modalità richiamate dalla UIF includono messaggi fraudolenti, telefonate con finti operatori bancari o soggetti pubblici, furti di dati personali e apertura di rapporti finanziari a distanza anche con documentazione prodotta tramite strumenti di intelligenza artificiale.
Per imprese e professionisti, il collegamento con il phishing fiscale è diretto. Le campagne con false fatture via PEC, rimborsi fittizi, comunicazioni di presunte autorità e promesse di contributi pubblici possono diventare il primo anello di schemi più ampi, nei quali dati, credenziali e conti vengono usati per movimentare fondi di origine illecita.
Bandi pubblici e fatture false: rischi per le imprese
Il riciclaggio legato a illeciti fiscali rappresenta una quota rilevante delle segnalazioni e si intreccia con frodi su bandi, agevolazioni e false fatture. La UIF indica schemi in cui gli imprenditori venivano attratti verso la partecipazione a bandi regionali e statali, presentata come attività sicura, mentre gli interventi agevolabili sarebbero stati simulati attraverso giri di fondi originati da fatture false.
Il dato è rilevante per le PMI perché mostra un rischio meno evidente della semplice truffa online: l’impresa può essere agganciata con una proposta di finanza agevolata, consulenza o accesso a contributi e finire in una rete usata per schermare flussi illeciti. La debolezza finanziaria diventa così un canale di esposizione alla criminalità economica.
Imprese in difficoltà più esposte alla criminalità finanziaria
Le imprese in fragilità finanziaria sono indicate dalla UIF tra i fronti da presidiare con maggiore attenzione. L’analisi strategica segnala che un peggioramento del merito creditizio può aumentare la probabilità di infiltrazione criminale, soprattutto quando l’accesso al credito regolare diventa più difficile.
La vulnerabilità non riguarda soltanto la liquidità. Un’impresa con debiti, margini ridotti o bisogno urgente di finanziamenti può accettare intermediari opachi, promesse di contributi, anticipi non trasparenti o operazioni commerciali anomale. È in quella zona grigia che il riciclaggio può usare attività legali per dare apparenza regolare a denaro illecito.
Valutazione positiva sul sistema italiano
Il sistema italiano antiriciclaggio ha ricevuto una valutazione positiva dal GAFI nella Mutual Evaluation conclusa all’inizio del 2026. Il giudizio valorizza l’efficacia dell’apparato di prevenzione e contrasto e il ruolo della UIF nella produzione di analisi finanziaria a supporto di autorità giudiziaria e organi investigativi.
La collaborazione internazionale cresce insieme alla complessità degli schemi. Nel 2025 la UIF ha scambiato informazioni con 105 FIU estere e ha inviato 742 richieste, soprattutto su frodi nelle fatturazioni, truffe, frodi informatiche e operazioni anomale realizzate tramite criptoattività.
Segnali tipici di situazioni a rischio
Le imprese possono ridurre l’esposizione alle reti di riciclaggio solo se trattano con cautela offerte finanziarie, bandi, consulenze e strumenti digitali non verificati. Il Rapporto UIF mostra che i rischi non arrivano solo da investimenti in criptovalute ma da combinazioni di frodi, documenti falsi, conti a distanza, vIBAN e soggetti esteri difficili da identificare.
I segnali tipici:
- la proposta di accesso a contributi, bandi o agevolazioni viene presentata come priva di rischi e con esito quasi garantito;
- l’operazione richiede fatture, giri di fondi o passaggi finanziari non coerenti con l’attività reale dell’impresa;
- il pagamento deve transitare su IBAN esteri, vIBAN, carte virtuali o conti intestati a soggetti non collegati al contratto;
- il consulente o l’intermediario non consente di verificare in modo chiaro autorizzazioni, titolarità effettiva e sede dei soggetti coinvolti;
- l’impresa viene spinta ad agire in tempi rapidi, senza documenti completi e senza controlli interni su flussi, fatture e beneficiari.
Segnalazioni antiriciclaggio, nuove regole UIF dal 1° luglio
Dal 1° luglio 2026 i soggetti obbligati applicano le nuove istruzioni UIF per la rilevazione e l’invio delle segnalazioni sospette. Le vecchie disposizioni del 4 maggio 2011 e del 16 maggio 2011 vengono superate: per banche, intermediari, professionisti e operatori tenuti agli obblighi AML cambia il modo in cui il sospetto deve essere motivato, documentato e trasmesso.
Il nuovo impianto incide proprio sui casi descritti nel Rapporto UIF: criptoattività, IBAN virtuali, carte digitali, frodi informatiche e giri di fondi tra soggetti esteri richiedono segnalazioni più strutturate. Non basta indicare l’operazione anomala: il segnalante deve ricostruire il comportamento, spiegare perché è incoerente con il profilo del cliente e fornire elementi utili a collegare conti, beneficiari, paesi e strumenti usati nel trasferimento del denaro.