Gestire la Business Continuity in azienda

di Massimo Furia

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Un piano di Business Continuity Management prevede un'attenta fase di valutazione e pianificazione, per stabilire specifiche modalità, costi e benefici

Come gestire le crisi in azienda implementando un progetto di intervento ad hoc: ne parliamo con l’ing. Stefano Garisto di Strategic Management Partners, azienda italiana specializzata in consulenze d’impresa.

1) Quando parliamo di Business Continuity Management (BCM) che cosa intendiamo esattamente?

La Business Continuity Management è un processo che permette l’individuazione di soluzioni volte al mantenimento della continuità operativa a fronte di eventi di crisi, che potrebbero mettere a rischio persino la sopravvivenza stessa dell’impresa.

Valutare e mitigare i rischi associati ai processi aziendali è uno dei fattori critici per migliorare sia l’efficienza sia l’efficacia delle attività aziendali: infatti, conoscendo quali siano i processi a maggior rischio è possibile individuare delle misure in grado di garantire le performance aziendali anche in situazioni di emergenza.

2) Come si articola un piano di BCM e quali sono i suoi contenuti?

La definizione di un piano di BCM dipende strettamente dalle peculiarità dell’azienda, e l’esperienza di Strategic Management Partners ha permesso di articolare l’intero processo su tre fasi principali:

  • Analisi e mappatura dei singoli processi aziendali, in modo da comprendere i meccanismi di funzionamento dell’azienda e identificare le priorità di intervento sulle aree potenzialmente a maggior rischio.
  • Definizione delle soluzioni di Business Continuity, sulla base delle aree di intervento identificate nella prima fase vengono identificate soluzioni adeguate per la riduzione del rischio associato ai processi
  • Monitoraggio e miglioramento continuo delle soluzioni implementate, in modo da garantire una progressiva riduzione del rischio aziendale e portare l’intero “sistema azienda” verso il raggiungimento della flessibilità necessaria per sopportare eventi che possano determinare l’arresto di uno o più processi (in termini tecnici, tale capacità viene definita resilienza).

Perno centrale del piano di BCM è la valutazione del rischio dei singoli processi aziendali e dall’azienda del suo complesso. Un approccio completo alla valutazione del rischio dovrebbe prendere in considerazione tre componenti fondamentali:

  • L’impatto sul business derivante dall’interruzione di ciascun processo, considerando non solo l’impatto economico, ma anche gli effetti reputazionali, legali e sulle strategie aziendali
  • La verosimiglianza di accadimento dei possibili eventi in grado di interrompere uno o più processi aziendali
  • La vulnerabilità dell’azienda nei confronti dei differenti scenari, ossia il livello di copertura dell’azienda rispetto ai potenziali eventi negativi, in funzione delle misure in campo

Attraverso la composizione di queste tre componenti, è possibile associare un valore di rischio a ciascun processo aziendale. Il management dell’azienda, con l’ausilio di esperti di risk management, potrà poi definire una soglia di accettabilità, per cui i soli processi con un rischio superiore a tale soglia necessiteranno di soluzione di Business Continuity.

3) Quali sono le figure professionali coinvolte in questo genere di attività?

Come detto, il processo di BCM non può prescindere dalle caratteristiche peculiari dell’azienda, e di conseguenza il management interno all’azienda dovrà essere coinvolto in tutte le fasi del processo.
Per ottenere dei risultati consistenti e duraturi nel tempo, è tuttavia opportuno che le competenze di gestione aziendale vengano supportate da competenze specifiche utili da una parte per la fase di mappatura dei processi aziendali (una mappatura fatta da professionisti può portare anche all’individuazione di aree di miglioramento dei processi aziendali) e dall’altra parte per le attività di risk management, con l’identificazione di soluzioni applicabili nello specifico contesto aziendale.

4) Quali sono i costi a cui va incontro una pmi quando decide di attuare un piano di BCM?

I costi di un processo di Business Continuity Management sono classificabili in differenti categorie: costi del progetto iniziale, costi per l’implementazione delle misure individuate e costi di monitoraggio.

I costi relativi al progetto iniziale di impostazione di un piano di BCM variano in funzione degli obiettivi che l’azienda intende perseguire, e comunque attraverso il progetto iniziale è possibile identificare, soprattutto nel caso di aziende che non abbiano mai affrontato il tema del BCM in modalità strutturata, degli interventi in grado di abbattere significativamente gestionali che non richiedano dunque ingenti investimenti.

I costi per implementazione e monitoraggio sono invece strettamente correlati alle misure che l’azienda intende inserire, ma sono comunque da considerare solo in un secondo momento e solo qualora le soluzioni organizzative identificate non determino una sufficiente riduzione del rischio.