Inflazione e costo del denaro: la BCE aumenta i tassi di 0,75 punti

di Redazione PMI.it

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BCE alza ancora i tassi di 0,75 punti base e prosegue la stretta anti-inflazione, prossimi rialzi valutati in base all'andamento dell'economia.

Maxi-aumento dei tassi d’interesse  deciso dalla BCE nel vertice dell’8 settembre: un rialzo di tre quarti di punto, pari allo 0,75%, che segue quello di 25 punti di giugno scorso e di 50 punti base del luglio. Una cura da cavallo per combattere il rialzo dell’inflazione, che si inserisce in un quadro di tassi bassi da anni ma conferma la svolta preannunciata nei mesi scorsi dalla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde.

Il principale tasso di riferimento sale quindi all’1,25%, dallo 0,50%, mentre il tasso dei depositi delle banche presso la BCE sale dallo 0,75% all’1,5%.  Obiettivo della mossa di politica monetaria è quello di assicurare «un tempestivo ritorno dell’inflazione» verso l’obiettivo di medio periodo del 2%».

Lagarde ha spiegato che la BCE procede  nella fase di normalizzazione dopo anni di basso costo del denaro, aggiungendo che il percorso non è ancora terminato. Le decisioni verranno comunque prese di volta in volta, anche in considerazione dell’andamento dell’economia e dell’inflazione, che oggi sul medio lungo periodo è da ritenersi sotto controllo, intorno al 2,1%.

Tuttavia, si tratta di stime depurate dalle questioni più contingenti, a partire dal caro prezzi e dalle tensioni sui costi dell’energia dopo la guerra in Ucraina. Al momento, secondo la stima rapida di Eurostat, l’inflazione ha raggiunto il 9,1% ad agosto.

Le oscillazioni sul mercato dell’energia, con lo stop russo alle forniture di gas nell’abito di una trattativa internazionale sulle sanzioni, e le attese per le decisioni europee sul price cap, sono fra gli elementi centrali anche per le prossime mosse di politica monetaria.

Il punto è trovare un giusto equilibrio fra il mandato di tenere bassa l’inflazione e l’esigenza di sostenere l’economia.