Ocse: crescita in calo in Italia

di Francesca Vinciarelli

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Ocse: nell'ultimo trimestre 2011 la crescita è stata negativa per tutte le principali componenti della domanda finale a livello globale. L'Italia registra il peggiore dato con un calo del PIL del -0,7%, solo l'export cresce. I dati Ocse.

Ancora nessun segnale di ripresa economica nell’area Ocse: il quarto trimestre del 2011 tutte le altre componenti hanno fatto registrare una crescita negativa.

Nel complesso quindi la crescita del PIL ha subito una flessione e si è assestata al +0,2%, contro il +0,6% del trimestre precedente.

A livello globale «tutte le principali componenti della domanda finale hanno contribuito al rallentamento tranne la variazione delle scorte», stabile dopo il -0,2% del terzo trimestre 2011, specifica l’Ocse.

A segnalare l’andamento dell’area Ocse è la stessa organizzazione internazionale che però sottolinea le differenze economiche tra i diversi Paesi  all’interno dell’area.

Con riferimento al nostro Paese, l’Italia ha fatto registrare un calo del PIL pari al -0,7%, dopo il -0,2% dei precedenti tre mesi dell’anno. Tra i Paesi Ocse quello dell’Italia è il peggior risultato. Nel nostro Paese cresce solo l’export che segna un +0,7%.

I consumi privati fanno registrare ancora il segno positivo ma frenano la loro crescita, così come gli investimenti, mentre la spesa pubblica fa registrare una contrazione.

A segnare i risultati migliori sono gli Usa, che nel quarto trimestre vedono crescere il PIL del +0,7%, rispetto al +0,5% di inizio anno, soprattutto grazie ai consumi privati.

Non va bene invece in Giappone dove si registra un rallentamento pari al -0,2% (da +1,7% precedente), stessa sorte per il PIL della Germania il cui calo del -0,2% (contro il +0,6% del periodo precedente) è conseguenza dell’andamento negativo dei consumi privati e delle esportazioni.

Male anche il Regno Unito con il PIL che registra un -0,3%, contro il +0,6% del periodo precedente, e la Francia: +0,2% contro il +0,3% del terzo trimestre.

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