Il Piano Casa si arricchisce di una leva finanziaria pubblica. Il 17 giugno 2026 un emendamento dei relatori al decreto-legge 66/2026, all’esame della Camera, destina 1,2 miliardi di euro del PNRR a Cassa depositi e prestiti (CDP) per ampliare l’offerta di alloggi sociali e a prezzo calmierato. Le risorse, riprogrammate dai fondi per l’efficienza ferroviaria, alimenteranno un patrimonio destinato chiamato “Patrimonio casa”, in attesa del via libera europeo alla rimodulazione.
Sul fronte del settore, l’ANCE ha stimato agli 80 anni dell’associazione che il Piano Casa renderebbe l’abitazione accessibile al 20% di famiglie in più, chiedendo però tempi certi e flessibilità per rendere gli interventi sostenibili per le imprese su tutto il territorio.
In sintesi:
- il 17 giugno 2026 un emendamento dei relatori al decreto Piano Casa (DL 66/2026) destina 1,2 miliardi del PNRR a CDP per l’edilizia sociale e convenzionata;
- le risorse arrivano dalla riprogrammazione dei fondi PNRR e attendono il via libera europeo;
- CDP costituirà”Patrimonio casa”, operante tramite quote di fondi immobiliari già esistenti;
- per ora il MIT trasferisce a CDP 5 milioni per il 2026 e 5 milioni per il 2027, in attesa delle risorse PNRR;
- secondo l’ANCE il Piano Casa renderebbe la casa accessibile al 20% di famiglie in più, con interventi sostenibili per le imprese solo in alcune aree.
Fondi PNRR per l’edilizia sociale
L’emendamento autorizza il MIT a trasferire a Cassa depositi e prestiti 1,2 miliardi di euro provenienti dal PNRR, con l’obiettivo di sostenere iniziative di edilizia sociale o convenzionata anche tramite recupero, sostituzione edilizia, riqualificazione energetica e rigenerazione urbana, con priorità ai comuni ad alta tensione abitativa. La misura punta a incrementare gli alloggi a canone o prezzo calmierato, inferiore a quello di mercato, e si inserisce tra le misure del Piano Casa varato con il DL 66/2026.
Patrimonio casa di CDP per l’housing
Il cuore della misura è un patrimonio destinato denominato “Patrimonio casa”, che CDP costituirà per separare contabilmente queste risorse e indirizzarle all’housing accessibile. Il veicolo opera sottoscrivendo quote di un comparto dedicato di fondi immobiliari già costituiti da CDP o dalle sue controllate, come il Fondo nazionale per l’abitare gestito da CDP Real Asset. È lo schema che consente di affiancare capitali privati a quelli pubblici, nella logica del partenariato che caratterizza il social housing.
Riprogrammazione del PNRR e il via libera europeo
I 1,2 miliardi derivano dalla rimodulazione dei fondi del PNRR inizialmente destinati all’efficienza dell’infrastruttura ferroviaria, una scelta motivata dal rischio che quelle risorse non venissero impiegate entro le scadenze del dispositivo di ripresa e resilienza. La rimodulazione attende però il via libera della Commissione europea, e nel frattempo l’emendamento fissa solo la cornice normativa, prevedendo un primo trasferimento del MIT a CDP di 5 milioni di euro per il 2026 e altrettanti per il 2027.
Le stime ANCE sull’accesso alla casa
Secondo la simulazione presentata dall’ANCE per i suoi 80 anni, il Piano Casa abbasserebbe il reddito necessario per acquistare o affittare un’abitazione di 80 metri quadrati in periferia, ampliando del 20% la platea di famiglie che possono permettersela.
| Città | Reddito d’accesso attuale | Reddito d’accesso con il Piano Casa |
|---|---|---|
| Milano | 76.413 € | 50.154 € |
| Roma | 61.033 € | 40.059 € |
| Bari | 35.630 € | 24.980 € |
L’associazione avverte però che gli interventi sarebbero sostenibili per le imprese solo in alcune aree, con un rendimento interessante per esempio a Milano. La presidente Federica Brancaccio chiede «un approccio flessibile per garantire interventi sostenibili per le imprese», intervenendo sulla quota di alloggi cedibili a libero mercato.
Le ricadute per imprese di costruzione e fondi immobiliari
Per le imprese di costruzione e i fondi immobiliari l’ingresso di CDP apre a partenariati pubblico-privati su nuovi stock di alloggi a canone calmierato, con il Fondo nazionale per l’abitare come veicolo per attrarre capitali privati. Le opportunità si concentrano sulla bonus volumetria per l’edilizia convenzionata e sulla riqualificazione del patrimonio esistente, con i vincoli di prezzo calmierato che condizionano la redditività degli investimenti.
La sostenibilità economica degli interventi dipende dall’equilibrio tra alloggi convenzionati e quota a libero mercato, il punto su cui i costruttori chiedono margini di flessibilità diversi a seconda dei valori immobiliari locali.
Iter del decreto e tempi di conversione
La commissione Ambiente della Camera ha avviato il voto sui circa 270 emendamenti al decreto Piano Casa senza approvarne finora nessuno, e ha accantonato le proposte bipartisan per riservare almeno il 25% dei programmi di edilizia pubblica e sociale agli over 65. Il provvedimento arriva in Aula venerdì, con probabile questione di fiducia, e va convertito in legge entro il 6 luglio 2026, oltre il quale decadrebbe.