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Dazi USA-UE, via libera europeo all’accordo sul 15%

di Anna Fabi

17 Giugno 2026 07:26

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L’Europarlamento approva i regolamenti tariffari dell’accordo di Turnberry: auto, metalli, vino e Made in Italy restano i dossier più esposti.

Il Parlamento europeo ha approvato i due regolamenti che attuano la parte tariffaria dell’accordo USA-UE di Turnberry, aggiornando il negoziato sui dazi prima della scadenza politica del 4 luglio fissata da Donald Trump. Il testo elimina l tariffe diganali europee sui beni industriali statunitensi e apre ad accessi preferenziali a prodotti ittici e agricoli USA; in cambio, Washington si è impegnata a contenere al 15% il carico tariffario su gran parte dei beni europei, auto comprese. Ora manca solo l’approvazione formale del Consiglio europeo e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale UE.

In sintesi:

  • il Parlamento europeo ha approvato il regolamento principale con 440 voti favorevoli, 151 contrari e 50 astensioni;
  • il secondo regolamento sull’astice statunitense ha ottenuto 444 sì, 152 no e 54 astensioni;
  • il testo principale elimina i dazi UE sui beni industriali USA e concede accessi preferenziali ad alcuni prodotti ittici e agricoli;
  • la Commissione potrà sospendere le preferenze tariffarie se gli Stati Uniti violano gli impegni o superano il tetto del 15% sui derivati di acciaio e alluminio;
  • la normativa avrà effetto dal giorno successivo alla pubblicazione in GUUE, dopo il via libera formale del Consiglio.

Via libera dell’Europarlamento ai dazi USA-UE

Il voto del 16 giugno 2026 chiude l’esame parlamentare europeo sui due regolamenti collegati alla Dichiarazione UE-USA dell’agosto 2025. Il primo testo, approvato con 440 voti favorevoli, 151 contrari e 50 astensioni, riguarda l’eliminazione dei dazi su tutti i beni industriali statunitensi e l’accesso preferenziale al mercato UE per una selezione di prodotti ittici e agricoli.

Il secondo regolamento, approvato con 444 voti favorevoli, 152 contrari e 54 astensioni, proroga l’esenzione dai dazi per le importazioni di astice dagli Stati Uniti e la estende anche al prodotto trasformato. Dopo il voto del Parlamento, il Consiglio dovrà approvare formalmente i testi concordati prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Accordo di Turnberry e tariffa USA al 15%

La base del negoziato è la dichiarazione congiunta UE-USA pubblicata nell’agosto 2025 dopo l’intesa politica raggiunta a Turnberry. Il testo prevede che gli Stati Uniti applichino ai beni originari dell’Unione europea la maggiore tra la tariffa MFN e un’aliquota del 15%, composta da dazio ordinario e tariffa reciproca.

Per auto e parti di automobili, l’accordo stabilisce un meccanismo legato all’iniziativa legislativa europea. Quando l’UE introduce formalmente le proposte per ridurre le tariffe sui beni statunitensi, Washington si impegna a ricondurre i dazi Section 232 sulle auto UE in una tariffa complessiva del 15%, con effetto dal primo giorno dello stesso mese.

Auto europee tra tetto al 15% e rischio del 25%

La minaccia più pesante riguarda le auto europee esportate negli Stati Uniti. Trump aveva prospettato il ritorno al 25% su auto e camion UE, contestando a Bruxelles il ritardo nell’attuazione del patto. Il voto dell’Europarlamento riduce il rischio di un’escalation immediata e rafforza la posizione europea prima della scadenza del 4 luglio.

Per la filiera europea dell’auto, il salto dal 15% al 25% modificherebbe prezzi, margini e contratti di fornitura. La questione riguarda i grandi costruttori e tutta la componentistica collegata: meccanica, elettronica, gomma-plastica, lavorazioni metalliche e subfornitura italiana integrata nelle catene europee dirette verso il mercato americano.

Clausole UE contro nuovi dazi americani

Il regolamento principale rafforza le tutele chieste dall’Eurocamera durante il negoziato con il Consiglio. La Commissione potrà sospendere in tutto o in parte le preferenze tariffarie concesse agli Stati Uniti se Washington non rispetta gli impegni della Dichiarazione congiunta, introduce nuove misure contro gli operatori europei o altera i rapporti commerciali con l’Unione.

Il compromesso introduce anche un meccanismo di salvaguardia contro aumenti anomali delle importazioni statunitensi. La Commissione potrà avviare l’esame di propria iniziativa o sulla base di informazioni trasmesse da uno o più Stati membri o dal Parlamento europeo, se l’aumento delle importazioni minaccia di danneggiare i produttori europei.

Acciaio e alluminio con verifica entro fine anno

Uno dei settori più sensibili è quello di acciaio, alluminio e prodotti derivati. Il regolamento consente alla Commissione di sospendere le concessioni tariffarie se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare dazi superiori al 15% sui derivati di acciaio e alluminio importati dall’Unione europea.

La clausola riguarda una filiera centrale per meccanica, componentistica, lavorazioni metalliche e manifattura italiana. Il Parlamento ha ottenuto anche un obbligo di relazione della Commissione entro il 1° dicembre 2026 sul trattamento tariffario dei derivati di acciaio e alluminio.

Astice, prodotti ittici e beni agricoli statunitensi

Il secondo regolamento approvato dall’Europarlamento riguarda la proroga dell’esenzione dai dazi sulle importazioni di astice dagli Stati Uniti. La misura viene estesa anche all’astice trasformato, completando la parte più settoriale del pacchetto tariffario collegato all’accordo UE-USA.

Il regolamento principale concede inoltre accesso preferenziale a una selezione di prodotti ittici e agricoli statunitensi. Le preferenze tariffarie avranno durata limitata fino al 31 dicembre 2029, salvo rinnovo attraverso una nuova iniziativa legislativa europea accompagnata da valutazione degli effetti su industria, agricoltura e PMI.

Vino e Made in Italy sotto tariffa del 15%

Il vino italiano figura tra i prodotti più esposti alla tariffa del 15%. Unione Italiana Vini ha stimato per le imprese del comparto un danno da 317 milioni di euro nei dodici mesi successivi all’applicazione dei dazi, con una stima fino a 460 milioni in caso di dollaro debole. Tra le denominazioni più esposte figurano Moscato d’Asti, Pinot Grigio, Prosecco, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Lambrusco e Montepulciano d’Abruzzo.

La questione riguarda anche altri comparti del Made in Italy colpito dai dazi USA, dall’alimentare ai mobili, dalla meccanica ai prodotti in metallo. La tariffa al 15% offre alle imprese un riferimento per listini e contratti; l’ipotesi di aliquote più alte riaprirebbe la revisione dei margini lungo le catene di fornitura.

Rimborsi USA e Section 122 su un fronte separato

Il negoziato UE-USA procede accanto al contenzioso interno americano sui dazi Trump al 10% bocciati e rimborsi USA. La sentenza della Court of International Trade sulla Section 122 riguarda la base giuridica usata dalla Casa Bianca per imporre dazi globali temporanei, mentre l’accordo di Turnberry disciplina il rapporto tariffario tra Stati Uniti e Unione europea.

Per le imprese italiane, i due fronti richiedono una distinzione tra accordo transatlantico, dazi settoriali, rimborsi IEEPA e contenzioso Section 122. Il soggetto che importa negli Stati Uniti deve ricondurre ogni pagamento alla norma che lo ha generato, alla data dell’operazione doganale e alla posizione dell’importer of record.

Prossime tappe tra Consiglio UE e Gazzetta ufficiale

Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, il Consiglio UE deve adottare formalmente i testi concordati. La normativa avrà effetto dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, mentre il regolamento sull’astice si applicherà retroattivamente dal 1° agosto 2025.

Il regolamento principale sarà valido fino al 31 dicembre 2029, salvo nuova decisione legislativa. La Commissione dovrà riferire ogni trimestre a Parlamento e Consiglio sull’andamento dei volumi e dei valori delle esportazioni statunitensi verso l’UE per i beni coperti dalle nuove regole, con una valutazione complessiva entro il 30 giugno 2029.