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Dazi USA-UE: intesa europea per evitare nuove tariffe di Trump

di Anna Fabi

20 Maggio 2026 10:43

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Parlamento e Consiglio UE trovano l’intesa sui regolamenti tariffari con gli Stati Uniti: tetto al 15%, salvaguardie e voto finale.

Bruxelles accelera sui dazi USA-UE dopo l’ultimatum di Donald Trump all’Unione Europea. Parlamento e Consiglio UE hanno raggiunto un accordo provvisorio sui regolamenti che attuano l’intesa di Turnberry, con l’obiettivo di arrivare alla scadenza del 4 luglio con la parte europea già definita. Il tetto americano del 15% su gran parte dei beni UE, auto comprese, dipende ora dal voto finale e dalla pubblicazione dei testi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Dazi USA-UE verso il voto finale

La scadenza del 4 luglio resta la data politica del confronto commerciale tra Washington e Bruxelles. Trump ha legato il rinvio dell’aumento tariffario alla promessa europea di attuare l’accordo raggiunto nel 2025 a Turnberry, che prevede concessioni tariffarie UE sui beni statunitensi e un tetto americano del 15% su gran parte delle merci europee.

La novità è l’intesa provvisoria raggiunta il 20 maggio tra Parlamento europeo e Consiglio sui due regolamenti necessari ad applicare la parte tariffaria della Dichiarazione UE-USA del 21 agosto 2025. I testi saranno finalizzati a livello tecnico, poi votati formalmente dalle due istituzioni e pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE.

Auto europee con tetto al 15% e rischio del 25%

La minaccia più pesante riguarda le auto europee esportate negli Stati Uniti. Trump aveva prospettato il ritorno al 25% su auto e camion UE, contestando a Bruxelles il ritardo nell’attuazione del patto. L’accordo provvisorio europeo riduce il rischio di un’escalation immediata e tiene il negoziato sulla soglia fissata dall’intesa.

Per la filiera europea dell’auto, il salto dal 15% al 25% cambierebbe prezzi, margini e contratti di fornitura. La pressione riguarda i grandi costruttori e tutta la componentistica collegata: meccanica, elettronica, gomma-plastica, lavorazioni metalliche e subfornitura italiana integrata nelle catene europee dirette verso il mercato americano.

Accordo di Turnberry e tariffa onnicomprensiva

La base del negoziato è la dichiarazione congiunta UE-USA pubblicata il 21 agosto 2025 dopo l’intesa politica raggiunta a Turnberry. Il testo prevede che gli Stati Uniti applichino ai beni originari dell’Unione europea la maggiore tra la tariffa MFN e un’aliquota del 15%, composta da dazio ordinario e tariffa reciproca.

Per auto e parti di automobili, l’accordo stabilisce un meccanismo legato all’iniziativa legislativa europea. Quando l’UE introduce formalmente le proposte per ridurre le tariffe sui beni statunitensi, Washington si impegna a ricondurre i dazi Section 232 sulle auto UE in una tariffa complessiva del 15%, con effetto dal primo giorno dello stesso mese.

Clausole UE contro nuovi dazi americani

Il testo concordato da Parlamento e Consiglio rafforza le tutele già chieste dall’Eurocamera. La Commissione potrà sospendere in tutto o in parte le preferenze tariffarie concesse agli Stati Uniti se Washington viola gli impegni della Dichiarazione congiunta, introduce nuove misure contro gli operatori europei o altera i rapporti commerciali con l’Unione.

Il compromesso introduce anche un meccanismo di salvaguardia contro aumenti anomali delle importazioni statunitensi. La Commissione potrà avviare l’esame su richiesta motivata di almeno tre Stati membri, dell’industria europea, dei sindacati UE oppure di propria iniziativa, se l’aumento delle importazioni minaccia di danneggiare i produttori europei.

Acciaio e alluminio con verifica a fine dicembre

Uno dei settori più sensibili è quello di acciaio, alluminio e prodotti derivati. Il compromesso europeo consente alla Commissione di sospendere le concessioni tariffarie se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare dazi superiori al 15% sui prodotti derivati importati dall’Unione europea.

La clausola riguarda una filiera centrale per meccanica, componentistica, lavorazioni metalliche e manifattura italiana. Il testo europeo prova a tenere insieme attuazione dell’accordo e strumenti di reazione, in caso di mancato allineamento americano sui metalli.

Settori esenti e filiere ancora esposte

La dichiarazione congiunta prevede alcune esenzioni mirate. Dal 1° settembre 2025 gli Stati Uniti si sono impegnati ad applicare soltanto la tariffa MFN ad aeromobili e parti di aeromobili, farmaci generici, ingredienti farmaceutici, precursori chimici e risorse naturali non disponibili, compreso il sughero.

Per farmaceutici, semiconduttori e legname soggetti ad azioni Section 232, Washington si è impegnata a contenere il carico tariffario complessivo entro il 15%. Acciaio, alluminio e derivati seguono invece una trattativa dedicata, con ipotesi di quote tariffarie e strumenti comuni contro la sovraccapacità globale.

Vino e Made in Italy sotto tariffa del 15%

Il vino italiano figura tra i prodotti più esposti alla tariffa del 15%. Unione Italiana Vini ha stimato per le imprese del comparto un danno da 317 milioni di euro nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore dei dazi, con una stima fino a 460 milioni in caso di dollaro debole. Tra le denominazioni più esposte figurano Moscato d’Asti, Pinot Grigio, Prosecco, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Lambrusco e Montepulciano d’Abruzzo.

Il tema riguarda anche altri comparti del Made in Italy colpito dai dazi USA, dall’alimentare ai mobili, dalla meccanica ai prodotti in metallo. La tariffa al 15% dà alle imprese un riferimento per listini e contratti; la minaccia di tariffe più alte riapre la revisione dei margini lungo le catene di fornitura.

Rimborsi USA e Section 122 su un fronte separato

Il negoziato UE-USA procede accanto al contenzioso interno americano sui dazi Trump al 10% bocciati e rimborsi USA. La sentenza della Court of International Trade sulla Section 122 riguarda la base giuridica usata dalla Casa Bianca per imporre dazi globali temporanei, mentre l’accordo di Turnberry disciplina il rapporto tariffario tra Stati Uniti e Unione europea.

Per le imprese italiane, i due fronti vanno letti separando accordo transatlantico, dazi settoriali, rimborsi IEEPA e contenzioso Section 122. Il soggetto che importa negli Stati Uniti deve ricondurre ogni pagamento alla norma che lo ha generato, alla data dell’operazione doganale e alla posizione dell’importer of record.

Tempi europei fino alla pubblicazione in GUUE

L’accordo del 20 maggio è provvisorio. Dopo la finalizzazione tecnica, Parlamento europeo e Consiglio dovranno approvare formalmente i due regolamenti. L’entrata in vigore scatterà il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Il regolamento principale avrà durata limitata fino alla fine del 2029, salvo una nuova decisione europea. Sei mesi dopo l’entrata in vigore, e poi ogni tre mesi, la Commissione dovrà riferire a Parlamento e Consiglio sull’andamento dei volumi e dei valori delle esportazioni statunitensi verso l’UE per i beni coperti dalle nuove regole.