Titoli di stato: ritorno ai livelli pre crisi

di Barbara Weisz

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Prima i Bot, poi i Btp triennali collocati ai livelli del 2010, e lo spread torna sotto i 300 punti: segnali di allontamento dalla crisi importanti per risparmiatori e imprese. E arriva il Btp Italia indicizzato all'inflazione.

Le aste dei titoli di stato continuano a registrare alta domanda e rendimenti in ribasso e lo spread scende. Segnali di stabilizzazione dell’economia, positivi per imprese e risparmiatori, sottolineati anche dal Governo: «c’è ancora spazio per una riduzione dello spread» dichiara il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, presentando a Piazza Affari il nuovo Btp Italia indicizzato all’inflazione.

In generale, si registra un clima di rinnovata fiducia sul mercato dei titoli di stato, tradizonalmente importante per i piccoli risparmiatori che cercando investimenti sicuri.

Aste

Ma partiamo con i risultati delle aste: dopo che il 13 marzo, i rendimenti dei Bot sono tornati ai livelli del 2010, il 14 marzo il Btp a tre anni, quello forse più atteso, è sceso a livelli dell’ottobre 2010. Nel dettaglio, per quanto riguarda il Btp scadenza marzo 2015, il Tesoro ha assegnato l’importo massimo, pari a cinque miliardi di euro, a un tasso del 2,76%. Si tratta di un rendimento che come detto è il più basso dall’ottobre del 2010 ed è anche in netto calo rispetto al 3,41% di metà febbraio.

Collocato l’importo massimo, un miliardo, anche per il titolo che scade nel settembre 2019, con un tasso al 4,3%. In entrambi i casi, domanda molto alta.

Per quanto riguarda le aste del 13 marzo, i Bot a tre mesi sono scesi allo 0,49% (contro l’1,9% dello scorso anno), i titoli a un anno, quelli che alla fine del 2011 viaggiavano sopra il 6%, sono stati collocati all’1,4%, i minimi da agosto 2010.

Insomma, una due giorni importante per i titoli di stato italiani, che segnala un netto miglioramento sul fronte del clima di fiducia intorno al Sistema Italia rispetto a quanto succedeva solo pochi mesi or sono.

Calo dei tassi

Per gli investitori, il calo dei tassi dei titoli di stato si risolve in rendimenti più bassi, e questo potrebbe quindi sembrare uno svantaggio. Ma non lo è: il titolo di stato è per definizione un investimento sicuro. Il tasso a cui viene collocato misura il rischio paese, e quando sale fotografa una situazione di difficoltà finanziaria dell’emittente (il Tesoro).

L’oscillazione dei rendimenti di Bot e Btp, anche se a chi riesce ad approfittare dei rialzi può assicurare un buon guadagno, trasforma un mercato delicato come quello dei titoli di stato (a cui fra l’altro si rivolgono i piccoli risparmiatori, anche per investimenti di lungo periodo) in un mercato eccessivamente speculativo. Il che ha ritorni negativi non solo per i risparmiatori, ma anche per il sistema finanziario e per quello delle imprese.

Banche

L’andamento positivo delle ultime aste è probabilmente da mettere in relazione anche alle recenti operazioni della Bce, che ha fornito alle banche liquidità all’1%, in parte usata probabilmente per sostenre il mercato dei titoli di stato. Una notizia positiva per il sistema Paese.

Ma a questo proposito è utile ricordare le dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, il quale saluta positivamente i segnali di miglioramento dell’economia, che però sono ancora insufficienti. Draghi ha sottolineato il particolare importante rappresentato dal fatto che all’asta Bce del 29 febbraio abbiano partecipato anche banche di medie e piccole dimensioni, cosa che avvicina il denaro alle famiglie e alle imprese. Ma ora, le «banche devono rafforzare la propria solidità patrimoniale». Il banchiere centrale indica due strade: trattenere gli utili, anzichè distribuirli agli azionisti, e tagliare i bonus.

Spread

Comunque, i segnali di distensione dell’economia, e comunque di allontanamento del rischio contagio della crisi del debito all’Italia, sono ben rappresnetati da uno spread che inizia a testare soglie sotto i 300 punti base. Secondo diversi analisti il differenziale fra titoli italiani e tedeschi potrebbe scendere ancora nel corso dell’anno.

Btp Italia

Così come di spazi di ulteriore riduzione dello spread ha parlato il viceministro Grilli presentando in Borsa il Btp Italia. Proprio quest’ultima è probabilmente una delle più importanti novità, in termini di prodotti di investimento, per il piccolo risparmiatore, a cui questo titolo è specificamente destinato.

Il collocamento di questo titolo di stato avverrà fra il 19 e il 22 marzo, mentre le negoziazioni sul Mot partiranno il 26 marzo. Tutte le principali caratteristiche del Btp Italia sono pensate per il pubblico retail, come l’indicizzazione all’inflazione italiana. C’è anche una protezione contro l’ipotesi di deflazione rappresentata dal tasso minimo garantito.

La cedola è semestrale. Il lotto minimo è di mille euro, dunque abbordabile. La scadenza a quattro anni rappresenta una via di mezzo fra i Bot e i Btp.

È il primo titolo acquistabile online direttamente dal risparmiatore, che fra l’altro ha la sicurezza di aggiudicarsi il quantitativo richiesto. Ma è comunque possibile rivolgersi alla banca, come per i titoli tradizionali.

In estrema sintesi, si può dire che si tratta di un titolo di investimento che riassume le due caratteristiche più importanti per un piccolo risparmiatore: rischio bassissimo e un rendimento che recupera l’inflazione.

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