Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta di titoli di Stato a medio-lungo termine in una fase in cui la risalita dei rendimenti rende più appetibili le nuove emissioni, mentre chi già possiede titoli deve fare i conti con minusvalenze potenziali. Il MEF offre il 28 maggio BTP a 5, 10 e 20 anni e due CCTeu, per un importo massimo complessivo di 10,5 miliardi di euro.
- Asta BTP e CCTeu il 28 maggio
- I titoli offerti dal Tesoro
- Importo massimo oltre 10 miliardi
- Per i risparmiatori pesa il confronto con il mercato secondario
- BTP a 5 e 10 anni nel mirino del mercato
- CCTeu per chi guarda ai tassi variabili
- Commissioni e importo minimo di sottoscrizione
- Bond in portafoglio e nuove emissioni
Asta BTP e CCTeu il 28 maggio
Il calendario del MEF prevede la prenotazione da parte del pubblico entro il 27 maggio 2026, la presentazione delle domande in asta entro le ore 11 del 28 maggio, l’asta supplementare il 29 maggio entro le ore 15.30 e il regolamento delle sottoscrizioni il 1° giugno 2026.
Il collocamento riguarda cinque linee: BTP 5 anni, BTP 10 anni, BTP 20 anni e due CCTeu con scadenze nel 2035 e nel 2036. L’operazione si inserisce nel calendario ordinario delle aste BTP e BOT 2026, con domanda attesa soprattutto sulle scadenze intermedie, dove il rapporto tra rendimento e rischio tasso tende a essere più leggibile per il mercato retail.
I titoli offerti dal Tesoro
L’asta comprende cinque titoli di Stato, con importi minimi e massimi già indicati dal Tesoro. Nel dettaglio:
- il BTP 5 anni con ISIN IT0005707614, scadenza 1° giugno 2031 e cedola annua del 3,15%, viene offerto tra 3 e 3,5 miliardi di euro;
- il BTP 10 anni con ISIN IT0005706285, scadenza 1° luglio 2036 e cedola annua del 3,80%, viene offerto tra 2 e 2,5 miliardi di euro;
- il BTP 20 anni con ISIN IT0005177909, scadenza 1° settembre 2036 e cedola annua del 2,25%, viene offerto tra 1 e 1,25 miliardi di euro;
- il CCTeu con ISIN IT0005707689, scadenza 15 aprile 2036, viene offerto tra 1,5 e 2 miliardi di euro;
- il CCTeu con ISIN IT0005680753, scadenza 15 aprile 2035, viene offerto tra 1 e 1,25 miliardi di euro.
Importo massimo oltre 10 miliardi
L’ammontare massimo ordinario dell’asta arriva a 10,5 miliardi di euro. Il collocamento avviene con il meccanismo dell’asta marginale, con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa entro gli intervalli comunicati dal MEF.
La quantità effettivamente assegnata potrà quindi essere inferiore al massimo offerto se le condizioni di mercato o i prezzi presentati dagli operatori non saranno ritenuti convenienti. Il prezzo di aggiudicazione sarà comunicato dal Tesoro dopo l’asta.
Per i risparmiatori pesa il confronto con il mercato secondario
La nuova asta arriva mentre il mercato obbligazionario sta mostrando una maggiore sensibilità alle aspettative sui tassi. Quando i rendimenti salgono, i prezzi dei bond già emessi scendono, soprattutto sulle scadenze più lunghe. È il meccanismo che ha riacceso il confronto tra titoli da comprare in asta e titoli già quotati sul mercato secondario.
Per chi acquista oggi, rendimenti più elevati possono rendere interessanti le nuove emissioni. Per chi ha già in portafoglio obbligazioni acquistate a prezzi più alti, invece, la vendita prima della scadenza può cristallizzare perdite. La valutazione cambia quindi in base all’orizzonte di investimento, alla durata residua del titolo e alla necessità di liquidità.
BTP a 5 e 10 anni nel mirino del mercato
Nel nuovo collocamento, il BTP a 5 anni offre una cedola annua del 3,15% e una scadenza al 2031, più breve rispetto al decennale e quindi meno esposta alle oscillazioni dei tassi. Il BTP a 10 anni, con cedola del 3,80% e scadenza al 2036, intercetta invece la parte più osservata della curva italiana.
Il rendimento del decennale italiano si muove intorno all’area del 3,6%, dopo una fase di tensione sui governativi europei. In questo scenario, la domanda sull’asta potrà dare un segnale utile sul grado di fiducia degli investitori verso il debito italiano e sulla disponibilità del mercato ad assorbire nuova offerta a medio termine.
CCTeu per chi guarda ai tassi variabili
I due CCTeu in asta presentano un tasso annualizzato del 3,237%, spread dello 0,8% e tasso cedolare semestrale dell’1,645%. Si tratta di titoli indicizzati all’Euribor a sei mesi, quindi più legati all’evoluzione dei tassi monetari rispetto ai BTP a cedola fissa.
La componente variabile può risultare più adatta a chi cerca una protezione parziale in caso di tassi ancora elevati, pur accettando cedole future legate all’andamento del parametro di riferimento. Rispetto ai BTP, i CCTeu riducono una parte del rischio tasso, senza eliminarne il rischio prezzo sul mercato secondario.
Commissioni e importo minimo di sottoscrizione
L’importo minimo sottoscrivibile è pari a 1.000 euro. Per il pubblico, la prenotazione avviene tramite gli intermediari abilitati entro la data indicata dal calendario MEF. Gli operatori ammessi partecipano in proprio e per conto terzi.
Il comunicato del Tesoro precisa che agli operatori viene riconosciuta una provvigione di collocamento sulle aste ordinarie dei titoli assegnati. Di conseguenza, gli intermediari non possono applicare ulteriori oneri di intermediazione sulle sottoscrizioni della clientela.
Bond in portafoglio e nuove emissioni
La fase attuale conferma una regola spesso sottovalutata dai risparmiatori: i titoli di Stato offrono cedole e rimborso a scadenza, ma il loro prezzo può oscillare anche in modo marcato durante la vita del titolo. La durata del bond misura proprio questa sensibilità: più è lunga, maggiore è l’effetto dei movimenti dei tassi sul prezzo.
Le nuove aste possono offrire rendimenti più allineati al mercato attuale, mentre i titoli acquistati in passato a rendimenti inferiori possono quotare sotto la pari. La scelta tra acquistare in asta, comprare sul secondario o mantenere i bond già in portafoglio dipende quindi dal rendimento effettivo, dalla fiscalità, dall’orizzonte temporale e dal bisogno di liquidità prima della scadenza.