Le imprese che nella crisi economica crescono

di Francesca Pietroforte

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Crisi economica, non tutte le imprese sono penalizzate dalla difficile congiuntura economica: alcuni settori crescono, ecco quali.

Si fa presto a parlare di crisi economica, lasciando intendere che tutte le attività economiche hanno subito uno scossone in negativo dal 2008 ad oggi, senza però analizzare la realtà di mercati molto complessi e differenti tra loro. Raffinando l’analisi infatti, si scopre che, almeno in Italia, non tutte le tipologie di azienda hanno fatto registrare dati con il segno meno, anzi alcune hanno beneficiato della crisi economica internazionale incrementando sensibilmente i propri introiti.

Uno dei settori che ha subito il maggior incremento è quello dei giochi (a testimonianza che in momenti di crisi la speranza di vincere denaro aumenta) che oltre gli italiani attira gli stranieri, come filippini e cinesi. Il reparto ha fatto registrare un aumento della raccolta del 24% (con 76,5 miliardi di euro giocati nel 2011 contro i 61,5 del 2010), trainato dal 29,9% di aumento annuo nel 2011 del lotto (pari a 6,8 miliardi di euro di puntate).

Va bene anche il settore dei discount, le cui vendite aumentano del 6% al netto dell’inflazione (all’interno di un trend positivo dell’1,2% dei supermercati) «questo perché gli effetti della crisi – e dell’inflazione – hanno impresso sui consumi un’accelerazione sui fenomeni di difesa del potere di acquisto da parte delle famiglie italiane», come affermato dal direttore della divisione consulenziale di SymphonyIri Group Livio Martucci.


Interessante il fenomeno che sta riguardando la grande distribuzione, dove riscuotono ampio successo i prodotti primo prezzo (13,9% di crescita rispetto al 2,4% del 2010), e i private label premium (+20,4%), ovvero prodotti di fascia alta privi però di marca.

Cresce anche l’e-commerce con un +20% nel 2011, confermando i trend di crescita a doppia cifra degli ultimi anni. Settore indipendente dalla crisi economica, a differenza di quelli precedenti, ma fortemente legato alla leva del prezzo: chi fa acquisti su internet ha prevalentemente l’obiettivo di risparmiare.

Cresce, stranamente visto il periodo, anche il settore degli istituti di bellezza e dei parrucchieri: secondo Unioncamere infatti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il terzo trimestre del 2011 ha registrato ben 1.400 centri estetici e 500 parrucchieri in più.

Segnali di ripresa si avvertono anche da parte di un comparto fondamentale come quello del turismo. Secondo il Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, dopo i pessimi risultati del 2009 caratterizzato da una perdita nei bilanci delle imprese alberghiere del 6,8%, il 2010 ha portato con sé un aumento del 2%.

La ripresa è trainata dal ritorno dei turisti stranieri. Secondo il recente rapporto “Il settore turistico in Italia: una ripresa troppo lenta”, esiste anche un lieve recupero per quanto riguarda i margini (+6,1% rispetto al fatturato), oggi circa due punti sotto la soglia pre-crisi. E i dati del 2011 testimoniano un ritrovato dinamismo, che potrebbe confermare il trend positivo anche per il biennio 2011/2012.

Tra le circa 20 mila imprese analizzate è stato trainante il settore del turismo culturale delle città d’arte (fortemente penalizzate nel 2009, ma in crescita del 3,3% nel 2010), seguite da imprese alberghiere montane (che hanno reagito al -0,8% del 2009 con una crescita dei ricavi del 3,7%) e collinari (che dal -3,9% del 2009 passano al +4,4% del 2010).

Diverso discorso va fatto per il turismo nelle località marine dove i bilanci delle aziende alberghiere è sostanzialmente invariato rispetto al 2009, con un -0,1%, forse per via di una stagione estiva poco brillante.

Nello studio vengono evidenziati 40 case history virtuosi, riguardanti imprese che si sono distinte con elevate performance, cercando di rintracciare caratteri comuni che caratterizzano queste attività.

È emerso che i risultati migliori sono stati raggiunti grazie anche alla razionalizzazione dei costi abbinata però a una costante innovazione che ha riguardato sia le strutture sia la gamma di prodotti e servizi offerti, abbinata a una comunicazione efficace.