Al via dal 15 giugno 2026, la riforma del Fondo MEF contro l’usura, lo strumento che dal 1996 garantisce l’accesso al credito a famiglie e PMI in difficoltà temporanea per evitare che finiscano nei circuiti illegali. La nuova disciplina allarga la platea e gli strumenti: entra il microcredito, si aggiungono nuovi finanziatori oltre alle banche, salgono a 40.000 euro i finanziamenti diretti dei Confidi e arrivano costi calmierati allo 0,50% per le imprese. Lo prevede il decreto ministeriale del 27 febbraio 2026, attuativo della Legge di Bilancio 2025.
In sintesi
- dal 15 giugno 2026 è in vigore la riforma del Fondo MEF antiusura, attuata dal decreto ministeriale del 27 febbraio 2026 (art. 1, commi 864-866, L. 207/2024);
- dal 1996 il Fondo ha garantito oltre 2 miliardi di euro di credito a famiglie e PMI a rischio usura (art. 15, L. 108/1996);
- tra le novità il microcredito tra le operazioni garantite, nuovi finanziatori oltre le banche, finanziamenti diretti dei Confidi fino a 40.000 euro e costi allo 0,50% per le PMI;
- i Confidi già abilitati operano fino al 31 dicembre 2026, Fondazioni e Associazioni hanno tempo fino al 26 febbraio 2027 per adeguarsi.
Più strumenti di credito per le PMI a rischio usura
La riforma amplia l’ambito di intervento del Fondo antiusura e lo coordina con il Fondo di garanzia per le PMI, con regole raccolte nelle nuove Disposizioni operative pubblicate sul sito del Dipartimento del Tesoro. Per le imprese il risultato è un ventaglio più largo di operazioni finanziabili e garantibili, con tipologie e durate dei finanziamenti estese rispetto al passato. Il Fondo non eroga denaro in modo diretto e funziona da garanzia pubblica che facilita la concessione del credito da parte degli operatori abilitati.
Microcredito e nuovi finanziatori oltre le banche
Tra le novità principali entra il microcredito tra le operazioni coperte dal Fondo, e si allarga la platea dei soggetti che possono erogare i finanziamenti garantiti: accanto alle banche operano ora anche gli intermediari finanziari e gli operatori di microcredito. L’apertura a questi soggetti punta a raggiungere famiglie e microimprese che il canale bancario tradizionale lascia spesso scoperte.
Finanziamenti diretti fino a 40.000 euro allo 0,50%
La riforma aumenta la possibilità per i Confidi di erogare finanziamenti diretti, fino a 40.000 euro, e introduce costi calmierati pari allo 0,50% dell’importo per l’accesso delle PMI alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi. Per un’impresa il vantaggio è doppio: un canale di credito alternativo a quello bancario e un costo di accesso contenuto e prevedibile.
A chi rivolgersi
Famiglie e PMI a rischio usura possono rivolgersi ai Confidi, alle Fondazioni e alle Associazioni antiusura accreditate, di cui il Dipartimento del Tesoro pubblica l’elenco dei gestori suddiviso per regione, per attivare le garanzie sui finanziamenti o accedere a piccoli prestiti.
Sul versante della tutela, il Decreto Sicurezza ha introdotto la figura del tutor per le vittime di usura, a sostegno delle imprese nella gestione dei mutui e nel rientro nel circuito economico legale.
Le scadenze di accreditamento
I Confidi già abilitati continuano a rilasciare garanzie con le risorse del Fondo fino al 31 dicembre 2026 e devono accreditarsi secondo le nuove regole entro quella data per avviare ulteriori operazioni; le Fondazioni e le Associazioni hanno tempo fino al 26 febbraio 2027 e nel frattempo operano con la normativa precedente.