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Bollette luce e gas, Salvini rilancia il blocco ai livelli pre-Iran per il 2026

di Teresa Barone

16 Aprile 2026 08:57

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Il vicepremier apre al congelamento del conto energia fino a dicembre. Sul tavolo restano i costi dei voli e il confronto con Bruxelles.

Il congelamento delle bollette di luce e gas ai livelli precedenti alla guerra con l’Iran entra nel dibattito politico dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini, che ha indicato questa strada come ipotesi per sterilizzare il conto energia fino a fine 2026. Allo stato attuale non c’è però un dossier ufficiale sul tavolo del Consiglio dei Ministri: c’è semmai una linea politica che prende forma mentre i rincari di gas ed elettricità tornano a correre e l’Europa prepara un nuovo confronto sulle misure anti-crisi.

L’ipotesi di blocco prezzi sulle utenze 2026

Il vicepremier ha parlato di un congelamento del conto energia ai livelli precedenti all’escalation iraniana, estendendo il ragionamento a luce, gas e gasolio per il resto del 2026. Il messaggio politico è netto: evitare che il nuovo shock energetico si trasformi in una seconda ondata di rincari per famiglie, imprese, autotrasporto, agricoltura e pesca.

Tuttavia la formula descrive un semplice obiettivo e non ancora una misura definita. Per arrivare a un vero blocco dei prezzi servirebbero coperture, una platea chiaramente individuata, regole di compensazione verso i venditori e un coordinamento con Bruxelles, che resta decisivo soprattutto se l’Italia dovesse chiedere margini di bilancio aggiuntivi.

Il Decreto Bollette copre solo una parte del rincaro

Un primo argine esiste già ed è il Decreto Bollette 2026 in vigore, che ha introdotto aiuti per famiglie e imprese prima dell’ultima accelerazione della crisi. Il provvedimento punta su bonus, sconti in bolletta e alleggerimento di alcuni oneri, con un impianto costruito quando il mercato non aveva ancora incorporato interamente il nuovo rischio geopolitico.

In questo quadro si colloca anche il bonus 115 euro in bolletta, già disciplinato da ARERA per i clienti domestici vulnerabili. Un eventuale blocco esteso dei prezzi avrebbe un profilo diverso: non sarebbe un sostegno selettivo su alcune platee, bensì una sterilizzazione più ampia dei rialzi, con costi pubblici inevitabilmente più alti.

Bruxelles frena: aiuti selettivi e a scadenza

La linea europea, almeno per ora, non va nella direzione di un congelamento esteso. La Commissione lavora a un pacchetto di misure sui prezzi dell’energia e sui carburanti, mentre da Bruxelles arriva un richiamo netto a strumenti mirati, temporanei e con scadenza definita, così da evitare che il conto sui bilanci pubblici diventi ingestibile.

Nelle prossime settimane si misurerà la tenuta di questa ipotesi. Se l’Italia vorrà trasformarla in norma, dovrà tenere insieme tutela di famiglie e imprese, vincoli europei e andamento reale delle quotazioni energetiche. Finché quel quadro non sarà scritto nero su bianco, il blocco delle bollette resta un’ipotesi politica e non ancora una decisione di governo.

Il nodo carburante voli resta aperto

Il dossier più caldo resta quello del trasporto aereo. Sul cherosene le compagnie segnalano costi in forte salita e Salvini ha ammesso che tenere ferme le tariffe dei biglietti, incluse quelle in continuità territoriale, diventa più difficile se la crisi si prolunga. È qui che l’ipotesi di congelamento delle bollette incontra il primo limite: l’energia si può calmierare in parte sulle utenze, molto meno sui carburanti legati a filiere internazionali già sotto tensione.

Bruxelles non segnala oggi una carenza di jet fuel nell’Unione, però considera il tema una priorità e monitora possibili criticità di approvvigionamento. Il Governo si muove quindi dentro uno scenario in cui il prezzo finale ai consumatori può essere contenuto solo entro margini ristretti, soprattutto su voli e trasporti.