La riforma fiscale aggiunge un altro tassello nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, lo schema di decreto legislativo sul Testo unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento. Il provvedimento raccoglie 368 articoli e ordina in un solo corpus le norme su anagrafe tributaria, codice fiscale, scritture contabili, dichiarazioni, IVA, ISA, collaborazione con il Fisco e procedure di accertamento.
Tre parti per ricomporre adempimenti e controlli
Il nuovo testo unico su adempimenti e accertamento nasce dentro la delega fiscale e segue la stessa logica già adottata per gli altri testi unici tributari: ricognizione delle norme vigenti, organizzazione per settori omogenei, coordinamento formale e sostanziale, abrogazione delle disposizioni incompatibili o superate. L’impianto approvato in via preliminare è articolato in tre parti:
- la Parte I riunisce anagrafe tributaria, codice fiscale, scritture contabili, semplificazione digitale, obblighi comunicativi e dichiarativi per imposte sui redditi e IVA, ISA e liquidazioni periodiche;
- la Parte II concentra adempimento collaborativo, concordato preventivo biennale, interpelli per i nuovi investimenti, strumenti di definizione delle controversie, poteri dell’Amministrazione finanziaria, scambio automatico di informazioni e procedure di accertamento, compreso l’accertamento con adesione;
- la Parte III raccoglie le disposizioni transitorie e finali.
Per imprese, professionisti e intermediari la novità sta soprattutto nella ricomposizione di un’area finora dispersa tra fonti diverse, con un riordino destinato a incidere sulla lettura quotidiana delle regole.
Dichiarazioni, ISA e LIPE nello stesso tracciato
La prima parte del decreto dà ordine alla sezione più frequentata da imprese e consulenti, quella degli adempimenti fiscali. Dentro lo stesso tracciato vengono collocati gli obblighi dichiarativi relativi alle imposte sui redditi e all’IVA, gli ISA e le LIPE IVA, insieme alle regole sull’identificazione fiscale e sulle scritture contabili. La semplificazione digitale viene così trattata come parte strutturale del sistema tributario, in continuità con il riassetto già avviato negli ultimi mesi sugli adempimenti dichiarativi e documentali.
Collaborazione e accertamento nello stesso corpus
La seconda parte tiene insieme i principali strumenti di interlocuzione con il Fisco e le leve del controllo. Nel testo confluiscono istituti già centrali nella pratica professionale come l’adempimento collaborativo per le PMI e il concordato preventivo biennale, accanto agli interpelli per i nuovi investimenti, ai meccanismi di definizione delle controversie e alle procedure di accertamento. Per chi segue la compliance tributaria il beneficio atteso è soprattutto sistematico, perché regole oggi sparse vengono riportate in una cornice unica, più agevole da consultare anche quando entrano in gioco accertamento con adesione e cooperazione internazionale nello scambio dei dati.
Il raccordo con il Testo unico IVA e il calendario della riforma
Il nuovo schema si incastra con il riordino già avviato sul versante dell’IVA. Nel Testo unico IVA, pubblicato a inizio 2026, la materia dell’accertamento era rimasta fuori per scelta sistematica, mentre fatturazione, registrazione, liquidazione e rimborsi hanno trovato collocazione nel corpus dedicato all’imposta.
Il decreto appena varato completa proprio quel lato del riassetto e si colloca nel calendario più ampio delle nuove scadenze della riforma fiscale, già riscritto nel 2025 con l’estensione del termine per completare i testi unici. Dopo l’esame preliminare arriva ora il vaglio parlamentare, fase che precede il via libera finale del Governo.