Il MIMIT ha dato una data alle imprese del Mezzogiorno che vogliono finanziare ricerca e sviluppo. Con il decreto direttoriale MIMIT del 6 agosto 2026 è programmato il secondo sportello di Scoperta imprenditoriale per le imprese del Mezzogiorno, che dalle ore 10.00 del 7 ottobre possono inoltrare domanda, due settimane dopo l’avvio della fase di precompilazione istanze. Considerate le risorse sarà quasi un click day, e quando i fondi non basteranno a coprire tutte le istanze conterà la solidità dei bilanci.
In sintesi:
- la dotazione è di 505.801.524,89 euro, con il 60% riservato a PMI e reti d’impresa e una sottoriserva del 25% per micro e piccole imprese;
- sono ammessi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale tra 1 e 5 milioni di euro, di durata compresa tra 18 e 36 mesi, prorogabile fino a sei;
- l’aiuto combina un finanziamento agevolato al 40% dei costi ammissibili senza garanzie, con un contributo a fondo perduto fino al 40% per le piccole imprese;
- le domande si presentano sulla piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile gestita da Mediocredito Centrale, con procedura di compilazione disponibile dal 24 settembre 2026;
- l’istruttoria segue l’ordine cronologico giornaliero, con graduatoria sul punteggio di solidità economico-finanziaria quando le risorse non coprono le domande di una stessa giornata.
- Scoperta imprenditoriale Sud, calendario domande
- Dotazione e misure del secondo sportello
- Beneficiari, progetti e tecnologie ammesse
- Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto
- Incremento risorse e fondo perduto
- Ordine giornaliero delle domande e graduatoria sui bilanci
- Documenti per la precompilazione
Scoperta imprenditoriale Sud, calendario domande
Le domande si presentano dalle ore 10.00 del 7 ottobre 2026 sulla piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile, mentre la procedura di compilazione dell’istanza e degli allegati è disponibile dal 24 settembre. Il calendario è fissato dal decreto direttoriale 6 agosto 2026, che completa l’impianto tracciato dal decreto ministeriale 19 maggio 2026.
La finestra di precompilazione ha una funzione precisa: caricare in anticipo moduli e documentazione, così che il 7 ottobre l’impresa debba soltanto trasmettere l’istanza già formata. Il soggetto gestore è Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale, già alla guida del primo sportello, che riceve le domande attraverso il portale fondocrescitasostenibile.mcc.it.
Dotazione e misure del secondo sportello
Il decreto ministeriale 19 maggio 2026 apre un secondo sportello della misura Scoperta Imprenditoriale, l’intervento nato con il decreto del 13 luglio 2023 nell’ambito dell’Azione 1.1.4 “Ricerca collaborativa” del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027.
La dotazione complessiva è di 505.801.524,89 euro, articolata in 279,7 milioni di finanziamenti agevolati a valere sul Fondo per la crescita sostenibile — istituito dall’articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134) — e in circa 226 milioni di contributi a fondo perduto recuperati da economie di precedenti programmazioni nazionali ed europee.
Il 60% del totale è riservato a progetti di PMI e reti d’impresa. All’interno di questa quota, una sottoriserva del 25% spetta a micro e piccole imprese. Per accedere alla riserva i soggetti che presentano un progetto congiunto devono appartenere tutti alla categoria delle PMI, con l’eccezione degli Organismi di ricerca, oppure realizzare il progetto con un contratto di rete.
Beneficiari, progetti e tecnologie ammesse
Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati che svolgono attività industriali, agroindustriali o artigiane, insieme ai Centri di ricerca; come co-proponenti rientrano Organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all’industria.
I progetti vanno realizzati in forma collaborativa, in due modalità alternative: un partenariato di massimo tre soggetti con almeno una piccola o media impresa, ciascuno con almeno il 10% dei costi, oppure una singola PMI affiancata da soggetti esterni che apportino servizi di ricerca per almeno il 10% del progetto.
Alcuni vincoli soggettivi escludono in partenza configurazioni che sembrano ammissibili:
- la grande impresa può partecipare solo a progetti congiunti, anche come capofila, e mai come singola proponente, salvo che presenti le caratteristiche della piccola impresa a media capitalizzazione sotto le 499 unità di personale;
- gli Organismi di ricerca entrano esclusivamente come co-proponenti e concorrono al tetto dei tre soggetti, quindi un progetto con tre imprese più un ateneo è irricevibile;
- ciascun soggetto può presentare una sola domanda, mentre gli Organismi di ricerca possono partecipare a più progetti attraverso istituti o dipartimenti autonomi, uno per progetto;
- l’avvio delle attività deve seguire la presentazione della domanda e avvenire entro tre mesi dal decreto di concessione, con comunicazione al gestore entro trenta giorni dall’avvio.
Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono valere tra 1 e 5 milioni di euro e svilupparsi su sei aree di tecnologie abilitanti fondamentali:
- materiali avanzati e nanotecnologia;
- fotonica e micro/nano elettronica;
- sistemi avanzati di produzione;
- tecnologie delle scienze della vita;
- intelligenza artificiale;
- connessione e sicurezza digitale.
Ogni progetto può riguardare una sola area tematica della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, con una o più traiettorie applicative al suo interno. Chi propone una traiettoria evolutiva esterna alla Strategia indica comunque nel modulo l’area più vicina ai contenuti del progetto e descrive la nuova traiettoria nel piano di sviluppo.
Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto
L’aiuto combina un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, uguale per tutte le imprese, con un contributo a fondo perduto che cresce al diminuire della dimensione aziendale. Il prestito agevolato dura da uno a otto anni, con preammortamento fino a tre anni, senza obbligo di garanzie e a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo.
Il fondo perduto per tipologia di soggetto:
| Soggetto | Contributo a fondo perduto |
|---|---|
| Piccole imprese | fino al 40% |
| Medie imprese | fino al 35% |
| Grandi imprese | fino al 30% |
| Organismi di ricerca | fino al 60% per la ricerca industriale e 40% per lo sviluppo sperimentale |
Le due forme di aiuto viaggiano insieme e l’impresa non può chiedere solo il fondo perduto: l’articolo 5, comma 4 del DM 19 maggio 2026 le concede in concorso tra loro, e per questo la capacità di rimborsare il finanziamento viene valutata sempre. Ai soli Organismi di ricerca spetta il contributo alla spesa.
Il divieto di cumulo è ampio e va verificato prima di impostare il piano finanziario. Sulle stesse spese le agevolazioni non si sommano ad altri aiuti di Stato, inclusi quelli concessi in regime de minimis. I benefici fiscali restano compatibili solo quando le amministrazioni competenti non li qualificano come aiuto di Stato, e comunque entro il limite dei costi effettivamente sostenuti.
Incremento risorse e fondo perduto
Rispetto al primo sportello del 2024, il secondo amplia in misura netta sia la dotazione sia l’intensità del contributo a fondo perduto. La prima edizione mise a disposizione 300 milioni di euro, esauriti tra l’apertura del 7 febbraio e la chiusura dell’8 febbraio 2024; il nuovo sportello sale a 505,8 milioni e alza di cinque punti il contributo diretto su ogni fascia dimensionale. L’impianto dei progetti e la riserva per le imprese minori sono invece confermati.
| Voce | Dal primo al secondo sportello |
|---|---|
| Dotazione | da 300 milioni (2024) a 505,8 milioni (2026) |
| Contributo a fondo perduto | dal 35/30/25% al 40/35/30% per piccole, medie e grandi |
| Riserva PMI e reti | confermata al 60%, con sottoriserva del 25% a micro e piccole |
| Progetti | invariati a 1–5 milioni e 18–36 mesi |
Ordine giornaliero delle domande e graduatoria sui bilanci
Le domande presentate nello stesso giorno valgono come pervenute nello stesso istante, a prescindere dall’ora e dal minuto di invio. Il soggetto gestore istruisce le istanze rispettando l’ordine cronologico giornaliero di presentazione, secondo l’articolo 3 del decreto direttoriale 6 agosto 2026: chi trasmette alle 10.01 del 7 ottobre e chi trasmette alle 18.00 dello stesso giorno occupano la medesima posizione.
Quando le risorse residue non bastano ad accogliere tutte le domande di una giornata, il Ministero forma una graduatoria in ordine decrescente sul punteggio dell’elemento di valutazione “solidità economico-finanziaria” previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera a), numero 3 del decreto direttoriale, calcolato sui dati esposti nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio allegata alla domanda. A parità di punteggio prevale il progetto con il costo più basso. Se durante l’istruttoria emergono dati difformi da quelli dichiarati, la posizione in graduatoria viene ricalcolata.
Per una PMI del Sud che sta valutando la partecipazione, il lavoro si sposta quindi sui due ultimi bilanci approvati: sono quelli che generano il punteggio della graduatoria e, insieme, l’indice minimo di capacità di rimborso del finanziamento agevolato, che condiziona l’ammissibilità stessa. Un bilancio approvato in ritardo o dati contabili esposti in modo approssimativo incidono direttamente sulla posizione, perché la verifica del gestore prevale sulla dichiarazione del proponente. Chi redige il bilancio consolidato, o è controllato da chi lo redige, deve usare i dati consolidati di entrambi gli esercizi, senza mescolarli con quelli individuali.
Documenti per la precompilazione
Diversi allegati richiedono atti formali che hanno tempi propri e non si producono nella finestra tra il 24 settembre e il 7 ottobre. La documentazione da mettere in cantiere adesso:
- il contratto di collaborazione per i progetti congiunti, nella forma del contratto di rete, del consorzio o dell’accordo di partenariato, sottoscritto e con valenza contrattuale piena, poiché una lettera di intenti o una dichiarazione di impegni non è ammessa;
- il mandato collettivo con rappresentanza al capofila, che ammette esclusivamente la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, anche quando viene inserito dentro il contratto di collaborazione;
- la dichiarazione sui dati contabili degli ultimi due bilanci approvati, che alimenta il punteggio di solidità economico-finanziaria, sostituita dalle ultime due dichiarazioni dei redditi per le società di persone in contabilità ordinaria;
- la dichiarazione antiriciclaggio prevista dal D.Lgs. 231/2007, dovuta da ogni proponente e co-proponente, imprese e Organismi di ricerca senza distinzione;
- il piano di sviluppo, che può contenere figure, diagrammi e tabelle entro il limite di 5 Mb per il file e deve dimostrare la capacità di avviare il progetto nei termini previsti;
- la marca da bollo da 16 euro annullata, con il numero identificativo riportato nel modulo di domanda e l’originale conservato in azienda per i controlli.
La disponibilità dell’unità locale nelle sette regioni non è richiesta al momento della domanda, e va dimostrata alla prima richiesta di erogazione, pena la decadenza. Ai fini della localizzazione conta la sede operativa dove si svolge il progetto, mentre la sede legale è irrilevante: un’impresa del Nord può accedere, se la ricerca si fa in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.