Torna Scoperta imprenditoriale: dal MIMIT oltre 500 milioni per le imprese del Sud

di Anna Fabi

24 Giugno 2026 07:08

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Il secondo sportello da 505,8 milioni finanzia ricerca e sviluppo nelle sette regioni del Mezzogiorno, con fondo perduto più ricco rispetto al primo bando

Torna Scoperta Imprenditoriale, l’incentivo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la ricerca e sviluppo delle imprese del Mezzogiorno. Con il decreto del 19 maggio 2026 il MIMIT apre un secondo sportello da 505,8 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto contenuto innovativo in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il primo sportello, nel 2024, aveva esaurito i 300 milioni allora disponibili nel giro di un giorno.

I punti che definiscono il secondo sportello:

  • la dotazione è di 505,8 milioni di euro, tra 279,7 milioni di finanziamenti agevolati a valere sul Fondo per la crescita sostenibile e 226 milioni di contributi a fondo perduto da economie di precedenti programmazioni;
  • il 60% delle risorse è riservato a PMI e reti d’impresa, con sottoriserva del 25% per micro e piccole imprese;
  • sono finanziati progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale da 1 a 5 milioni di euro, della durata di 18-36 mesi con proroga fino a sei mesi;
  • le domande non sono ancora aperte: termini e modalità arriveranno con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese.

Secondo sportello Scoperta Imprenditoriale

Il decreto ministeriale 19 maggio 2026 apre un secondo sportello della misura Scoperta Imprenditoriale, l’intervento nato con il decreto del 13 luglio 2023 nell’ambito dell’Azione 1.1.4 “Ricerca collaborativa” del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027.

La dotazione complessiva è di 505.801.524,89 euro, articolata in 279,7 milioni di finanziamenti agevolati a valere sul Fondo per la crescita sostenibile — istituito dall’articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134) — e in circa 226 milioni di contributi a fondo perduto recuperati da economie di precedenti programmazioni nazionali ed europee.

Il 60% del totale è riservato a progetti di PMI e reti d’impresa, e dentro questa quota una sotto-riserva del 25% spetta a micro e piccole imprese.

Beneficiari, progetti e tecnologie ammesse

Possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati che svolgono attività industriali, agroindustriali o artigiane, insieme ai Centri di ricerca; come co-proponenti rientrano Organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all’industria.

I progetti vanno realizzati in forma collaborativa, in due modalità alternative: un partenariato di massimo tre soggetti con almeno una piccola o media impresa, ciascuno con almeno il 10% dei costi, oppure una singola PMI affiancata da soggetti esterni che apportino servizi di ricerca per almeno il 10% del progetto.

Le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale devono valere tra 1 e 5 milioni di euro e svilupparsi su sei aree di tecnologie abilitanti fondamentali:

  • materiali avanzati e nanotecnologia;
  • fotonica e micro/nano elettronica;
  • sistemi avanzati di produzione;
  • tecnologie delle scienze della vita;
  • intelligenza artificiale;
  • connessione e sicurezza digitale.

Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto

L’aiuto combina un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, uguale per tutte le imprese, con un contributo a fondo perduto che cresce al diminuire della dimensione aziendale. Il prestito agevolato dura da uno a otto anni, con preammortamento fino a tre anni, senza obbligo di garanzie e a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo.

Il fondo perduto per tipologia di soggetto:

Soggetto Contributo a fondo perduto
Piccole imprese fino al 40%
Medie imprese fino al 35%
Grandi imprese fino al 30%
Organismi di ricerca fino al 60% per la ricerca industriale e 40% per lo sviluppo sperimentale

Risorse e fondo perduto più elevati del primo sportello

Rispetto al primo sportello del 2024, il secondo amplia in misura netta sia la dotazione sia l’intensità del contributo a fondo perduto. La prima edizione mise a disposizione 300 milioni di euro, esauriti tra l’apertura del 7 febbraio e la chiusura dell’8 febbraio 2024; il nuovo sportello sale a 505,8 milioni e alza di cinque punti il contributo diretto su ogni fascia dimensionale. Restano invece invariati l’impianto dei progetti e la riserva per le imprese minori.

Voce Dal primo al secondo sportello
Dotazione da 300 milioni (2024) a 505,8 milioni (2026)
Contributo a fondo perduto dal 35/30/25% al 40/35/30% per piccole, medie e grandi
Riserva PMI e reti confermata al 60%, con sottoriserva del 25% a micro e piccole
Progetti invariati a 1–5 milioni e 18–36 mesi

Domande in attesa di sblocco

Le imprese non possono ancora presentare domanda: il decreto fissa l’impianto della misura, ma i termini di apertura, le modalità di presentazione e i criteri di valutazione saranno definiti con un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese.

La gestione tecnica è affidata a Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale, già soggetto gestore del primo sportello.

Per le imprese del Sud interessate, il tempo dell’attesa è utile per impostare i progetti e costruire i partenariati di ricerca.