Fotovoltaico: Ritiro Dedicato con autoconsumo parziale

Risposta di Noemi Ricci

9 Settembre 2025 09:27

Grazia chiede:

Posseggo un impianto fotovoltaico di 12 kW con contratto “ritiro dedicato” e da quest’anno dobbiamo inserire nei redditi diversi in dichiarazione il totale dei bonifici provenienti dal GSE. I privati dovrebbero usare l’energia prodotta per l’autoconsumo ma nel mio caso l’esubero riguarda l’energia prodotta in estate mentre il totale dei bonifici copre non completamente quello invernale. Poiché il calcolo GSE orario/giornaliero non è allineato al fornitore di luce, l’energia prodotta che considerano esubero dell’autoconsumo lo paghiamo sia come reddito sia come tasse sulle bollette. Cosa dichiarare?

Nel suo caso, il totale dei bonifici ricevuti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per il contratto di “ritiro dedicato” deve essere dichiarato come reddito, poiché rappresentano compensi per l’energia immessa in eccesso nella rete. Questi bonifici devono essere inseriti tra i “redditi diversi” nella dichiarazione dei redditi.

Cosa dichiarare in dichiarazione dei redditi per il Ritiro Dedicato?

Per i privati con impianti fotovoltaici, la parte di energia in eccesso prodotta durante la stagione estiva e venduta al GSE è considerata reddito e va dichiarata come reddito diverso nella dichiarazione dei redditi (quadro RL del modello Redditi PF). Bisogna quindi inserire nella dichiarazione dei redditi il totale dei bonifici ricevuti dal GSE, corrispondenti all’energia prodotta in eccesso (venduta). Questi bonifici vanno dichiarati come reddito diverso, specificando che derivano dalla cessione di energia elettrica.

Nel caso del Ritiro Dedicato con cessione parziale, se l’impianto ha una potenza non superiore a 20 kW e asservito all’abitazione, i bonifici vanno trattati come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera i) del TUIR.

L’energia autoconsumata (quella non venduta) non è tassata, quindi non deve essere dichiarata come reddito.

Calcolo GSE e fornitore di energia

Se il calcolo dell’esubero orario/giornaliero effettuato dal GSE non coincide con quello del fornitore di energia, potrebbe verificarsi una discrepanza nel trattamento dell’energia che viene considerata “esubero”. Questo non influirà sulla dichiarazione dei redditi derivanti dalla vendita di energia (quella pagata dal GSE), ma potrebbe influenzare la fatturazione dell’energia acquistata, che verrà addebitata nella bolletta.

Non dichiarare l’energia acquistata dal fornitore

Non è necessario dichiarare separatamente l’energia acquistata dal fornitore, ma è importante tenere traccia dei pagamenti effettuati per l’energia acquistata che non è coperta dall’autoconsumo. Se sono presenti spese aggiuntive per il consumo energetico, queste possono essere indicate come spese energetiche, ma non è possibile dedurre il costo dell’energia acquistata per il consumo ordinario, salvo applicabilità di altre agevolazioni fiscali.

Cosa fare in caso di difformità dei corrispettivi GSE

Se i corrispettivi ricevuti dal GSE non risultano congruenti con quanto atteso (ad esempio, per misurazioni non corrispondenti), è possibile aprire una segnalazione al GSE tramite la funzionalità “Richiedi supporto” nel portale. È comunque importante procedere con la fatturazione degli importi già pubblicati, poiché una segnalazione positiva potrebbe comportare una rettifica e l’emissione di una nuova fattura.

Per un’analisi approfondita, si consiglia di rivolgersi a un consulente fiscale, in quanto potrebbero esserci ulteriori dettagli legati alla gestione dell’impianto fotovoltaico, come eventuali detrazioni fiscali per l’installazione dell’impianto o il trattamento specifico del reddito derivante dalla vendita di energia.

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Risposta di Noemi Ricci