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Estensione ZES Nord: norma attesa in Consiglio dei Ministri

di Anna Fabi

1 Ottobre 2026 07:14

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Meloni annuncia la norma che porta al Centro-Nord le semplificazioni della ZES Unica senza il credito d'imposta: le ZLS già attive e la proposta di legge

Le semplificazioni della ZES Unica saranno estese alle imprese del Centro-Nord con una norma che il Governo conta di portare in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 30 settembre, intervenendo in collegamento al forum Oltre le Radici del Gazzettino a Venezia.

L’estensione riguarda in prima battuta l’iter per chi investe, con un solo sportello e tempi certi per ottenere i permessi. Nelle aree portuali e retroportuali istituite come zone logistiche semplificate (ZLS) una parte di queste procedure è già in vigore.

Il credito d’imposta sui nuovi investimenti è invece escluso: la premier e il ministro delle Imprese Adolfo Urso lo hanno sempre legato al Mezzogiorno e ai fondi di coesione europei che lo finanziano.

In sintesi:

  • l’autorizzazione unica prevista dagli articoli 14 e 15 del DL n. 124/2023 sostituisce tutti i titoli abilitativi necessari a localizzare e avviare un insediamento produttivo e oggi si chiede allo sportello SUD ZES solo nelle dieci regioni della ZES Unica;
  • nel Centro-Nord il Dipartimento per le politiche di coesione elenca otto Zone Logistiche Semplificate istituite con DPCM, dalla ZLS Porto di Venezia-Rodigino del 5 ottobre 2022 alla ZLS Porto e Retroporto della Spezia del 19 gennaio 2026;
  • il ministro Urso, nel question time alla Camera del 15 luglio 2026, ha escluso l’estensione della ZES Unica al Nord e proposto una ZLS per il Centro-Nord con semplificazioni autorizzative omogenee;
  • la proposta di legge A.C. 2996 della Lega istituisce una ZES Nord nelle aree di confine con credito d’imposta ed esonero contributivo, per un costo indicato dai proponenti in 3 miliardi di euro.

Semplificazioni ZES al Centro-Nord, la norma annunciata da Meloni

Il Governo prepara una norma che estende al Centro-Nord le semplificazioni ZES oggi riservate alle regioni della ZES Unica, da approvare «in uno dei prossimi Consigli dei ministri» secondo le parole di Giorgia Meloni del 30 settembre. L’obiettivo indicato dalla premier è permettere a chi investe di ottenere le autorizzazioni da un solo sportello e con tempi certi, senza rivolgersi a più uffici.

L’annuncio segue due tappe parlamentari. Nell’informativa del 9 aprile 2026 Meloni aveva dichiarato che il Governo studiava come applicare a tutto il territorio nazionale i meccanismi di semplificazione della ZES Unica rivelatisi più efficaci; nel question time al Senato di maggio aveva limitato l’impegno almeno alla parte di semplificazione.

Il testo della norma non è ancora pubblico: aree interessate, settori ammessi e strumenti procedurali saranno definiti dal provvedimento. Meloni ha aggiunto di attendersi un’approvazione rapida in Parlamento, perché anche l’opposizione si è detta favorevole all’estensione delle sole semplificazioni.

Autorizzazione unica ZES: quali titoli sostituisce

L’autorizzazione unica è lo strumento principale delle semplificazioni ZES: ai sensi dell’art. 14 del DL n. 124/2023 i progetti di insediamento di attività industriali, produttive e logistiche nella ZES Unica sono di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, e un solo provvedimento sostituisce tutti i titoli abilitativi e autorizzatori necessari alla localizzazione, alla realizzazione e alla messa in esercizio dell’impianto.

L’istanza si presenta allo Sportello Unico Digitale ZES (SUD ZES), istituito dall’art. 13 dello stesso decreto presso la Struttura di missione ZES della Presidenza del Consiglio, allegando la documentazione richiesta dalle normative di settore secondo l’art. 15, comma 1. La procedura vale per i progetti che richiedono almeno due titoli abilitativi; sono esclusi il commercio, disciplinato dal D.Lgs. n. 114/1998, e gli interventi soggetti a SCIA.

Dal 20 novembre 2025 la ZES Unica comprende dieci regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, a cui si sono aggiunte Marche e Umbria con la legge n. 171 del 18 novembre 2025. Le imprese di queste due regioni possono quindi presentare l’istanza di autorizzazione unica allo sportello SUD ZES.

Credito d’imposta ZES riservato al Mezzogiorno

Il credito d’imposta ZES sugli investimenti, previsto dall’art. 16 del DL n. 124/2023, è escluso dall’estensione al Centro-Nord perché è un aiuto a finalità regionale, ammesso dalle regole europee nelle aree meno sviluppate e finanziato in larga parte con i fondi della politica di coesione. Urso lo ha ribadito alla Camera il 15 luglio: la ZES Unica serve a ridurre i divari interni e per questo, secondo il ministro, non si può estendere ad altre aree del Paese.

Nel Mezzogiorno le due misure sono indipendenti: secondo le FAQ del Dipartimento per il Sud, l’autorizzazione unica non è un presupposto per ottenere il credito d’imposta sui beni strumentali. L’estensione annunciata replica quindi al Centro-Nord la parte procedurale del modello, lasciando alle regioni meridionali il differenziale fiscale sugli investimenti.

L’ipotesi di replicare al Nord anche gli incentivi fiscali richiederebbe nuove coperture di bilancio e una base giuridica compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato, che nelle regioni più sviluppate consente aiuti regionali agli investimenti solo nei comuni inclusi nella carta degli aiuti a finalità regionale.

ZLS al Centro-Nord: le semplificazioni già in vigore

Nel Centro-Nord lo strumento più vicino alla ZES sono le Zone Logistiche Semplificate, istituite ai sensi dell’art. 1, commi 61-65, della L. n. 205/2017 nelle regioni più sviluppate che dispongono di un’area portuale, di norma una per regione, con DPCM su proposta della Regione e per una durata minima di sette anni rinnovabile per altri sette.

Per i progetti nelle ZLS il DPCM n. 40/2024 prevede un’autorizzazione unica per tutti gli atti e i nulla osta necessari e le corsie preferenziali elencate all’art. 8, comma 4. L’elenco del Dipartimento per le politiche di coesione comprende otto zone:

  • ZLS Regione Veneto, Porto di Venezia-Rodigino, istituita con DPCM del 5 ottobre 2022;
  • ZLS Porto e Retroporto di Genova, con aree retroportuali anche in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna;
  • ZLS Regione Lombardia, istituita con DPCM del 27 dicembre 2024;
  • ZLS Regione Emilia-Romagna, istituita con DPCM del 10 ottobre 2024;
  • ZLS Regione Toscana, istituita con DPCM del 25 novembre 2024;
  • ZLS Friuli-Venezia Giulia, istituita con DPCM del 3 febbraio 2025;
  • ZLS Lazio, istituita con DPCM del 17 novembre 2025 su 64 comuni di tutte le province;
  • ZLS Porto e Retroporto della Spezia, tra Liguria ed Emilia-Romagna, istituita con DPCM del 19 gennaio 2026.

Le ZLS coprono porti, retroporti, interporti e aree produttive legate allo scalo da un nesso economico, mentre il resto del territorio regionale segue il procedimento ordinario dello SUAP comunale. La ZLS unica per il Centro-Nord proposta da Urso renderebbe omogenee queste semplificazioni su tutta l’area e affiancherebbe incentivi alle imprese, nei limiti delle regole europee, solo se le risorse lo consentiranno.

Investire al Centro-Nord: autorizzazioni e incentivi per area

Per un’impresa del Centro-Nord che progetta un insediamento o un ampliamento, le procedure autorizzative e le agevolazioni disponibili oggi dipendono dalla localizzazione dell’area, in attesa della norma annunciata il 30 settembre.

Situazione dell’investimento Regole applicabili oggi
Area inclusa in una ZLS Autorizzazione unica e corsie preferenziali previste dall’art. 8, comma 4, del DPCM n. 40/2024
Area ZLS in un comune ammissibile alla deroga per gli aiuti a finalità regionale Semplificazioni ZLS e accesso al credito d’imposta ZLS sui beni strumentali introdotto dall’art. 13 del DL n. 60/2024, nei limiti delle risorse stanziate
Area fuori dalle ZLS Procedimento ordinario presso lo SUAP del comune, con i singoli titoli abilitativi richiesti dalle normative di settore
Investimento in Marche o Umbria Regime della ZES Unica dal 20 novembre 2025, con istanza di autorizzazione unica allo sportello SUD ZES
Area di confine del Nord Nessuna agevolazione specifica in vigore: la ZES Nord della proposta di legge A.C. 2996 è all’esame della Camera

La collocazione di un’area si verifica sugli allegati dei DPCM istitutivi, pubblicati per ciascuna zona dal Dipartimento per le politiche di coesione: nella ZLS Lazio, per esempio, sono 36 i comuni ammissibili agli aiuti di Stato. La verifica richiede tre controlli:

  1. individuare se il comune dell’insediamento è incluso in una delle otto ZLS;
  2. controllare negli allegati catastali del DPCM se l’area o la particella rientra nella zona;
  3. verificare nell’elenco dei comuni ammissibili alla deroga se l’investimento può accedere anche al credito d’imposta ZLS.

ZES Nord: la proposta di legge sulle aree di confine

La ZES Nord con incentivi fiscali esiste oggi solo come proposta di legge: l’A.C. 2996, prima firma del capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, presentata il 9 luglio 2026, introduce un capo III-bis nel DL n. 124/2023 per istituire una Zona economica speciale nelle aree transfrontaliere dell’Italia settentrionale.

Il testo riguarda i territori di confine di Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, estensibili alle aree con continuità funzionale ed economica e alle aree di crisi industriale. Prevede un credito d’imposta sugli investimenti, una riduzione dei tributi regionali e locali, procedure autorizzative semplificate e un esonero contributivo modellato sugli incentivi alle assunzioni nella ZES Unica, per un costo stimato dai proponenti in 3 miliardi in tre anni.

Gli incentivi della proposta richiedono una copertura in bilancio e il rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, gli stessi vincoli che hanno indotto il Governo a limitare l’estensione annunciata alle semplificazioni.

Decreto Imprese e distretti di accelerazione industriale

Le semplificazioni per il Centro-Nord possono trovare posto anche nel Decreto Imprese che il ministro Urso ha annunciato prima della sessione di bilancio, con misure di sburocratizzazione soprattutto per la produzione energetica e la sostenibilità ambientale e con l’introduzione del Business Wallet.

La terza strada indicata da Urso sono le aree di accelerazione industriale dell’Industrial Accelerator Act, il regolamento europeo che a luglio il ministro indicava in via di approvazione nel negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Il modello esiste già per le tecnologie pulite: il Regolamento (UE) 2024/1735, il Net Zero Industry Act applicabile dal 29 giugno 2024, consente agli Stati membri di designare distretti di accelerazione per le tecnologie a zero emissioni nette, con iter autorizzativi più rapidi per i progetti che vi si insediano.