Età pensionabile 2027, un mese in più da gennaio: la Lega chiede lo stop

di Anna Fabi

5 Ottobre 2026 07:58

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Il DPFP non concede deficit per fermare lo scatto del'età pensionabile ma la scelta. anche politica: calcolo decorrenza pensione nel 2027 con e senza blocco

Da gennaio si lascia il lavoro un mese più tardi. I requisiti pensione 2027, già fissati dalla legge, alzano i requisiti di l’età per il trattamento di vecchiaia e quelli sui contributi per la pensione anticipata, con l’eccezione di quella per i lavoratori addetti a mansioni gravose e usuranti. La Lega chiede il blocco dello scatto con la Manovra: .

In sintesi:

  • la pensione di vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese di età e 20 anni di contributi dal 1° gennaio 2027, in base alla Legge n. 199/2025 e alla Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026;
  • il congelamento dello scatto di un mese nel 2027 costerebbe circa 1,1 miliardi di euro di spesa pensionistica, secondo una stima PMI.it sui dati dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica;
  • con le regole in vigore i nati fra gennaio e novembre 1960 ricevono la prima rata di vecchiaia un mese dopo la data che varrebbe con il blocco, i nati a dicembre 1960 tre mesi dopo.

Età pensionabile 2027: 67 anni e 1 mese per la vecchiaia

La pensione di vecchiaia si raggiunge nel 2027 a 67 anni e 1 mese con almeno 20 anni di contributi, un mese oltre il requisito del 2026. Il decreto direttoriale del MEF del 19 dicembre 2025 ha certificato un adeguamento alla speranza di vita di tre mesi; la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 lo ha distribuito su due anni, con un mese dal 2027 e il resto dal 2028, quando l’età sale a 67 anni e 3 mesi.

Le tabelle dei requisiti pensione 2027 e 2028 coprono anche anticipata contributiva, precoci, totalizzazione e finestre di decorrenza. Dallo scatto sono esclusi gli addetti a mansioni gravose e usuranti in possesso dei requisiti di legge, come riepiloga la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026.

Il requisito si applica in base alla data in cui si perfeziona il diritto. Per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e alla Gestione separata la pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo: chi compie 67 anni entro il 31 dicembre 2026, con i contributi minimi già versati, matura il diritto con le regole del 2026 anche se la prima rata arriva a gennaio 2027.

Blocco età pensionabile, la richiesta della Lega in Manovra 2027

Il blocco dell’età pensionabile è la richiesta previdenziale con cui la Lega apre il confronto sulla Manovra 2027. Matteo Salvini e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon chiedono di sterilizzare il mese aggiuntivo del 2027, lasciando la vecchiaia a 67 anni e l’anticipata ordinaria a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Un anno fa la stessa richiesta si è chiusa con la diluizione dello scatto su due anni, decisa con la Legge di Bilancio 2026 al posto dello stop. Il 29 gennaio 2026 la Camera ha approvato la mozione di maggioranza n. 1-00536, che impegna il Governo a valutare «interventi correttivi in riduzione o di congelamento» degli adeguamenti alla speranza di vita: un atto di indirizzo che lascia invariati i requisiti in vigore.

Data pensione per mese di nascita, con e senza blocco

Il blocco del 2027 anticiperebbe di un mese l’uscita dei nati fra gennaio e novembre 1960 e di tre mesi quella dei nati a dicembre 1960, che con le regole in vigore raggiungono il mese in più nel 2028, quando lo scatto è già di tre mesi.

La tabella considera la pensione di vecchiaia dell’Assicurazione generale obbligatoria, con i contributi minimi già maturati e la decorrenza dal primo giorno del mese successivo al requisito. Il blocco ipotizzato riguarda il solo 2027, come chiesto dalla Lega:

Data di nascita Prima rata con le regole in vigore (con il blocco del 2027)
Entro dicembre 1959 entro il 1° gennaio 2027, a 67 anni (nessuna differenza)
Gennaio-novembre 1960 secondo mese dopo i 67 anni, da marzo 2027 a gennaio 2028 (mese successivo ai 67 anni, da febbraio a dicembre 2027)
Dicembre 1960 1° aprile 2028, a 67 anni e 3 mesi (1° gennaio 2028, a 67 anni)
1961 quarto mese dopo i 67 anni (nessuna differenza)

Ad esempio, un lavoratore nato il 10 marzo 1960 con 25 anni di contributi compie 67 anni il 10 marzo 2027. Con il blocco riceverebbe la prima rata il 1° aprile 2027; con le regole in vigore perfeziona il requisito il 10 aprile e la pensione decorre dal 1° maggio 2027.

Una lavoratrice nata il 20 dicembre 1960 compie 67 anni il 20 dicembre 2027 e raggiunge il mese in più il 20 gennaio 2028, quando l’età richiesta è già salita: perfeziona il diritto il 20 marzo 2028 e la pensione decorre dal 1° aprile, tre mesi dopo il 1° gennaio che varrebbe con il blocco.

Il blocco del solo 2027 lascia intatto lo scatto del 2028 e crea uno scalino fra coorti vicine. La lavoratrice nata a dicembre 1960 andrebbe in pensione il 1° gennaio 2028, un collega nato il 20 gennaio 1961 il 1° maggio 2028: quattro mesi di distanza per un mese di differenza anagrafica.

Il calcolo dell’età pensionabile di PMI.it individua la prima decorrenza utile a partire da mese e anno di nascita, contributi e categoria di appartenenza, con le regole vigenti.

Pensione anticipata 2027, un mese di contributi in più

Per la pensione anticipata ordinaria il mese in più riguarda i contributi: dal 2027 servono 42 anni e 11 mesi agli uomini e 41 anni e 11 mesi alle donne, a qualsiasi età, e la finestra di tre mesi si conta dalla nuova data di maturazione. Un uomo che arriva a 42 anni e 10 mesi di contributi a giugno 2027 perfeziona il diritto a luglio e riceve la prima rata un mese più tardi rispetto al blocco.

Per i contributivi puri, con primo accredito dal 1° gennaio 1996, l’anticipata contributiva richiede dal 2027 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva. Chi perfeziona il requisito entro il 31 dicembre 2026 esce con i valori del 2026, anche quando la finestra porta la prima rata nel 2027.

Blocco età pensionabile, costi e vincoli DPFP

Fermare il mese in più costerebbe circa 1,1 miliardi di euro di spesa pensionistica nel 2027 e 0,9 miliardi di deficit, secondo una stima PMI.it. Il calcolo parte dalla nota dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, che per il mancato adeguamento di tre mesi indicava 3,3 miliardi di maggiore spesa nel 2027 e 2,7 miliardi di effetto sul deficit al netto delle imposte, e ne prende un terzo.

Il costo effettivo dipende da quanti lavoratori maturano i requisiti in ciascun mese del 2027 e da quanti di loro chiedono subito la pensione.

Il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) riserva il deficit aggiuntivo alle spese per energia e difesa: il comunicato del Consiglio dei ministri n. 191 del 2 ottobre 2026 fissa l’indebitamento netto 2027 al 3,4% del PIL con la clausola nazionale di salvaguardia, al 2,8% senza. Le altre misure della Manovra vanno coperte nei conti ordinari, e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto un approccio più prudente rispetto agli annunci. Lo stop dello scatto concorre per le stesse risorse con l’IRPEF al 33% fino a 60mila euro, la detassazione degli aumenti contrattuali e la flat tax sugli aumenti di stipendio dei giovani.

Calendario regole per il blocco degli scatti dal 1° gennaio

L’eventuale stop richiede una norma in vigore prima del 1° gennaio 2027: senza una legge approvata entro il 31 dicembre, l’adeguamento si applica in automatico. Il calendario della Legge di Bilancio 2027 fissa queste tappe:

  • il 13 ottobre le Camere votano a maggioranza assoluta la relazione sullo scostamento per energia e difesa;
  • entro il 15 ottobre il Governo trasmette il Documento programmatico di bilancio alla Commissione europea e all’Eurogruppo;
  • entro il 20 ottobre il disegno di legge di bilancio arriva alle Camere, con requisiti e coperture delle misure;
  • entro il 31 dicembre le Camere approvano la legge in via definitiva.

La palla passa al dibattito politico ma l’ultima parola la diranno i conti pubblici.