Il Consiglio dei ministri ha approvato il DPFP e la relazione che chiede al Parlamento uno scostamento di bilancio da 28 miliardi, destinato in parti uguali alle spese per energia e difesa nel prossimo biennio. Il Documento programmatico di finanza pubblica fissa la cornice della Manovra 2027, e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto un approccio più prudente sulle misure annunciate nelle ultime settimane.
In sintesi:
- la crescita programmatica del PIL 2026 sale all’1% dallo 0,6% stimato nel Documento di finanza pubblica di aprile;
- con la spesa supplementare per energia e difesa il deficit supera il 3% nel 2027 e nel 2028, e secondo il ministro dell’Economia torna sotto la soglia al netto dello scostamento;
- il debito pubblico tendenziale sale nel 2027, in discesa dal 2028;
- la relazione sullo scostamento, prevista dall’art. 6, comma 3, della L. n. 243/2012, richiede il voto a maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato, in calendario martedì 13 ottobre.
Crescita e debito nelle stime del DPFP
Nel DPFP la crescita programmatica del PIL per il 2026 è aggiornata all’1%, contro lo 0,6% indicato nel Documento di finanza pubblica di aprile, e si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028 e allo 0,8% nel 2029. Il debito pubblico segue un profilo tendenziale al 138,1% del PIL nel 2026 e al 138,6% nel 2027, prima di scendere al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029. Giorgetti ha presentato le stime sottolineando che il contesto internazionale rende le previsioni sempre più difficili.
Deficit con e senza scostamento
Con la spesa supplementare consentita dalle regole europee, il deficit previsto dal DPFP supera il 3% del PIL nel 2027 e nel 2028; togliendo lo 0,6% di PIL legato allo scostamento per energia e difesa, il disavanzo dei due anni scende sotto la soglia.
| Anno | Deficit/PIL previsto (al netto dello scostamento) |
|---|---|
| 2026 | Sotto il 3% (nessuno scostamento) |
| 2027 | 3,4% (2,8%) |
| 2028 | 3,3% (2,7%) |
| 2029 | 2,4% (nessuno scostamento) |
I valori al netto si ottengono sottraendo gli 0,6 punti di PIL dello scostamento, pari a 0,3 punti per l’energia e 0,3 per la difesa. La differenza conta per la procedura per disavanzo eccessivo: l’Italia vi è ancora sottoposta dopo il deficit al 3,1% del 2025, e secondo Giorgetti il calcolo al netto delle spese per energia e difesa può aprire lo spazio per l’uscita, che dipende dalle valutazioni europee.
Scostamento da 28 miliardi per energia e difesa
Lo scostamento vale 7 miliardi l’anno per l’energia e 7 per la difesa nel 2027 e nel 2028: in totale 28 miliardi, contro i 36 ipotizzati ad agosto, prima che l’ISTAT confermasse il deficit del 2025. La richiesta è contenuta nella relazione al Parlamento prevista dall’art. 6, comma 3, della L. n. 243/2012, che figurava all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri n. 191 insieme al DPFP. Per attivare la clausola di salvaguardia nazionale serve il voto a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, che si esprimerà insieme alle risoluzioni sul documento.
Su un fronte separato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto alla Commissione europea, con una lettera a Ursula von der Leyen, una flessibilità aggiuntiva per contrastare l’inflazione; da Bruxelles è arrivata la risposta che agli Stati membri è già stata concessa maggiore flessibilità.
Misure della manovra, l’invito alla prudenza di Giorgetti
Sulle misure della legge di bilancio, Giorgetti ha detto che la sua risposta è diversa da un mese fa e che «l’approccio deve essere un attimino più prudente» rispetto agli annunci.
Le ipotesi più costose sono ancora da finanziare nei conti ordinari: l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60mila euro nella riforma IRPEF 2027, la proroga della detassazione degli aumenti contrattuali e l’Ecobonus al 65% sulla prima casa, che il Governo ha portato nel confronto con la Commissione sulle misure per l’energia.
Per lavoratori, famiglie e imprese la ricaduta riguarda dunque il taglio IRPEF, la detassazione degli aumenti e gli altri interventi in discussione: le risorse dello scostamento sono infatti destinate a energia e difesa, e le misure fiscali della manovra devono trovare copertura nei conti ordinari.
Dal DPFP al ddl di bilancio
Dopo il voto delle Camere il Governo deve approvare e inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio e presentare il disegno di legge, con le scadenze riepilogate nel calendario della legge di bilancio.