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La Green Economy secondo Lega e 5 Stelle

di Barbara Weisz

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Il programma di governo Lega e 5 Stelle prevede il potenziamento della green economy: più economia circolare e fiscalità premiante per che produce in chiave sostenibile.

 La green economy come leva di innovazione e stimolo alla competitività del sistema industriale. I temi ambientali sono centrali nel programma di M5S e Lega, in particolare sul fronte economico: nel contratto di governo è previsto un generale impegno politico e una serie di proposte concrete. In primis, vanno coinvolte le pubbliche amministrazioni, con l’adozione di buone pratiche, migliori tecniche e standard. E ci vogliono politiche che stimolino un generale approccio all’economia circolare e alle pratiche green nel Paese.

Per capirsi, più sostenibilità deve voler dire che per una risorsa rinnovabile (suoli, acqua, foreste), la percentuale di impiego non può essere maggiore di quella di rigenerazione, per una non rinnovabile non può essere maggiore dell’alternativa rinnovabile (ad esempio: investire parte dei profitti per l’adozione di tecnologie produttive con risorse rinnovabili). Spazio anche al capitolo rifiuti (c’è anche l’indicazione di una best practice: la provincia di Treviso), con l’obiettivo di arrivare a una massiccia applicazione dell’economia circolare.

Fra le proposte: agevolazioni fiscali per chi produce beni riciclabili e riutilizzabili, raccolta domiciliare con tariffazione puntuale per cittadini e imprese, azioni contro lo spreco alimentare, realizzazione di centri di riparazione e riuso dei beni utilizzati, incremento dei fondi regionali per l’avvio di iniziative imprenditoriali legate al recupero e al riciclo della materia, mappatura di tutte le strutture a rischio amianto, procedimenti di bonifica efficaci, trasparenti e partecipati, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo, anche come volano di spesa virtuosa e di creazione di lavoro, a partire dalle zone terremotate, azioni per responsabilizzare il cittadino alla tutela del territorio.

Particolare attenzione alla ricostruzione delle aree terremotate, anche attraverso semplificazione di procedure, maggior coinvolgimento dei Comuni in termini di poteri ai sindaci. Politiche di sostenibilità sul fronte edilizio (rigenerazione urbana e riqualificazione energetica edifici), prevenzione del rischio idrogeologico, efficienza energetica in tutti i settori.  E’ prevista l’incentivazione di imprese giovanili nelle aree montane a rischio spopolamento.