Ambiente: le imprese spendono poco?

di Tullio Matteo Fanti

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In passato si è assistito a un calo significato negli investimenti ambientali da parte delle aziende italiane: con la tendenza a soprasedere sulle tecnologie obsolete e ad alto consumo. Crisi e Green Economy emergente faranno il miracolo?

Prima che scoppiasse il fenomeno Green IT, le aziende italiane erano davvero poco propense ad investire in soluzioni verdi. La crisi economica, con la necessità di ottimizzare la spesa energetica, sta oggi contribuendo a invertire una tendenza preoccupante: fino al 2007 gli investimenti ambientali delle imprese italiane risultava in calo del 7,4% su base annua. Più virtuose le Pmi, sin dal 2006 (30,1%).

Lo rivela una ricerca ISTAT, che evidenzia però anche alcuni segnali positivi.

Nello periodo 2006-2007, infatti, gli investimenti fissi lordi complessivi erano comunque in crescita del 13,3%, anche se gli stanziamenti ambientali erano in stallo sul 4%.

I dati ISTAT, in realtà, rifletterebbero la caduta degli investimenti in impianti e attrezzature a tecnologia integrata (-31,3% rispetto al 2006), a fronte di un aumento del 6,4% in impianti ed attrezzature di tipo end-of-pipe.

Le aziende, dunque, si sarebbero concentrate sulla risoluzione dei danni causati dalla strutture già utilizzate, senza convertire le tecnologie obsolete in tecnologie pulite e all’avanguardia.

Gli investimenti per il settore ambientale hanno mostrato nel periodo esaminato una maggiore sensibilità verso una più corretta gestione dei rifiuti, a discapito però degli stanziamenti di fondi destinati alle attività di tutela dell’aria e del clima, passati dal 32,5% del 2006 al 27,5% del 2007.

Gli investimenti per la protezione dell’ambiente per addetto sono risultati pari in media a 387 euro (421 euro nel 2006) e correlati alle dimensioni dell’azienda: da 115 euro per addetto (89 euro nel 2006) nelle Pmi a 1.274 euro (1.511 euro nel 2006) nelle imprese più grandi.

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