Istat e Agenzia delle Entrate hanno avviato il Piano Sfera — acronimo di Statistiche con Fatturazione Elettronica per la Riduzione degli Adempimenti — che nel 2026 elimina 240mila pratiche burocratiche a carico di imprese e operatori economici. Il meccanismo è semplice: i dati già presenti nelle fatture elettroniche transitano nel Sistema di Interscambio (SdI) e vengono riutilizzati per produrre statistiche economiche ufficiali, senza che le imprese debbano compilare moduli aggiuntivi.
Questionari Istat addio per 10mila piccole imprese
Oltre 10mila imprese di minori dimensioni — circa il 40% del campione della Rilevazione mensile sul Fatturato dei Servizi — non devono più compilare i questionari statistici mensili che Istat inviava periodicamente. I dati necessari vengono ora acquisiti direttamente dalle fatture elettroniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate, con un risparmio di 120mila compilazioni annue.
I dati non vengono usati per controlli fiscali: per legge sono coperti dal segreto statistico. Istat li riceve, li anonimizza e li utilizza esclusivamente per produrre aggregati economici — come la crescita di un settore o le variazioni del fatturato — senza alcuna condivisione con l’Agenzia delle Entrate ai fini di accertamenti. A partire da marzo 2026, i comunicati stampa di Istat sul commercio estero e sul fatturato delle imprese — riferiti a gennaio 2026 — già includono dati elaborati con questa nuova metodologia.
INTRA 2bis: la soglia sale a 2 milioni di euro
La seconda misura del Piano Sfera riguarda chi acquista beni da altri Paesi dell’Unione europea. Con la determinazione direttoriale n. 844415 del 3 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la soglia statistica per la compilazione del Modello INTRA 2bis — relativo agli acquisti intracomunitari di beni — è stata innalzata da 350.000 a 2 milioni di euro trimestrali. L’obbligo di presentazione mensile rimane solo per gli operatori che superano la nuova soglia in almeno uno dei quattro trimestri precedenti. Le nuove regole sono in vigore dal 25 febbraio 2026.
L’effetto è immediato: circa 10mila operatori intra-UE su 14mila sono esonerati, con un ulteriore taglio di 120mila compilazioni annue. Anche in questo caso, i dati statistici sulle importazioni degli operatori esonerati vengono ricavati attraverso una combinazione di fonti, comprese quelle della fatturazione elettronica e dei database europei, senza che la qualità delle rilevazioni statistiche ne risenta.
Il principio “once only” applicato alle imprese
Il Piano Sfera è la prima applicazione concreta su larga scala del principio europeo “once only”: le imprese forniscono le proprie informazioni una volta sola all’amministrazione pubblica, che poi le riutilizza per tutte le finalità previste dalla legge, nel rispetto del GDPR. Il risultato non è solo una riduzione del carico burocratico, ma anche statistiche più accurate, tempestive e con margini di errore campionario ridotti quasi a zero, perché i dati coprono l’intera platea e non un campione.
L’Italia è stata il primo Paese europeo a rendere obbligatoria la fatturazione elettronica — prima per i rapporti con la Pubblica Amministrazione, poi estesa a tutte le transazioni B2B e B2C dal 2019 — e questo vantaggio infrastrutturale rende ora possibile un’integrazione statistica che altri Paesi non possono ancora replicare.
Un piano pluriennale: le tappe fino al 2028
Il 2026 è solo il primo passo. Secondo il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli, Sfera è l’inizio di un piano pluriennale che entro il 2028 estenderà l’utilizzo della fatturazione elettronica a tutti i domini statistici economici, coprendo progressivamente altre rilevazioni oltre al fatturato dei servizi e agli scambi intracomunitari. L’obiettivo è costruire un sistema statistico nazionale che produca dati più precisi a costo zero per le imprese, riducendo strutturalmente il peso degli adempimenti informativi.