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Pensione INPS all’estero, RedEst al via per evitare la sospensione

di Anna Fabi

8 Giugno 2026 07:59

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INPS apre la campagna RedEst 2026 sui redditi 2025 dei pensionati all’estero: invio telematico già attivo e modelli a settembre.

L’INPS ha aperto la campagna RedEst 2026 per i pensionati residenti all’estero che percepiscono prestazioni collegate al reddito. La dichiarazione riguarda i redditi 2025, può essere trasmessa online dal 25 maggio tramite patronati, consolati e strutture territoriali dell’Istituto, mentre i modelli cartacei arriveranno a settembre. Con lo stesso messaggio n. 1864 del 4 giugno 2026, l’INPS ha riaperto anche la campagna RedEst 2025 sui redditi 2024, così da consentire la regolarizzazione delle posizioni ancora pendenti.

RedEst 2026 sui redditi 2025 dei pensionati all’estero

La RedEst 2026 serve all’INPS per verificare i redditi percepiti nel 2025 dai titolari di pensioni e trattamenti assistenziali residenti fuori dall’Italia. L’adempimento riguarda chi riceve prestazioni INPS collegate al reddito, per le quali l’importo o il diritto dipendono dalla situazione economica del pensionato e, nei casi previsti, anche del coniuge o del nucleo familiare.

Il riferimento normativo è l’articolo 49, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che disciplina l’accertamento reddituale per i percettori di prestazioni collegate al reddito residenti all’estero. La comunicazione consente all’Istituto di aggiornare le somme spettanti e di evitare pagamenti indebiti, recuperi successivi o blocchi sulle prestazioni.

Modelli cartacei RedEst in arrivo a settembre

Nel mese di settembre 2026 l’INPS invierà i modelli cartacei RedEst ai pensionati residenti all’estero interessati dalla campagna. La lettera contiene la richiesta di comunicazione dei dati reddituali e consente al pensionato di presentare la documentazione attraverso i canali previsti.

I dati possono essere trasmessi con modalità diverse a seconda del soggetto che cura l’invio:

  • i patronati e i consolati utilizzano le pagine dedicate sul sito INPS;
  • le strutture territoriali INPS accedono tramite l’ambiente intranet dell’Istituto;
  • la procedura interna segue il percorso “Processi”, “Assicurato pensionato”, “Campagna RedEst”.

Patronati e consolati verificano identità e documenti

Quando il pensionato consegna i modelli RedEst 2026, patronati e consolati devono svolgere controlli preliminari prima dell’invio telematico. L’attività non si limita alla ricezione del modulo, perché include anche la verifica della documentazione prodotta a supporto dei redditi dichiarati. Al momento della consegna, gli intermediari devono svolgere queste attività:

  • accertano l’identità personale del dichiarante;
  • raccolgono i modelli RedEst 2026 compilati e firmati;
  • verificano la conformità tra documentazione presentata e dati indicati nei modelli;
  • acquisiscono i dati attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS.

RedEst 2025 riaperta per i redditi 2024

Con la stessa decorrenza del 25 maggio 2026, l’INPS ha riaperto la campagna RedEst 2025, relativa ai redditi percepiti nel 2024. La riapertura consente ai pensionati residenti all’estero che non hanno ancora inviato la dichiarazione di regolarizzare la propria posizione con la procedura telematica.

La campagna RedEst 2024, relativa ai redditi 2023, si è invece chiusa il 31 marzo 2026. Le dichiarazioni relative a quell’annualità ancora non acquisite devono essere trattate tramite ricostituzione reddituale, cioè con il riesame della prestazione sulla base dei redditi non comunicati nei termini.

Sospensione della pensione senza dichiarazione RedEst

La mancata presentazione della dichiarazione RedEst può incidere sulle prestazioni collegate al reddito. L’INPS utilizza i dati reddituali per verificare la permanenza dei requisiti e, in assenza della comunicazione richiesta, può avviare la sospensione delle somme soggette a verifica e poi la revoca degli importi non spettanti.

Tra le prestazioni interessate rientrano, in base alla disciplina RED e RedEst, integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, assegno sociale, trattamenti di famiglia, prestazioni di invalidità civile e quattordicesima. Per questo la comunicazione reddituale non riguarda tutti i pensionati all’estero, ma solo chi percepisce trattamenti collegati a limiti reddituali.

RED in Italia e RedEst all’estero: canali diversi

Per i pensionati residenti in Italia, la comunicazione avviene con il Modello RED per le pensioni INPS legate al reddito, tramite i canali ordinari previsti dall’Istituto, dai CAF e dai patronati. Per i pensionati residenti fuori dall’Italia, invece, l’adempimento segue la procedura RedEst e coinvolge anche le autorità consolari.

La differenza dipende dalla natura dei redditi e dalla documentazione disponibile nei diversi Paesi. Nel caso dei residenti all’estero, infatti, possono servire certificazioni rilasciate da organismi esteri oppure dichiarazioni sostitutive nei casi ammessi dalla disciplina applicabile.