Confidi: garanzia dello Stato per le Pmi

di Alessandro Vinciarelli

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Nel decreto legislativo anti-crisi approvato venerdì sono presenti anche alcuni provvedimenti su Credito e Burocrazia: tra gli aspetti più rilevanti, la garanzia dello Stato sui Confidi e la semplificazione dei costi amministrativi

Con l’approvazione del decreto legislativo anti-crisi si concretizzano alcune direttive determinanti per la gestione del credito alle aziende e per le procedure burocratiche.

Nello specifico, il Fondo di garanzia per le Pmi e per i Confidi, ora esteso anche alle imprese artigiane, viene reso disponibile con «garanzia di ultima istanza dello Stato».

Finanziare l’economia attraverso strumenti bancari sottoscritti dal Tesoro vuol dire sostenere le piccole e medie imprese evitando una restrizione del credito: la conferma viene dal Ministro Tremonti, che già aveva dichiarato come la direttiva non volesse sostenere le banche, ma migliorare la posizione finanziaria delle imprese.

Il contenuto dell’articolo 16 reca invece disposizioni per la riduzione dei costi amministrativi attraverso l’utilizzo i posta elettronica certificata e firma digitale.

Entro tre anni società e professionisti dovranno quindi comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, rispettivamente, al Registro delle imprese e agli Ordini di appartenenza.

Per garantire le comunicazioni con la pubblica amministrazione, anche quest’ultima si doterà di posta certificata, mentre, grazia alla firma digitale, le copie dei documenti su supporto informatico potranno sostituire, con piena validità di legge, gli originali.

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