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Riforma disabilità INPS in 60 province, riapertura domande fino al 31 marzo

di Anna Fabi

23 Marzo 2026 09:45

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Dal 1° marzo 2026 la riforma dell'accertamento disabilità è stata estesa a 60 province ma per i vecchi certificati la domanda è riaperta fino al 31 marzo.

Attuazione progressiva della riforma per il riconoscimento dell’invalidità civile entrata in vigore nel 2024 e attuata in via sperimentale a tappe. Dal 1° marzo 2026 la nuova procedura si estende in ulteriori 40 province — tra cui Roma, Milano, Torino e Bologna — portando a 60 il totale dei territori coinvolti. Con il messaggio n. 990 del 20 marzo, l’INPS ha inoltre riaperto i termini per le domande amministrative con vecchio certificato: c’è tempo fino al 31 marzo 2026.

Riforma disabilità e ruolo unico dell’INPS

La riforma attribuisce all’INPS la titolarità esclusiva del procedimento di accertamento della disabilità, superando il precedente sistema fondato sulla doppia valutazione ASL–INPS. Il concetto di disabilità è stato ridefinito distinguendo tra valutazione di base e valutazione multidimensionale, funzionale alla costruzione del progetto di vita personalizzato.

La sperimentazione, avviata dal 1° gennaio 2025 in 9 province pilota, è stata progressivamente estesa in più fasi. Nei territori interessati, l’avvio del procedimento non richiede più una domanda amministrativa successiva: l’iter parte direttamente con il certificato medico introduttivo trasmesso in via telematica.

Terza fase della sperimentazione dal 1° marzo 2026

Dal 1° marzo 2026 la nuova procedura di accertamento si applica in altre 40 province, tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e Venezia. L’estensione avviene nell’ambito del decreto-legge n. 19/2026 e rappresenta un passaggio intermedio verso l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale. Per le province non ancora coinvolte nella sperimentazione, resta applicabile l’impianto definito dalla circolare INPS n. 42/2025.

Vecchi certificati nelle 40 nuove province: domande riaperte fino al 31 marzo

Le tempistiche ravvicinate tra la pubblicazione del DL 19/2026 (19 febbraio) e l’avvio della terza fase (1° marzo) hanno lasciato scoperti i contribuenti che avevano già ottenuto un certificato medico introduttivo redatto secondo le vecchie modalità ma non erano riusciti a completare la trasmissione della domanda amministrativa entro il 28 febbraio 2026. Con il messaggio INPS n. 990 del 20 marzo 2026, l’Istituto ha rimediato riaprendo la procedura di trasmissione della domanda di accertamento sanitario per l’invalidità civile fino al 31 marzo 2026.

Possono presentare la domanda amministrativa — con le modalità antecedenti al D.Lgs. 62/2024 — tutti i soggetti residenti o domiciliati nelle 40 province della terza fase che soddisfano entrambe le condizioni seguenti:

  • il certificato medico introduttivo, redatto secondo le modalità pregresse, è stato trasmesso all’INPS entro e non oltre il 28 febbraio 2026;
  • il richiedente non ha già inviato il nuovo certificato medico introduttivo valido quale domanda per l’avvio dell’iter di valutazione di base ai sensi del D.Lgs. 62/2024.

Per assistenza è disponibile l’indirizzo sperimentazionedisabilita@inps.it. Un analogo meccanismo di riapertura era stato adottato anche al passaggio alla seconda fase, a conferma che le transizioni tra fasi richiedono sempre finestre di completamento per i certificati in corso.

Nuovo iter di accertamento dell’invalidità civile

Il procedimento di accertamento dell’invalidità civile, come ridisegnato dal decreto legislativo n. 62/2024 e dalla circolare INPS n. 42/2025, è strutturato in quattro fasi operative valide su tutto il territorio nazionale. Nelle province interessate dalla sperimentazione cambia la modalità di avvio del procedimento, ma l’impianto complessivo resta articolato nei seguenti passaggi.

1. Fase sanitaria

  • presentazione del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore;
  • eventuale domanda amministrativa nei territori non sperimentali;
  • convocazione a visita presso la Commissione Medica Integrata INPS;
  • possibilità di accertamento sugli atti nei casi previsti;
  • esonero da visita di revisione per patologie cronico-degenerative stabilizzate.

2. Fase concessoria

  • verifica dei requisiti reddituali e amministrativi;
  • automazione dell’erogazione delle prestazioni ove prevista;
  • riduzione degli adempimenti documentali.

3. Revisioni e verifiche

  • programmazione delle revisioni periodiche quando necessarie;
  • esonero dalla revisione per condizioni stabilizzate;
  • controlli straordinari sulla permanenza dei requisiti.

4. Contenzioso

  • accertamento tecnico preventivo obbligatorio prima del ricorso giudiziario;
  • possibilità di autotutela da parte dell’INPS;
  • ricorso al Tribunale del Lavoro nei casi di contestazione.

Il superamento del precedente doppio canale tra ASL e INPS si inserisce nel più ampio processo di unificazione degli accertamenti sanitari, già avviato con la visita unica INPS per invalidità civile e inabilità previdenziale.

Unità di Valutazione di Base e progetto di vita

I messaggi di febbraio 2026 hanno modificato la composizione delle Unità di Valutazione di Base a decorrere dal 20 febbraio 2026. Parallelamente, è stato ridefinito il canale per la richiesta del progetto di vita, che può essere presentata direttamente dall’interessato attraverso i servizi telematici dell’Istituto, con trasmissione del certificato agli enti territoriali competenti.

Profilazione dei medici certificatori

Dal 1° marzo 2026, per operare nelle province della terza fase, i medici certificatori devono essere specificamente profilati al servizio telematico INPS. Chi si abilita per la prima volta deve presentare il modulo AP110 tramite PEC alla sede competente. Per alcune categorie, il requisito formativo può essere assolto mediante il dossier formativo di gruppo FNOMCeO relativo al triennio 2023–2025.

Dal 2027 procedura uniforme su tutto il territorio

L’obiettivo è l’estensione uniforme della nuova procedura su tutto il territorio nazionale entro il 1° gennaio 2027. Il percorso avviato nel 2025 e ampliato nel 2026 rappresenta una fase di transizione verso il superamento definitivo del sistema precedente. Per il quadro completo della seconda fase della sperimentazione — nelle prime 20 province coinvolte — è disponibile l’approfondimento sull’accertamento semplificato della disabilità.