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Contributi volontari INPS per la pensione, pagamenti solo online: requisiti, calcolo e procedura

di Anna Fabi

6 Maggio 2026 15:15

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Dal 6 maggio 2026, addio bollettini cartacei per i versamenti volontari INPS. Requisiti per l'autorizzazione, calcolo importi per categoria e deducibilità fiscale.

L’INPS ha completato la dematerializzazione dei versamenti volontari: dal 6 maggio 2026, comunicazioni e modelli di pagamento non sono più recapitati per posta e il versamento si effettua esclusivamente attraverso il Portale dei Pagamenti INPS via PagoPA. La novità coinvolge tutti i lavoratori — dipendenti, autonomi, collaboratori in Gestione Separata — che usano la contribuzione volontaria per colmare i vuoti contributivi e raggiungere i requisiti per la pensione con pochi contributi o per aumentare l’importo futuro dell’assegno previdenziale.

A cosa servono i contributi volontari INPS

I contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali a carico del lavoratore che consentono di continuare a maturare anzianità contributiva dopo la cessazione o l’interruzione dell’attività lavorativa. Il loro scopo è duplice: permettono di perfezionare il diritto alla pensione quando i contributi accumulati non sono ancora sufficienti, e di aumentare il montante contributivo su cui verrà calcolato l’assegno futuro. Sono utili ai fini di tutte le pensioni dirette — vecchiaia, anticipata, assegno ordinario di invalidità e inabilità — e di quelle indirette, come la pensione ai superstiti e la reversibilità.

Chi può versare contributi volontari

Possono accedere alla contribuzione volontaria i lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa. Le categorie ammesse comprendono:

  • i dipendenti del settore privato non agricolo iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD);
  • gli autonomi, ovvero artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS;
  • i collaboratori coordinati e continuativi e i professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata;
  • i coltivatori diretti, i coloni e i mezzadri;
  • i lavoratori iscritti ai fondi speciali collegati al FPLD (autoferrotranvieri, elettrici, telefonici, dirigenti ex INPDAI, Ferrovie, Fondo Volo, ex IPOST);
  • i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti già iscritti all’ex INPGI ora confluito in INPS;
  • i titolari di assegno ordinario di invalidità.

I periodi coperti dalla contribuzione volontaria

La contribuzione volontaria copre i periodi di inattività lavorativa che si producono in determinate circostanze previste dalla normativa. Rientrano tra i periodi ammissibili:

  • l’aspettativa non retribuita per motivi privati o di salute;
  • il contratto part-time orizzontale o verticale, a copertura o integrazione dei periodi a orario ridotto;
  • i congedi per formazione professionale o per gravi e documentati motivi familiari;
  • lo sciopero e la sospensione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare;
  • i permessi per allattamento e le sospensioni per motivi disciplinari assimilabili all’interruzione del rapporto.

L’autorizzazione concessa non decade mai: anche se i versamenti vengono interrotti, possono essere ripresi in qualsiasi momento senza presentare una nuova domanda.

Requisiti per l’autorizzazione INPS

Per ottenere l’autorizzazione al versamento volontario occorre dimostrare di possedere almeno uno dei seguenti requisiti contributivi:

  • 5 anni di contributi in qualsiasi epoca, pari a 260 settimane per i lavoratori dipendenti non agricoli e domestici, 60 contributi mensili per gli autonomi, 465 giornalieri per i lavoratori agricoli maschi, 310 giornalieri per le lavoratrici agricole;
  • 3 anni di contribuzione nei 5 anni che precedono la presentazione della domanda, equivalenti a 36 contributi mensili per gli autonomi, 279 giornalieri per gli agricoli maschi, 186 per le agricole.

Per i lavoratori con carriere discontinue, stagionali o temporanee, e nei casi di non lavoro nell’ambito di un contratto part-time, il requisito minimo si riduce a un anno di contribuzione nel quinquennio precedente. La decorrenza dell’autorizzazione è fissata al primo sabato successivo alla domanda per i lavoratori dipendenti; al primo giorno del mese di presentazione per i lavoratori autonomi.

Come presentare la domanda all’INPS

La domanda di prosecuzione volontaria va presentata telematicamente attraverso il servizio “Contributi volontari gestione privata di INPS.it” sul portale INPS (www.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Nella domanda il lavoratore indica anche la gestione assicurativa di destinazione dei versamenti: FPLD, Gestione Separata, Artigiani, Commercianti, Fondo Volo, Ferrovieri, Telefonici, Elettrici, Autoferrotranvieri, CD/MC, ex IPOST o altra gestione di appartenenza.

Il versamento dei contributi per i periodi arretrati — dalla data di decorrenza dell’autorizzazione fino al trimestre precedente al primo modello prestampato — deve essere eseguito entro il trimestre solare successivo alla ricezione del provvedimento di accoglimento.

Come si calcola il costo dei contributi volontari

Il costo dei contributi volontari varia in base alla gestione di appartenenza e alla retribuzione o al reddito di riferimento. In ogni caso, se la retribuzione di riferimento risulta inferiore al minimale fissato dall’INPS, il versamento va comunque effettuato sul minimale:

  • per i lavoratori dipendenti, l’importo dovuto è settimanale e si determina applicando l’aliquota IVS della gestione alla media delle retribuzioni percepite nelle ultime 52 settimane di lavoro;
  • per gli artigiani e i commercianti, il versamento è mensile e si calcola sulla media dei redditi da impresa dichiarati ai fini IRPEF nei 36 mesi precedenti la domanda;
  • per i coltivatori diretti il contributo è settimanale, calcolato sulla media dei redditi degli ultimi tre anni;
  • per gli iscritti alla Gestione Separata, la base è il reddito medio da collaborazione o da attività autonoma dell’anno precedente la domanda.

=> Contributi volontari INPS: come calcolare il costo

Scadenze e pagamenti: dal 6 maggio 2026 tutto online

I contributi volontari si versano per trimestri solari, entro scadenze fisse e perentorie: il primo trimestre (gennaio-marzo) entro il 30 giugno; il secondo (aprile-giugno) entro il 30 settembre; il terzo (luglio-settembre) entro il 31 dicembre; il quarto (ottobre-dicembre) entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Dal 6 maggio 2026 l’INPS ha completato la dematerializzazione del servizio anche per i versamenti volontari: i modelli di pagamento precompilati non vengono più recapitati per posta e le comunicazioni sono inviate esclusivamente in formato digitale.

Per effettuare il versamento occorre accedere alla sezione Versamenti Volontari del Portale dei Pagamenti INPS con SPID, CIE o CNS, e procedere tramite PagoPA — con carta di credito o di debito, conto corrente o altri metodi abilitati. Il pagamento è disponibile anche attraverso l’app INPS Mobile e l’app IO, oltre che presso banche, uffici postali e tutti i prestatori di servizi di pagamento aderenti al circuito PagoPA. Per i versamenti relativi a periodi inferiori al trimestre, il portale offre la funzione “fraziona”, che aggiorna l’importo dell’avviso PagoPA in modo proporzionale al periodo effettivo da coprire.

Ripresa del lavoro e ricalcolo del contributo

Il lavoratore autorizzato alla prosecuzione volontaria che riprende un’attività lavorativa può chiedere, entro 180 giorni dalla data di cessazione della nuova attività, la rideterminazione del contributo volontario in relazione alle retribuzioni o ai redditi percepiti. Il ricalcolo consente di aggiornare la base imponibile di riferimento ai nuovi importi, evitando di continuare a versare su parametri obsoleti. Se la ripresa dell’attività comporta una nuova contribuzione obbligatoria, i versamenti volontari restano comunque validi ai fini della posizione assicurativa già consolidata.

Versamenti in ritardo o insufficienti

Le scadenze trimestrali sono perentorie: i contributi versati oltre i termini previsti non vengono accreditati dall’INPS, che provvede a restituire la somma senza interessi. Tuttavia, il lavoratore può sempre richiedere che l’importo pagato in ritardo sia imputato a copertura del trimestre successivo. Se la somma versata è inferiore a quella dovuta, il periodo coperto viene ridotto in misura proporzionale al versamento effettuato. Se è superiore, l’eccedenza viene restituita. In ogni caso, non è prevista la possibilità di regolarizzare tardivamente un trimestre scaduto senza accordo preventivo con l’Istituto.

Deducibilità fiscale dei contributi volontari

I contributi volontari versati all’INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo, senza limiti di importo, ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nel rigo dedicato agli oneri deducibili del modello 730 o Redditi PF, alla voce contributi previdenziali e assistenziali, insieme agli eventuali contributi per riscatto della laurea, ricongiunzione di periodi assicurativi e altri versamenti a fini pensionistici. La deduzione spetta anche per i versamenti effettuati per familiari fiscalmente a carico.

Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente: 23%, 35% o 43%, senza alcun tetto massimo detraibile, a differenza dei fondi pensione complementari.