Recovery Plan: gli aiuti per il lavoro dei giovani

di Redazione PMI.it

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Con i fondi UE del Recovery Plan il Governo finanzierà anche misure per i giovani, con focus su formazione e occupazione, anche femminile e al Sud.

Tra le iniziative inserite nel Recovery Plan italiano, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Governo ha previsto anche investimenti mirati per i giovani under 35, con focus particolare su imprenditori e precari, una delle categorie più colpite dalla pandemia da Coronavirus, e alla loro formazione. Ricordando che il PNRR poggia su tre pilastri – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale – vediamo in dettaglio quali sono gli aiuti previsti dal Recovey Plan per i giovani italiani.

Lavoro

Ulteriori 12,62 miliardi di euro serviranno a garantire una maggiore inclusione e coesione con politiche di inserimento per il lavoro. Particolare attenzione verrà posta a garantire la piena partecipazione dei giovani alla vita culturale, economica e sociale del Paese, con focus sull’inclusione nel Mezzogiorno e le giovani donne, anche con specifici progetti di imprenditoria femminile. Uno degli obiettivi del PNRR, la sostenibilità ambientale, dovrebbe poi generare effetti positivi anche sul fronte della crescita del PIL e dell’occupazione, soprattutto giovanile, non solo nel settore dell’energia e delle costruzioni, ma anche nel manifatturiero.

Servizio civile

Il PNRR potenzierà anche il servizio civile universale, in termini di numero e qualità dei progetti, con l’obiettivo di arrivare a 80 mila giovani volontari al 2027 che saranno coinvolti in attività che contribuiscono al miglioramento della coesione sociale del Paese.

Scuola e formazione

Alla formazione dei giovani, per aiutarli a collocarsi meglio nel mercato del lavoro aumentando il livello di occupazione giovanile a breve e lungo termine, il PNRR destina 26,1 miliardi di euro distribuiti su 24 progetti orientati a contrastare l’abbandono scolastico, rafforzare competenze, agevolare i percorsi professionalizzanti e il potenziamento della ricerca. Agli Istituti Tecnici Superiori (ITS) vengono destinati 1,5 miliardi per assicurare “la coerenza di questi interventi con la spinta al sistema duale e all’apprendistato”, attraverso una formazione professionale garantita dalle scuole professionali sia ai propri alunni che a inoccupati e disoccupati.

=> Recovery Plan: cosa prevede

Università e Ricerca

Ammontano a 600 milioni di euro le risorse che verranno stanziate per l’Università e la Ricerca. Sul tema si sta pensando ad una riforma delle lauree abilitanti che vada ad eliminare gli esami di Stato e consenta a chi consegue il titolo di collocarsi direttamente nel mercato del lavoro e di esercitare la professione; semplifichi le procedure di accesso ai dottorati, eliminando i confini della carriera universitaria, estendendoli alle aziende con progetti specifici.

Per incrementare il numero di laureati, il PNRR punta poi a:

  • favorire la mobilità dei giovani docenti universitari, anche all’estero, finanziando attività di ricerca gestite da giovani ricercatori per 5 anni, al fine di consentire loro di maturare una prima esperienza di responsabilità di ricerca, sul modello dei bandi European Research Council (ERC) del programma Horizon Europe;
  • introdurre una no-tax area a studenti provenienti da famiglie con ISEE fino a 23.500 euro;
  • incrementare le borse di studio e in generale gli aiuti economici per le categorie più svantaggiate;
  • aumentare il numero di alloggi per gli studenti.

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