Un’azienda ha avviato un tirocinio curriculare tramite convenzione universitaria, redigendo il relativo progetto formativo. Qualora decidesse di riconoscere un compenso forfettario al tirocinante, quale procedura dovrebbe seguire? La stessa dei compensi ai tirocinanti extracurriculari (emissione LUL con applicazione IRPEF e CU)?
La scelta di riconoscere compensi ai tirocinanti curriculari, sebbene non obbligatoria per legge a differenza degli extracurriculari, può essere adottata. Tuttavia, deve tenere conto dell’entrata in vigore dei nuovi standard europei sulla trasparenza degli stage (la tracciabilità delle somme erogate serve ad evitare rischi di riqualificazione del rapporto).
Indennità facoltativa per stage curriculari ma con LUL, IRPEF e CU
Per i tirocini curriculari non esiste un’indennità minima obbligatoria. Le Linee Guida del 27 maggio 2017, che prevedono il minimo di 300 euro mensili, si applicano esclusivamente ai tirocini extracurriculari. Per lo studente in corso di studi, l’eventuale somma riconosciuta resta una libera scelta aziendale.
Tuttavia, qualora decidiate di erogare questo compenso forfettario, scattano i seguenti obblighi:
- iscrizione sul LUL (Libro Unico del Lavoro), indicando la somma in busta paga come indennità di tirocinio;
- inquadramento fiscale come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente (ex art. 50 del TUIR), con applicazione di ritenute IRPEF e addizionali;
- rilascio CU (Certificazione Unica) entro i termini di legge per certificare le somme percepite dallo studente.
Formalizzazione del compenso nel Progetto Formativo
Le suggerisco anche di formalizzare l’integrazione economica dandone comunicazione all’Università promotrice, richiedendo di annotare il compenso nel Progetto Formativo Individuale (PFI). Questa procedura blinda la natura formativa della somma, distinguendola da una retribuzione per lavoro subordinato. Questa prassi garantisce la coerenza con la nuova Direttiva UE sui tirocini.
In sintesi, se intendete introdurre un compenso per gli stage curriculari basta seguire la stessa procedura usata per gli extracurriculari: emissione di cedolino LUL, applicazione dell’IRPEF e successiva emissione della Certificazione Unica. Non ci sono limiti di importo minimo, non trattandosi di un obbligo di legge. Si consiglia la formalizzazione nel PFI per “chiudere il cerchio”.
NB: se ha necessità di approfondire la differenza tra percorsi e relative coperture assicurative e retributive, la rimando all’articolo di PMI.it su tirocini formativi e tutele.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz