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AI ACT: pronto il testo del Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale

di Teresa Barone

13 Febbraio 2024 14:23

Via libera al primo schema di Regolamento UE che disciplina l’Intelligenza Artificiale nei diversi contesti: obblighi, divieti e diritti dei consumatori.

Approvato il testo finale dell’AI ACT, primo schema al mondo di Regolamento dei sistemi di Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è quello di porre un argine all’utilizzo massivo e non dichiarato di chatbot per realizzare testi, immagini e video senza che sia chiaramente identificata la loro creazione artificiale.

L’approvazione del Parlamento è programmata per il 24 aprile 2024. Con l’entrata in vigore ed il recepimento normativo del nuovo Regolamento UE, fotografie, immagini, video e contenuti di testo generati con l’Intelligenza Artificiale dovranno essere riconoscibili.

Intelligenza Artificiale: freno UE alla raccolta di dati

Parlamento e Consiglio Ue avevano già raggiunto lo scorso dicembre un accordo provvisorio sulla prima legge europea per gestire i contenuti prodotti per il tramite di soluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale. Adesso, è stato approvato dal Coreper (composto dai rappresentanti della UE a 27) anche  il testo del Regolamento nella sua versione definitiva.

Con l’AI ACT ci si propone di assicurare che l’Intelligenza Artificiale tuteli democrazia, Stato di diritto e sostenibilità ambientale, impostando livelli di rischio diversificati, con relativi adempimenti e prevedendo anche un sistema di sanzioni in caso di violazioni. Nello specifico, il Regolamento mira a catalogare le attività connesse all’AI per livelli di rischio, a partire dai quali stabilire regole, vincoli e procedure.

Alcune delle regole previste riguardano l’uso di sistemi di identificazione biometrica (RBI), che negli spazi accessibili al pubblico potranno essere usati solo previa autorizzazione del giudice in caso di reati di particolare gravità, di ricerche mirate di vittime o di prevenzione di una minaccia terroristica specifica e attuale. Non sarà possibile, invece, usare quelli che utilizzano caratteristiche sensibili, come le credenze religiose e la razza.

Altri divieti riguardano la raccolta massiva di immagini del volto da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso, il riconoscimento delle emozioni in ambito lavorativo e nelle scuole.

Tutele e diritti dei consumatori

In tema di adempimenti, viene individuata la categoria dei sistemi di intelligenza artificiale generici, che dovranno vantare requisiti di trasparenza ed essere accompagnati da apposita documentazione tecnica, per garantire il rispetto della leggi UE sul diritto d’autore.

Tutti i contenuti generati dall’IA dovranno essere classificati come tali e dunque riconoscibili nel momento della loro fruizione o interazione con il consumatore finale.

Per quanto riguarda gli obblighi, inoltre, per alcuni settori diventerà indispensabile attuare una valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali.

I cittadini, tra l’altro, potranno presentare reclami sui sistemi di IA e ottenere informazioni sulle decisioni basate sui sistemi di IA ad alto rischio che in qualche modo impattano sui loro diritti.

Una novità stabilita dal testo è anche l’attivazione di misure a supporto dell’innovazione e delle PMI, al fine di renderle indipendenti dei giganti del settore e riuscire a sviluppare in autonomia i propri sistemi di IA.