Come migliorare la propria capacità di ascolto

di Rosanna Marchegiani

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Nella comunicazione la capacità di ascolto è un elemento molto importante. Essa, tuttavia, può essere migliorata con alcuni accorgimenti

Comunicare viene dal latino “communis”, che significa “mettere in comune”.

La comunicazione, elemento fondamentale della vita sociale, è proprio il processo grazie al quale  si ha un mettere in comune delle informazioni attraverso lo scambio delle stesse tra un emittente e un destinatario.

Quando il linguaggio attraverso il quale avviene la comunicazione è quello verbale si è soliti pensare che, per una buona comunicazione, la cosa più importante sia il sapersi esprimere. Ma ciò non è del tutto vero, in quanto anche il saper ascoltare, cosa che viene spesso sottovalutata, rappresenta in realtà un elemento importantissimo della comunicazione verbale.

Chi sa ascoltare è una persona aperta allo scambio, all’interazione e alla crescita personale: è desiderosa di comprendere i messaggi che provengono dagli altri e ciò non può che migliorare i suoi rapporti interpersonali e ridurre le possibilità che si creino ostacoli nelle sue relazioni.

Un buon ascolto presuppone, innanzitutto, calma e scambievole disponibilità al fine di evitare tensioni e atteggiamenti frettolosi che possono generare facilmente incomprensioni.

È ovvio che bisogna anche sgombrare la mente da altri pensieri o preoccupazioni sia per potersi concentrasi meglio su quanto viene detto sia per evitare che l’interlocutore percepisca il nostro distacco, sentendosi così poco importante ai nostri occhi.

È bene anche liberarsi da qualsiasi preconcetto sul proprio interlocutore per evitare che il giudizio che abbiamo su di lui, sul suo aspetto, sul modo di esprimersi, non ci permettano di concentraci su quanto viene detto.

È importante ascoltare con la massima attenzione sin da subito. Evitare di cercare di immaginare ciò che l’altra parte vuole dire perché questo distrae e rischia di ridurre la nostra capacità di ascoltare.

Non interrompere chi sta parlando è una regola di buona educazione, ma serve anche ad evitare che l’interlocutore lasci a metà il discorso con la conseguenza che noi potremmo aver percepito delle informazioni non complete. Può, invece, essere utile fare domande per comprendere meglio ciò che è ancora poco chiaro e per esortare l’altra parte a rendere più precise le proprie opinioni. D’altronde, ciò fa percepire a chi sta parlando che noi lo ascoltiamo con interesse.

Importante è anche ricordare ciò che è stato detto e, in alcuni casi, può essere utile annotare i punti essenziali della conversazione. Infine, quando il dialogo diventa acceso è fondamentale saper dominare le proprie risposte anche al fine di favorire la creazione di un ambiente aperto allo scambio di idee.

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