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ISCRO, l’indennità per le Partite IVA che perdono reddito

di Anna Fabi

16 Giugno 2026 07:35

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Requisiti, calcolo dell'importo, incompatibilità e domanda all'INPS del sussidio per i professionisti della Gestione Separata con un calo dei guadagni

L’ISCRO 2026 è l’indennità che sostiene i lavoratori autonomi professionali iscritti alla Gestione Separata INPS colpiti da un calo del reddito. La domanda si presenta sul portale INPS dal 15 giugno al 31 ottobre 2026 e dà diritto a un assegno mensile tra 255,53 e 817,69 euro per sei mesi. Possono richiederla i titolari di partita IVA con reddito 2025 inferiore al 70% della media del biennio precedente, esclusi quanti ne hanno già beneficiato nel 2024 o nel 2025.

In sintesi, i punti chiave della domanda ISCRO 2026:

  • la finestra di presentazione va dal 15 giugno al 31 ottobre 2026, esclusivamente sul portale INPS;
  • spetta agli autonomi iscritti alla Gestione Separata con reddito 2025 inferiore al 70% della media del biennio 2023-2024 e non superiore a 12.749,18 euro;
  • l’importo è il 25% su base semestrale della media dei redditi, tra un minimo di 255,53 e un massimo di 817,69 euro al mese per sei mensilità, come da Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026;
  • chi ha già percepito l’ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può presentare domanda nel 2026;
  • l’indennità è incompatibile con NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione, APE sociale e trattamenti pensionistici diretti.

Chi può chiedere l’ISCRO 2026

L’indennità spetta ai professionisti con partita IVA iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS che esercitano attività di lavoro autonomo abituale e hanno subìto un calo del reddito. La partita IVA va mantenuta attiva per tutta la durata dell’erogazione.

Per ottenere il sussidio per gli autonomi i requisiti vanno posseduti congiuntamente:

  • iscrizione esclusiva alla Gestione Separata come professionista, senza altra cassa previdenziale;
  • partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione;
  • reddito da lavoro autonomo del 2025 inferiore al 70% della media dei redditi del 2023 e del 2024;
  • reddito del 2025 non superiore a 12.749,18 euro;
  • regolarità nel versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
  • assenza di trattamenti pensionistici diretti e di Assegno di Inclusione.

Sono esclusi dalla platea 2026 i professionisti che hanno già percepito l’ISCRO nel 2024 o nel 2025, anche se decaduti prima della sesta mensilità. La misura è prevista a regime dall’articolo 1, commi da 142 a 155, della legge n. 213/2023.

Requisito di reddito e importo dell’indennità

Il requisito di reddito mette a confronto due valori: il reddito da lavoro autonomo del 2025 deve essere sia inferiore al 70% della media dei redditi del 2023 e del 2024, sia entro la soglia di 12.749,18 euro fissata per il 2026.

L’importo dell’ISCRO è il 25% della media dei redditi del 2023 e del 2024, calcolato su base semestrale, entro un minimo di 255,53 e un massimo di 817,69 euro al mese per sei mesi. Con una media di 10.000 euro la quota semestrale è di 2.500 euro, circa 417 euro mensili; con una media di 24.000 euro la quota teorica supererebbe il tetto e l’assegno si ferma a 817,69 euro. L’indennità concorre alla formazione del reddito e non dà luogo ad accredito di contribuzione figurativa.

Le novità per la domanda del 2026

La principale novità è il divieto per chi ha già beneficiato dell’indennità nel biennio precedente: l’ISCRO non è richiedibile da chi l’ha ottenuta nel 2024 o nel 2025, una regola che restringe la platea rispetto ai primi anni della misura.

È cambiato anche il ruolo della formazione: la partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale non è più una condizione di accesso ma una misura di accompagnamento, dopo la modifica introdotta dall’articolo 17-bis del decreto-legge n. 60/2024, convertito dalla legge n. 95/2024. Il dettaglio dei requisiti e delle regole di calcolo è nella guida all’indennità ISCRO.

Come presentare la domanda all’INPS

La domanda ISCRO si invia solo online sul portale INPS, nella sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, selezionando la voce dedicata all’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Il servizio è stato riaperto il 15 giugno 2026.

La procedura richiede pochi passaggi:

  • accesso al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
  • selezione della prestazione ISCRO nel punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche;
  • autocertificazione dei redditi degli anni di interesse, quando non già precaricati dall’Istituto;
  • invio della domanda entro il 31 ottobre 2026.

L’erogazione decorre dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda e prosegue per sei mensilità, finché permangono i requisiti.

Incompatibilità con altri sostegni

L’ISCRO è incompatibile con altre prestazioni di sostegno al reddito: non può cumularsi con la NASpI, la DIS-COLL, l’Assegno di Inclusione e i trattamenti pensionistici diretti. Se la percezione si sovrappone a quella dell’APE sociale, le mensilità ISCRO sono considerate indebite e recuperate dall’INPS.