Una strategia innovativa per motivare i dipendenti

di Teresa Barone

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Quale strategia adottare per motivare i dipendenti? Stop ai metodi tradizionali, meglio valutare la personalità del singolo.

Gratificare o concedere bonus e incentivi economici per motivare i collaboratori può non servire a nulla, se l’indole personale di questi ultimi non si caratterizza per spirito di adattamento e fedeltà all’azienda.

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Secondo uno studio condotto dall’Università di Iowa, infatti, non sono i fattori esterni a determinare la motivazione dei dipendenti quanto la loro personalità e il livello di appagamento che riescono a conquistare.

«Il nostro approccio si sposta il punto di vista tradizionale secondo il quale le spinte motivazionali dei dipendenti siano provocate soprattutto da fattori e situazionali esterne, favorendo una visione differente secondo la quale la motivazione individuale è generata dalle caratteristiche della propria personalità.»

Gli autori della ricerca sostengono che sono le caratteristiche personali dei lavoratori a determinare il livello di motivazione: se l’obiettivo da raggiungere è realmente sentito, gli sforzi per conseguirlo non mancheranno e non saranno necessari incentivi per potenziare efficienza e produttività.

Secondo gli studiosi, ad esempio, se un dipendente mostra ambizione e spirito di iniziativa dovrebbe essere inserito in un ambiente dinamico con notevoli possibilità di carriera, mentre un lavoratore timido il cui unico obiettivo è lavorare in completa autonomia non dovrebbe mai essere “incentivato” con la prospettiva di una promozione che gli consenta di essere responsabile di un gruppo di lavoro.

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Le aziende e i responsabili delle risorse umane, quindi, dovrebbero capire quali sono gli obiettivi dei singoli dipendenti prima di programmare e applicare strategie di motivazione comuni.

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