Poco digitale per i professionisti

di Chiara Basciano

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La tecnologia potrebbe aiutare a snellire il lavoro dei professionisti, ma è sotto utilizzata

L’eliminazione delle fantozziane scartoffie è un sogno che trova attuazione nell’immediato presente, grazie all’apporto della tecnologia.

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Lo sanno bene i professionisti, ma non per questo riescono ancora a ridurre il volume del cartaceo a favore del digitale. La gestione del lavoro da parte di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro è stato oggetto di riflessione durante il convegno “Se parliamo di professionisti, in realtà parliamo di imprese!”, durante il quale sono stati presentati i dati riguardanti la ricerca condotta dall’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano.

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Le principali problematiche per la digitalizzazione sono state individuate nella difficoltà di alfabetizzazione informatica dei titolari degli studi, nei costi elevati dei software e nella difficoltà nel conoscere l’offerta del mercato. Nonostante per tutti gli intervistati sia evidente la correlazione tra tecnologia e risparmio economico i numeri dimostrano come ancora ci siano molte difficoltà.

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Per esempio il 42% dei commercialisti, il 58% degli avvocati e il 35% dei consulenti del lavoro crea archivi elettronici, ma mantenendo ancora la carta, partendo quindi dalla scansione dei documenti cartacei. Invece solo il 26% dei commercialisti, il 17% degli avvocati e il 33% dei consulenti del lavoro crea documenti che siano digitali fin dall’inizio.