Le parole del cyber crime

di Chiara Basciano

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Nomi da conoscere per gestire la sicurezza informatica in maniera consapevole.

Si sente tanto parlare di sicurezza informatica e con la crescente digitalizzazione diventa sempre più necessario conoscerne i diversi lati. I manager non possono più permettersi di delegare il lato tecnologico al comparto IT ma devono lavorare in sinergia con esso. Per questo è bene che conoscano le parole chiave riguardanti il mondo del cyber crime.

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Per questo Verizon ha stilato una lista esaustiva di nomi relativi ai crimini informatici. Ne riportiamo alcuni. Detection deficit: il deficit di rilevamento è il tempo che intercorre tra una violazione e la sua scoperta. Malware: termine generico che indica diverse forme di software malevoli progettati per danneggiare intenzionalmente un sistema o accedervi senza che amministratori o proprietari ne siano consapevoli. Crimeware: malware che punta al controllo dei sistemi per condurre attività illegali. RAM-scraping malware: Memory-scraping malware utilizzato dagli hacker per accedere a dati sensibili non raggiungibili con altre metodologie di attacco.

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Keylogger malware: malware che si installa da browser nel corso di una navigazione in rete o quando si scarica un software. Una volta attivo il software registra quanto digitato dall’utente, come login o indirizzi email, e trasmette a un remote service le informazioni raccolte. Exploit kit: attacco informatico pre-packaged, utilizzabile anche da chi ha poca esperienza nel cybercrime. Varia in complessità e nel genere di vulnerabilità che attacca, ma la caratteristica che lo contraddistingue è la facilità di implementazione. Hacker alle prime armi in genere adottano questo genere di minaccia grazie a interfacce user-friendly che rendono più facile indirizzare l’attacco e gestirlo.

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