Privacy: videosorveglianza promossa a pieni voti

di Teresa Barone

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Le telecamere di videosorveglianza collocate nei negozi e luoghi ledono la privacy? Opinioni a confronto.

Sicurezza fa rima con videosorveglianza: gli italiani apprezzano questo tipo di tutela nei luoghi pubblici e non ritengono che il controllo effettuato attraverso le telecamere sia lesivo della privacy.

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Lo rivela una recente indagine condotta da D-Link, ricerca che sottolinea come i cittadini della penisola riconoscano i benefici dei sistemi di videosorveglianza visti come fondamentali per proteggere la sicurezza e fornire supporto alle forze dell’ordine in caso di attività illecite.

La percentuale degli intervistati che non ritiene l’utilizzo della videosorveglianza in contrasto con la privacy ammonta al 94%. Analizzando i dati più da vicino, se il 39% dei consumatori ammette di sentirsi più sicuro entrando in un luogo pubblico o in un negozio dotato di telecamere, il 56% afferma di non esserne influenzato e il 5% sostiene invece di sentirsi infastidito da questi dispositivi.

E ancora, se il 28% non presta attenzione alle indicazioni riportate negli ambienti videosorvegliati, il 20% legge i cartelli di avvertimento obbligatori e il 51% visualizza le stesse telecamere.

«Questa ricerca conferma – afferma Alessandro Taramelli, Country Manager di D-Link Italia – che i sistemi di videosorveglianza sono ormai completamente accettati, anzi, sono ritenuti utili per la tutela della legalità, come hanno dimostrato i casi di cronaca nel corso degli ultimi anni. Capiamo però che la presenza ingombrante di videocamere possa creare diffidenza da parte del consumatore, ecco perché i modelli più moderni sono dispositivi discreti, dalle funzionalità avanzate e curati nel design, che consentono di sorvegliare ambienti ampi, senza infastidire i clienti, lasciando il compito di deterrenza, e di corretta informazione, ai cartelli previsti dalla legge sulla privacy.» 

 

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