Inclusione digitale: a che punto siamo

di Chiara Basciano

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Poca inclusione nel mondo digitale, ma gli italiani si mostrano ottimisti per quanto si sta facendo.

Nonostante tutti gli imprenditori siano consapevoli dell’importanza della comunicazione digitale i dati riguardanti l’inclusione digitale, forniti dalla ricerca condotta da Norstat per conto di Master Card, rivela che il cammino è ancora lungo.

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I dati riguardano soprattutto i prodotti finanziari, che sono però specchio di un’inclusione a più ampio raggio, come sottolinea Paolo Battiston, Division President of Italy and Greece di MasterCard «Oggi, poter accedere a servizi e prodotti finanziari basilari, come un conto corrente, internet o uno smartphone é essenziale per poter essere inclusi nella nostra società (…) In questo la tecnologia ha un ruolo cruciale, offrendo un potenziale incredibile per la crescita economica della società e per migliorare la vita delle persone».

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Appare tutto legato dunque, sentirsi pare della comunità digitale vuol dire, ormai, fare parte anche di quella virtuale. Secondo gli italiani intervistati ciò è possibile grazie a programmi educativi adeguati, ma anche il lavoro ha il suo peso. Il 76% infatti sostiene che per sentirsi inclusi è importante  riuscire a investire sulla propria carriera così come sui propri risparmi. Naturalmente poter accedere alla tecnologia permette tutto ciò.

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Nel dettaglio l’84% degli italiani considera fondamentale l’accesso alle tecnologie di ultima generazione e il 63% l’accesso ai servizi e prodotti finanziari per sentirsi parte integrante della società. Per favorire l’accesso alla tecnologia e al mondo virtuale gli italiani indicano il governo come l’istituzione che ha il compito di farlo (67%), seguito dalle banche (60%), dalle amministrazioni locali (26%) e dalle società di servizi finanziari (21%).