Introversi e estroversi: come gestirli in azienda

di Chiara Basciano

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Conoscere i propri dipendenti ed imparare a gestirli a seconda delle loro peculiarità.

Ogni dipendente ha il proprio carattere e dovrebbe sentirsi a suo agio indipendentemente dalla sue caratteristiche personali. Da parte loro i manager dovrebbero cercare di capire chi si trovano di fronte e agire di conseguenza. Può apparire di particolare interesse capire se un lavoratore è introverso o, al contrario, estroverso, perché a seconda delle caratteristiche si possono ottenere cose diverse e si deve interagire di conseguenza.

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In generale gli introversi non amano le sorprese e si sentono a loro agio nei compiti programmati, per questo è bene aiutarli ad organizzare il lavoro in anticipo, facendo largo uso di email e chat ed evitando di coinvolgerli in confronti aperti come le riunioni. Gli introversi hanno difficoltà ad esporsi, ciò non significa che non abbiano idee loro, per questo bisogna mostrare particolare pazienza, dandogli tempo e spazio.

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Al contrario l’estroverso si prende da solo spazio e tempo e rischia di soffocare l’altro. In questo caso bisogna imparare a dargli dei limiti, non ostacolando la propria vitalità, ma aiutandolo a capire dove fermarsi. L’estroverso può essere d’aiuto nel capire le situazioni, perché si esprime liberamente, l’importante è utilizzare le sue qualità nel modo giusto. Se ci sarà da fare una presentazione la scelta ricadrà su di lui, al contrario per un progetto che richiede una particolare attenzione ai dettagli si deve puntare sull’introverso.

Per ogni compito c’è il giusto dipendente.

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