Come si può diventare un manager perfetto

di Rosaria Di Prata

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Non esiste certo una formula per essere il manager perfetto, ma solo piccoli accorgimenti che consentano di migliorare la propria immagine agli occhi dei dipendenti

Essere manager non vuol dire solo avere un regime autoritario nei confronti dei collaboratori, ma essere capace di instaurare, all’interno del team, solide relazioni interpersonali, che possano anche tener presente gli interessi dei dipendenti.

Il ruolo del manager, negli ultimi anni, ha subito notevoli cambiamenti che l’hanno condotto a mutare la sua “figura” da capo autoritario a manager più umano. Il manager, pur essendo chi gestisce, deve essere anche chi deve saper motivare il suo staff. Una buona direzione è avvalorata dal fatto che i suoi dipendenti siano entusiasti di collaborare al raggiungimento dell’obiettivo.

La pianificazione di un progetto aziendale deve rendere partecipi, in maniera attiva, coloro che poi rappresenteranno l’effettiva forza lavoro per la realizzazione. Solo se si sentiranno effettivamente parte integrante potranno lavorare in maniera efficiente.

Le proposte devono essere sempre valutate e mai sottovalutate, lo spirito d’iniziativa dei dipendenti è da premiare e da ciò potrebbero derivare nuovi metodi per apportare delle migliorie all’intero sistema organizzativo. Il team del quale ci si avvale deve essere indubbiamente preparato ma deve essere il manager capace di spronare la sua squadra affinché lavori con affiatamento e coesione.

Premiare i dipendenti per un buon risultato raggiunto, certamente gli inorgoglisce e gli incentiva a sperare in un ulteriori promozioni, qualora il loro lavoro continua sulla stessa linea d’efficienza. La regola, probabilmente più importate, è la capacità di saper ascoltare e comunicare.

Un’errata gestione dei rapporti interpersonali può creare tensione e in questo clima certo non si tende a migliorare la produttività. Piccoli accorgimenti possono rendere più piacevole la convivenza all’interno dell’ambiente di lavoro, anche se per un manager, tra impegni e responsabilità, può diventare difficile dare la giusta rilevanza a queste “sfumature”.  Gli studi in ambito aziendale relativi all’approccio e alle relazioni che s’instaurano tra il capo e i suoi addetti hanno permesso di formulare nuove soluzioni che consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati in un minor tempo e con risultati eccellenti.

L’austerità, in ogni campo crea sempre disagio e distacco tra le persone, che si sentono ostacolate nell’esprimere liberamente il loro pensiero, se si crea un rapporto di stima, rispetto e ascolto, ne gioverà anche alla redditività.  Certo non esiste un decalogo su come diventare effettivamente un manager ideale, poiché ogni ambiente lavorativo ha le sue diversità che non possono paragonarlo ad altri, ma dedicando maggiori ‘attenzioni’ alle relazioni interpersonali si possono raggiungere sicuramente risultati migliori. Questi consigli sono facilmente approcciabili in ambiti lavorativi di aziende piccole e medie e meno applicabili nelle grandi realtà, proprio a causa delle “dimensioni”, ma anche in questo caso “piccoli sforzi” sapranno essere apprezzati.

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